A quasi due anni di distanza dal suo esordio in un Grande Giro avvenuto al Tour de France 2024, questo maggio Johannes Kulset è tornato a misurarsi con le fatiche e i palcoscenici di una corsa a tappe di tre settimane prendendo parte al Giro d’Italia 109, il primo della sua carriera.
Partito da Nessebar con l’idea di provare a curare la generale (cosa riuscitagli piuttosto bene l’anno scorso in gare di una settimana), il ventiduenne norvegese ha chiuso i primi nove giorni di gara della Corsa Rosa 2026 con un ritardo di 8’48” dalla maglia rosa Afonso Eulalio e un 22° posto in classifica generale risultato di una parte iniziale di Giro che l’ha visto alternare momenti di grande difficoltà ad altri dove è apparso decisamente più brillante.
“È stata una prima parte di Giro con diversi di alti e bassi” ha ammesso il classe 2004 di Oslo commentando attraverso i canali ufficiali della sua Uno-X Mobility quanto combinato finora sulle strade del Grand Tour nostrano.
“Curare la generale rappresentava per me una nuova sfida e lo è stato a partire dalla quarta tappa quando lo sfortunato cambio di ruota a cui sono stato costretto ha sostanzialmente definito l’andazzo di tutta la settimana. Da quel momento, infatti, siamo andati a tutta ogni giorno ad eccezione della tappa di Napoli perché verso Cosenza, appunto, ho dovuto inseguire per non perdere troppo tempo in classifica, il giorno dopo ho lottato per recuperare il terreno perso e poi c’è stato il Blockhaus dove ho davvero dato tutto in quella che è stata la seconda giornata in bici più lunga della mia vita” ha detto con molta lucidità Kulset passando in rassegna una ad una le frazioni finora disputate.
“Il giorno dopo, nella tappa di Fermo, non avevamo programmato di andare all’attacco ma ci siamo ritrovati davanti e alla fine è stata nuovamente una giornata esplosiva per me e anche per questo poi, a Corno alle Scale, non mi aspettavo di avere buone gambe perché ero già col serbatoio vuoto” ha ammesso il figlio minore del CEO di Uno-X Mobility Vegar prima di concludere la sua analisi sul cammino fatto fino a questo punto alla Corsa Rosa.
“Sono molto felice delle prestazioni che sono riuscito a realizzare nelle tappe 4, 5 e 7 e meno contento di ciò che ho combinato sabato e domenica ma ci sono ancora 12 frazioni da disputare e diverse possibilità per essere aggressivi e ottenere qualche buon risultato parziale. Vedremo questo cosa comporterà a livello di classifica generale” ha chiosato il promettente prospetto scandinavo che, pur forse raccogliendo meno di quello che si aspettavo, ha ancora tanto terreno per togliersi grandi soddisfazioni.
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