CARTAGIRO. LA RASSEGNA STAMPA DELLA CORSA ROSA

GIRO D'ITALIA | 18/05/2026 | 09:54
di Aldo Peinetti

Cosa vede Jonas Vingegard oltre l’arrivo di Corno alle Scale? Da quello speciale cancelletto di partenza verso la prossima cronometro, il danese scorge la maglia rosa, non ce ne voglia Afonso Eulalio, capace di difendere strenuamente il simbolo del primato al cospetto degli skilift che videro gli esordi sulle nevi di Alberto Tomba. Che Vingegaard ieri non abbia esagerato lo attesta la Gazzetta -" Ieri ha aperto il gas (un filo) a 800 metri dal tra­guardo dopo aver sfrut­tato chi­rur­gi­ca­mente il lavoro della sua Visma-Lease a Bike”: a cui tocca anche certificare i presagi negativi attorno a Pellizzari, titolando Giulio va in crisi e soffre: “una giornata durissima”. Virgolettato del corridore marchigiano, descritto dopo il traguardo tagliato oscillando (fonte Corsera): “medico e mas­sag­gia­tore lo aiu­tano ad appog­giarsi a una tran­senna dove resta immo­bile per due minuti”.


Intanto, Cosimo Cito su Repubblica parte con un’efficace metafora (Giulio andato vicino al sole sul Blockhaus), prima di ricordare le parole dei capi della Red Bull, autori di un parziale mea culpa circa la strategia adottata da Pellizzari sulla Majella. Quel fuori giri di 1100 metri per seguire Vingegaard? “Meglio che pentirsene tutta la vita” – la laconica e condivisibile considerazione. E il danese? Vede rosa, secondo Pier Augusto Stagi su Il Giornale, prodigo di dettagi sulla missione compiuta dell’uomo in blu. Per ora. «Sapevo che era un tra­guardo alla mia por­tata – ha spie­gato il danese che ora è a 2’24” dalla maglia rosa -. Sono felice per il mio team, che ha con­trol­lato molto bene ogni situa­zione, poi io ho fina­liz­zato al meglio il mio lavoro». Le cose sono andate diversamente in casa Red Bul Bora Hansgrohe, con Tuttosport (Alessandro Brambilla) a sottolineare anche i 50” persi da Hindley rispetto a Vingegaard. Lì a due passi dagli skilift.


GAZZETTA DELLO SPORT
VINGEGAARD, E DUE...
Così è anche troppo facile. Dopo una set­ti­mana di gara, Jonas Vin­ge­gaard, padrone del Giro fin dalla vigi­lia, ha già vinto entrambe le tappe con arrivo in salita, gestendo le sue forze col bilan­cino. È cer­ta­mente il più forte, ma abbiamo l’impres­sione che corra fin troppo con la testa e poco col cuore. Rac­co­glie tanto dando il minimo. Ieri ha aperto il gas (un filo) a 800 metri dal tra­guardo dopo aver sfrut­tato chi­rur­gi­ca­mente il lavoro della sua Visma-Lease a Bike (net­ta­mente la squa­dra più forte in salita) e anche quello di Felix Gall, l’austriaco che almeno all’appa­renza è l’unico poten­ziale rivale di que­sto Giro edi­zione 2026. Pur­troppo, ieri, sulle rampe non certo impos­si­bili verso Corno alle Scale, è sal­tato anche Giu­lio Pel­liizzri. (Ciro Scogamiglio)

CORRIERE DELLA SERA
VINGEGAARD, BIS AL BACIO. POTENTE ALLUNGO E PELLIZZARI VA IN CRISI
Ha bec­cato uno schiaffo venerdì sul Bloc­khaus, un altro sabato sui «muri» di Fermo e un cef­fone ieri sull’appen­nino emi­liano. Giu­lio Pel­liz­zari taglia il tra­guardo della nona tappa del Giro d’ita­lia oscil­lando sulla bici, medico e mas­sag­gia­tore lo aiu­tano ad appog­giarsi a una tran­senna dove resta immo­bile per due minuti. Non alza la testa dal manu­brio, non pro­fe­ri­sce parola fino a quando i suoi rie­scono a infi­lar­gli una giacca pesante e a spin­gerlo alla discesa verso i bus. (Marco Bonarrigo)

