Jonas VINGEGAARD. 10 e lode. Secondo successo di tappa per colui che è qui per il traguardo finale, quello assoluto di Roma. Vince lasciando la maglia rosa sulle spalle di Eulalio, perché a lui interessa quella finale: guai sprecare energie nervose e fisiche: tanto arriverà. Vince baciando per l’ennesima volta il manubrio con l’immagine di sua moglie (Trine) e i suoi bimbi (Frida e Hugo). Arriveranno altre vittorie (ci sono ancora cinque arrivi in quota, può fare davvero filotto) perché è il più forte, il più lucido e il più freddo, per certi versi anche il più cinico. Lascia che facciano, tanto poi, alla fine, ci pensa lui. Lascia che si agitino, mentre Jonas gioca al risparmio, gioca come il gatto con il topo. È di un’altra pasta, di un’altra dimensione. È qui ma è anche altrove, perché il danese ha un pensiero fisso: vincere il Giro pensando al Tour.
Felix GALL. 8. Ha il merito di averci provato, di aver dato il la, ma all’ultimo chilometro, quando è partito Jonas, lui là ci è rimasto.
Davide PIGANZOLI. 9. Fa un lavoro da grandissimo corridore. Si mette a disposizione della squadra e del suo capitano, poi una volta fatto il lavoro tiene anche la posizione. Maestoso.
Thymen ARENSMAN. 7. Sussulto d’orgoglio per l’olandese della Netcompany. Non è ancora brillantissimo, ma risplende. Intanto in un colpo solo fa un salto triplo: ora è 6°.
Afonso EULALIO. 8. Il portoghese resta in rosa con pieno merito. Come è logico che sia, non può tenere il passo di quei due là, ma il ragazzo del Bahrain di Franco Pellizotti si difende con grandissima personalità e perde davvero poco. Una manciata di secondi, per restare primo.
Derek GEE WEST. 5,5. Il 28enne corridore canadese fa quello che ha sempre fatto e che gli riesce meglio: difendersi. Forse dal capitano designato dalla Lidl-Trek qualcosa di più ci si può attendere, ma essendo un diesel, qualcosa di meglio lo farà. Attendista.
Mathys RONDEL. 8. Il 22enne francese della Tudor si conferma la rivelazione di questo Giro d’Italia assieme al connazionale Paul Magnier. Anche oggi è lì, con il meglio dei protagonisti della corsa rosa. Un passettino in più: 7° nella generale. Superbe.
Sepp KUSS. 8. È uno dei grandi protagonisti della Visma Lease a Bike. Porta a spasso per l’Italia Jonas Vingegaard, lui sa come si fa e lo fa sempre con grande attenzione ed efficacia.
Jai HINDLEY. 6. Sta meglio di Pellizzari, questo sicuro, ma non è brillantissimo. In ogni caso la medica e guadagna una posizione in classifica generale. Adesso è ai piedi del podio.
Michael STORER. 6. È la seconda scelta della Tudor, il dieselone che qualcosa può sempre inventarsi e fare. Intanto è lì e sono in due.
Giulio CICCONE. 6,5. Prova ad entrare nella fuga di giornata, ma non ce la fa. Ci riprova con Ulissi e Aerts un po’ più avanti e a - 60 dal traguardo il terzetto rientra sugli otto battistrada. Per un po’ gioca a nascondersi, in un esercizio di tanatosi tipico degli animali che devono salvare la pelle e si fingono morti. Poi entra in scena e se la prende per un po’. Non gli va bene, ma almeno ci prova. Provaci ancora Giulio!
Christian SCARONI. 6,5. Sta facendo un Giro da applausi. Sempre in bagarre, sempre nel vivo della corsa, alla fine chiude non lontano dal vincitore e nella generale scivola solo di una posizione. Ora è 5°: vola alto.
Davide BALLERINI. 6,5. Passaggio al traguardo volante di Marzabotto, il re di Napoli fa sua la volata, precedendo Jonas Geens (Alpecin - Premier Tech) e Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber). Dopo tanta fatica, qualcosa porta a casa.
Egan BERNAL. 5. Speravamo di rivederlo più pimpante, ma al momento è questo qui.
Ben O’CONNOR. 5. Il 30enne corridore australiano della Jayco AlUla ha la possibilità di restare nelle zone alte della classifica, invece oggi finisce dietro.
Martin LOPEZ. 5. Oggi aveva la possibilità di fare qualche passettino in avanti. Non va come si sperava.
Giulio PELLIZZARI. 5. Fatica tanto, tantissimo. È chiaro che qualcosa è successo. Non sta bene e si vede.
Enric MAS. 4. Arriva dopo la banda: suonato.
Lorenzo MILESI. 9. Il ragazzo della Movistar scalpita e non è il solo. Ha voglia di mettersi in gioco e si mette a giocare immediatamente. Via a tutta con Edward Planckaert (Alpecin - Premier Tech) e Davide Ballerini (XDS Astana Team). Al km 39 i due vengono ripresi da altri sei corridori: Jonas Geens (Alpecin - Premier Tech), Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber), Einer Rubio (Movistar Team), Tim Naberman (Team Picnic PostNL), Mattia Bais (Team Polti VisitMalta) e Sakarias Koller Løland (Uno-X Mobilità). Questa è l’azione che fa da narrazione alla prima parte di corsa. Una storia di attaccanti, che provano a far saltare il banco, che provano a dare un senso diverso alla corsa. Lorenzo fa una corsa pazzesca: porta nel finale Rubio e solo a 10 km dal traguardo alza bandiera bianca. Applausi.