Porcari è una cittadina alle porte di Lucca in cui c’è grande fermento. Nella giornata di mercoledì 20 maggio ci sarà la tappa Porcari-Chiavari (195 km), undicesima del Giro d’Italia 2026. Porcari ha un comitato di tappa attivissimo anche per gli eventi collaterali al Giro d’Italia: sono ben 20.
Tra questi anche il talk-show del tardo pomeriggio di lunedì 18 maggio, seconda giornata di riposo del Giro d’Italia. “Porcari corre col Giro – I Grandi del ciclismo” è il titolo dello show organizzato dal Comune in collaborazione con Paper District e Fondazione Giuseppe Lazzareschi. A partire dalle ore 18 proprio la Fondazione Lazzareschi ospiterà il dibattito condotto dal giornalista milanese Alessandro Brambilla. Oltre alle autorità locali, a “I grandi del ciclismo” parteciperanno Francesco Moser, il “Diablo” Claudio Chiappucci, Michele Bartoli, Andrea Tafi. Avrà notevole spazio anche il ciclismo femminile grazie alla partecipazione di Edita Pucinskaite e Fabiana Luperini, grandi regine delle gare a tappe, e della velocista Mara Mosole. Ci sarà pure Brunello Fanini, in passato organizzatore del Giro d’Italia femminile, ora del “Toscana” internazionale.
E MERCOLEDÌ... Mercoledi intorno alle ore 12, 30 partirà l' 11.a tappa (Paper District) del Giro d' Italia da Porcari a Chiavari. Il via sarà dato da Michele Bartoli, il "Leoncino delle Fiandre" che ha regalato in carriera un' infinità di emozioni agli sportivi ed ai suoi numerosi tifosi. Porcari si tinge di rosa.
L' intero paese scende sulle strade per accompagnare la partenza da Via Lazzareschi davanti alla Sofidel che celebra per l' occasione i 60 anni dell' azienda. La città di Porcari ha partecipato attivamente all' evento, promuovendo diverse manifestazioni collaterali tramite il Comitato di tappa presieduto da Lido Del Carlo e la comunità è diventata parte attiva dell' evento, celebrando anche la propria cultura e unendo persone di tutte le età perché la corsa rosa rimane una festa popolare e rende orgogliosi i cittadini dei comuni che la ospitano. Un bel colpo d' occhio vedere le vetrine allestite dai commercianti dove il colore rosa divampa fra decorazioni, maglie e biciclette.
MICHELE BARTOLI, UN PRODOTTO FANINI DIVENTATO MISTER CLASSICHE MONUMENTO
Michele Bartoli sta per compiere 56 anni, è trapiantato a Montecarlo dove risiede da bambino quando a soli 8 anni impuntò per la prima volta i pedali con il Team Fanini. Oggi è preparatore personale di alcuni atleti di primo piano come Richard Carapaz, Mikkel Honoré, Jefferson Alexander Cepeda, Markel Beloki (che sta disputando un ottimo Giro) tutti atleti dell' EF Education-Easy Poste e di altri professionisti. Gestisce inoltre la Michele Bartoli Academy, una scuola di ciclismo con sede a Vicopisano dedicata alle categorie che vanno dai giovanissimi fino agli juniores, insegnando loro i valori dell' amicizia, della squadra e dell' autodisciplina: tutti principi alla base del loro sviluppo. Valori che Bartoli insegna bene, avendo accumulato tanta esperienza facendo pure lui tutta la trafila giovanile nel Team Fanini fino alla categoria allievi di secondo anno quando passò alla Montecarlo-Fanini. Soltanto nelle categorie dilettantistiche vanta più di 200 vittorie.
"La mia scuola - dice il Leoncino delle Fiandre-vorrebbe poter assomigliare a quella che tanti anni fa aveva Ivano Fanini, un leader assoluto nel gestire squadre di ciclismo trasformando l' uso della bicicletta in un percorso di sviluppo e educativo nel promuovere la crescita motoria dei bambini."
Anche con il Giro d' Italia Michele Bartoli ha una storia importante. Dopo diversi piazzamenti riuscì a fare centro nella 13.a tappa da Carpi a Schio dell' edizione 1998 quando superò in uno sprint a tre Giuseppe Guerini e Paolo Bettini. Ma il suo prestigio a livello internazionale lo raggiunse soprattutto vincendo le classiche Monumento (2 Liegi Bastogne Liegi, 2 Giri di Lombardia e 1 Giro delle Fiandre, la corsa che più lo ha affascinato tanto da avere tutt' oggi giovani ammiratori in quei luoghi che gli chiedono l' autografo). Se sommiamo a queste le vittorie il Campionato di Zurigo, la Freccia Vallone e l' Amstel Gold Race, ne esce uno degli italiani più vittoriosi nelle corse importanti di un giorno di tutti i tempi. Alla sua settantina di vittorie da professionista, quasi tutte di livello alto, vanno aggiunte nel suo palmares due Coppe del Mondo (97 e 98) in una carriera professionistica consumata dal 1992 al 2004. Un finisseur di grande intelligenza tattica capace di essere spesso il numero uno su terreni differenti. dal pavé ai muri ripidi. Ha padroneggiato il ritmo ed imparato a leggere la corsa trasformando la tattica in strategia. Infondeva potenza unita a classe con l' aumentare dei chilometri e del dislivello. Iniziò ad imparare il valore del sacrificio da bambino e la formazione ricevuta in tutta la trafila giovanile con la maglia Fanini rimane un pilastro fondamentale della sua identità sportiva.
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