REPUBBLICA
VINGEGAARD DA’ UN’ALTRA SPALLATA, PELLIZZARI IN CRISI, ORA LA CRONO
Arrivato vicinissimo al sole sul Blockhaus, Giulio Pellizzari si sta pian piano dissolvendo. Lo scivolamento è iniziato in Abruzzo con quel fiori giri di 1100 mtri bellissimo e insensato contro Vingegaard, “non l’abbiamo fermato e forse abbiamo sbagliato ma se ne sarebbe pentito per tutta la vita” diceavno ieri i capi della Red Bull. E’proseguito sul muro di Fermo(2” persi). A Corno alle Scale la botta è stata severa. (Cosimo Cito)

IL GIORNALE
VINGEGAARD PRENE LO SKILIFT E VEDE SEMPRE PIU' ROSA
Sulle piste che die­dero i natali scii­stici ad Alberto Tomba, Jonas Vin­ge­gaard prende lo ski­lift e risale leg­gero. Non si deve dan­nare l’anima per vin­cere la seconda tappa in que­sto Giro. Non deve agi­tarsi per recu­pe­rare tempo al por­to­ghese Eula­lio – sem­pre in rosa -, che gli con­cede una qua­ran­tina di secondi, deve solo pen­sare a gestire le sue forze, tanto la maglia è lì e la pren­derà quando sarà il momento. «Sapevo che era un tra­guardo alla mia por­tata – ha spie­gato il danese che ora è a 2’24” dalla maglia rosa -. Sono felice per il mio team, che ha con­trol­lato molto bene ogni situa­zione, poi io ho fina­liz­zato al meglio il mio lavoro». (Pier Augusto Stagi)

L’EQUIPE
VINGEGAARD GUADAGNA POCO MARGINE
Mancavano solo gli sci e la neve sulle piste per poter davvero scambiare Mathys Rondel per uno sciatore della domenica ieri, nella fitta foresta di Corno alle Scale. Il traguardo della nona tappa del Giro d'Italia era a due passi dalla pista Tomba 2, una delle due piste intitolate a "La Bomba", Alberto Tomba, il tre volte campione olimpico di sci alpino, che ha tracciato le sue prime curve proprio in questa piccola località appenninica. (Julien Chesnais)

TUTTOSPORT
CICCONE CI PROVA E GALL RESTA IN SCIA
Tutti sull’attenti per Jonas Vingegaard. Sul Corno alle Scale il danese della Visma-Lease a Bike ha dato l’ennesimo saggio di classe. Esattamente come venerdì sul Blockhaus, ieri Vingegaard, 29 anni, ha vinto la tappa staccando tutti senza arrivare provato al traguardo. A fine nona tappa ha distanziato di 12” Felix Gall, che è sicuramente il suo avversario principale per la vittoria finale. Purtroppo perde colpi la coppia della Red Bull-Bora-Hansgrohe: Jai Hindley ha chiuso a 50” da Jonas, Giulio Pellizzari costretto a correre in difesa fi n dalla penultima salita di giornata per problemi di stomaco è arrivato a 1’28”. Sorride il portoghese Afonso Eulalio, 24 anni, capitano della Bahrain-Victorious, poiché martedì disputerà la cronometro in maglia rosa. (Alessandro Brambilla)

CORRIERE DELLO SPORT
BIS Di VINGEGAARD 
Secondo arrivo in salita e l’epilogo non cambia. Jonas Vingegaard detta ancora legge al Giro d’Italia come già accaduto venerdì al Blockhaus e si è invola in solitario ai meno 900 metri dal traguardo, con l’affondo decisivo che ha piegato anche la strenua resistenza di Felix Gall. Bacio alla foto della famiglia incollata sul suo manubrio con tanto di nastro azzurro per festeggiare la maglia di miglior scalatore e poi ancora un altro bacio alla fede mostrata al cielo per l’amata Trine. Undicesimo sigillo nei Grandi Giri e prova di forza di tutto il Team Visma-Lease a Bike, visto il terzo posto del giovane Davide Piganzoli (arrivato quest’anno). (Alberto Dolfin)


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