In occasione del giorno di riposo del Giro d'Italia è stato presentato il saggio “Tra strada e civiltà – Una storia personale, una responsabilità collettiva” scritto da Marco Cavorso.
Marco è il papà di Tommaso, ucciso da un uomo che al volante del suo furgone ha effettuato un sorpasso folle il 26 agosto del 2010, e ha messo fine alla vita di Tommy, che quel maledetto giorno era in sella alla sua bicicletta con la maglia della storica società l’Aquila di Ponte a Ema. Tommy avrà per sempre 13 anni non per un “incidente” ma perché una persona ha deciso di effettuare un sorpasso in contromano su striscia continua, invadendo la corsia opposta e investendolo frontalmente.
Da quel giorno Marco Cavorso e i suoi cari si sono battuti perché nessun'altra famiglia ricadesse nel buco nero causato da una morte ingiusta ed evitabile. Per Marco è iniziato un viaggio nella consapevolezza. La violenza stradale è la prima causa di morte dei giovani italiani e non possiamo immaginare che sia accettabile. Per questo Marco ha fondato l'associazione Io Rispetto il Ciclista con Maurizio Fondriest e Paola Gianotti, e con l'Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani si batte per strade più sicure per tutti.
Oggi con al fianco campioni come l'iridato di Renaix 1988, la vicepresidente ACCPI Silvia Parietti, il campione del mondo di Varese 2008 Alessandro Ballan e l'ex pro' e autore del libro "Tommy Sapeva Correre" Paolo Alberati (nella foto con Federico Borselli, autista del bus della UAE Team Emirates XRG), Cavorso ha illustrato come è nata l'idea di scrivere questo libro: «La sicurezza stradale non riguarda soltanto chi ha già perso qualcuno. Riguarda soprattutto chi può ancora evitare che accada. Non è un testo tecnico, volutamente, perché vuole essere una fonte di ragionamento e dubbio, uno stimolo per le coscienze alla ricerca di una maggiore consapevolezza. C'è ancora troppo poca consapevolezza dei pericoli della strada. L'obiettivo di questo libro è in primis educativo» .
Pensato per i ragazzi delle scuole medie e superiori, oltre agli adulti, è disponibile per l'acquisto su Amazon. «La strada non è soltanto asfalto. È uno spazio sociale. È un luogo di relazione, di responsabilità e, in qualche modo, di potere – continua Cavorso. - Il modo in cui la attraversiamo racconta molto di ciò che siamo come comunità. Perché, alla fine, la strada non è solo il luogo che percorriamo. È il luogo in cui una società decide che valore dare alla vita degli altri. Per questo ho immaginato questo libro come un percorso. Un viaggio verso la consapevolezza. Al termine troverai un semplice strumento che ho chiamato Indice di Consapevolezza Stradale (ICS). Non misura quanto sei bravo a guidare. Misura quanto comprendiamo davvero i rischi, le relazioni e le responsabilità che abitano lo spazio della strada. Se questo libro riuscirà ad aumentare anche solo una piccola parte della consapevolezza di chi lo leggerà, allora forse potrà contribuire a salvare la vita di qualcuno. Magari quella di un figlio. Tra strada e civiltà esiste uno spazio. È lo spazio in cui decidiamo quanto vale la vita degli altri».
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