Cosa vede Jonas Vingegard oltre l’arrivo di Corno alle Scale? Da quello speciale cancelletto di partenza verso la prossima cronometro, il danese scorge la maglia rosa, non ce ne voglia Afonso Eulalio, capace di difendere strenuamente il simbolo del primato al cospetto degli skilift che videro gli esordi sulle nevi di Alberto Tomba. Che Vingegaard ieri non abbia esagerato lo attesta la Gazzetta -" Ieri ha aperto il gas (un filo) a 800 metri dal traguardo dopo aver sfruttato chirurgicamente il lavoro della sua Visma-Lease a Bike”: a cui tocca anche certificare i presagi negativi attorno a Pellizzari, titolando Giulio va in crisi e soffre: “una giornata durissima”. Virgolettato del corridore marchigiano, descritto dopo il traguardo tagliato oscillando (fonte Corsera): “medico e massaggiatore lo aiutano ad appoggiarsi a una transenna dove resta immobile per due minuti”.
Intanto, Cosimo Cito su Repubblica parte con un’efficace metafora (Giulio andato vicino al sole sul Blockhaus), prima di ricordare le parole dei capi della Red Bull, autori di un parziale mea culpa circa la strategia adottata da Pellizzari sulla Majella. Quel fuori giri di 1100 metri per seguire Vingegaard? “Meglio che pentirsene tutta la vita” – la laconica e condivisibile considerazione. E il danese? Vede rosa, secondo Pier Augusto Stagi su Il Giornale, prodigo di dettagi sulla missione compiuta dell’uomo in blu. Per ora. «Sapevo che era un traguardo alla mia portata – ha spiegato il danese che ora è a 2’24” dalla maglia rosa -. Sono felice per il mio team, che ha controllato molto bene ogni situazione, poi io ho finalizzato al meglio il mio lavoro». Le cose sono andate diversamente in casa Red Bul Bora Hansgrohe, con Tuttosport (Alessandro Brambilla) a sottolineare anche i 50” persi da Hindley rispetto a Vingegaard. Lì a due passi dagli skilift.
GAZZETTA DELLO SPORT
VINGEGAARD, E DUE...
Così è anche troppo facile. Dopo una settimana di gara, Jonas Vingegaard, padrone del Giro fin dalla vigilia, ha già vinto entrambe le tappe con arrivo in salita, gestendo le sue forze col bilancino. È certamente il più forte, ma abbiamo l’impressione che corra fin troppo con la testa e poco col cuore. Raccoglie tanto dando il minimo. Ieri ha aperto il gas (un filo) a 800 metri dal traguardo dopo aver sfruttato chirurgicamente il lavoro della sua Visma-Lease a Bike (nettamente la squadra più forte in salita) e anche quello di Felix Gall, l’austriaco che almeno all’apparenza è l’unico potenziale rivale di questo Giro edizione 2026. Purtroppo, ieri, sulle rampe non certo impossibili verso Corno alle Scale, è saltato anche Giulio Pelliizzri. (Ciro Scogamiglio)
CORRIERE DELLA SERA
VINGEGAARD, BIS AL BACIO. POTENTE ALLUNGO E PELLIZZARI VA IN CRISI
Ha beccato uno schiaffo venerdì sul Blockhaus, un altro sabato sui «muri» di Fermo e un ceffone ieri sull’appennino emiliano. Giulio Pellizzari taglia il traguardo della nona tappa del Giro d’italia oscillando sulla bici, medico e massaggiatore lo aiutano ad appoggiarsi a una transenna dove resta immobile per due minuti. Non alza la testa dal manubrio, non proferisce parola fino a quando i suoi riescono a infilargli una giacca pesante e a spingerlo alla discesa verso i bus. (Marco Bonarrigo)
REPUBBLICA
VINGEGAARD DA’ UN’ALTRA SPALLATA, PELLIZZARI IN CRISI, ORA LA CRONO
Arrivato vicinissimo al sole sul Blockhaus, Giulio Pellizzari si sta pian piano dissolvendo. Lo scivolamento è iniziato in Abruzzo con quel fiori giri di 1100 mtri bellissimo e insensato contro Vingegaard, “non l’abbiamo fermato e forse abbiamo sbagliato ma se ne sarebbe pentito per tutta la vita” diceavno ieri i capi della Red Bull. E’proseguito sul muro di Fermo(2” persi). A Corno alle Scale la botta è stata severa. (Cosimo Cito)
IL GIORNALE
VINGEGAARD PRENE LO SKILIFT E VEDE SEMPRE PIU' ROSA
Sulle piste che diedero i natali sciistici ad Alberto Tomba, Jonas Vingegaard prende lo skilift e risale leggero. Non si deve dannare l’anima per vincere la seconda tappa in questo Giro. Non deve agitarsi per recuperare tempo al portoghese Eulalio – sempre in rosa -, che gli concede una quarantina di secondi, deve solo pensare a gestire le sue forze, tanto la maglia è lì e la prenderà quando sarà il momento. «Sapevo che era un traguardo alla mia portata – ha spiegato il danese che ora è a 2’24” dalla maglia rosa -. Sono felice per il mio team, che ha controllato molto bene ogni situazione, poi io ho finalizzato al meglio il mio lavoro». (Pier Augusto Stagi)
L’EQUIPE
VINGEGAARD GUADAGNA POCO MARGINE
Mancavano solo gli sci e la neve sulle piste per poter davvero scambiare Mathys Rondel per uno sciatore della domenica ieri, nella fitta foresta di Corno alle Scale. Il traguardo della nona tappa del Giro d'Italia era a due passi dalla pista Tomba 2, una delle due piste intitolate a "La Bomba", Alberto Tomba, il tre volte campione olimpico di sci alpino, che ha tracciato le sue prime curve proprio in questa piccola località appenninica. (Julien Chesnais)
TUTTOSPORT
CICCONE CI PROVA E GALL RESTA IN SCIA
Tutti sull’attenti per Jonas Vingegaard. Sul Corno alle Scale il danese della Visma-Lease a Bike ha dato l’ennesimo saggio di classe. Esattamente come venerdì sul Blockhaus, ieri Vingegaard, 29 anni, ha vinto la tappa staccando tutti senza arrivare provato al traguardo. A fine nona tappa ha distanziato di 12” Felix Gall, che è sicuramente il suo avversario principale per la vittoria finale. Purtroppo perde colpi la coppia della Red Bull-Bora-Hansgrohe: Jai Hindley ha chiuso a 50” da Jonas, Giulio Pellizzari costretto a correre in difesa fi n dalla penultima salita di giornata per problemi di stomaco è arrivato a 1’28”. Sorride il portoghese Afonso Eulalio, 24 anni, capitano della Bahrain-Victorious, poiché martedì disputerà la cronometro in maglia rosa. (Alessandro Brambilla)
CORRIERE DELLO SPORT
BIS Di VINGEGAARD
Secondo arrivo in salita e l’epilogo non cambia. Jonas Vingegaard detta ancora legge al Giro d’Italia come già accaduto venerdì al Blockhaus e si è invola in solitario ai meno 900 metri dal traguardo, con l’affondo decisivo che ha piegato anche la strenua resistenza di Felix Gall. Bacio alla foto della famiglia incollata sul suo manubrio con tanto di nastro azzurro per festeggiare la maglia di miglior scalatore e poi ancora un altro bacio alla fede mostrata al cielo per l’amata Trine. Undicesimo sigillo nei Grandi Giri e prova di forza di tutto il Team Visma-Lease a Bike, visto il terzo posto del giovane Davide Piganzoli (arrivato quest’anno). (Alberto Dolfin)
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