GIRO D'ITALIA. QUANTE INSIDIE SUI MURI FERMANI

GIRO D'ITALIA | 16/05/2026 | 08:30

Il Giro d'Italia è ricco di insidie e propone anche tappe nelle quali si può pagare - anche pesantemente - la fatica del giorno precedente. Ecco, quella di oggi è una giornata così: la Chieti-Fermo di 156 km è già tappa dura per conto suo e arriva all'indomani del tappone lunghissimo che ha portato il gruppo in vetta al Blockhaus. E allora aspettiamoci mille e più tentativi di fuga e magari anche distacchi che alla fine potranno rivelarsi sorprendente.


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Come le precedenti, anche quella odierna è una tappa mista: prima parte lungo l’Adriatico pianeggiante e su strade larghe e sostanzialmente rettilinee e seconda parte nell’entroterra Fermano con una successione di saliscendi e diversi “muri” da affrontare specialmente nel finale.

Dopo Cupra Marittima (traguardo volante al km 96,3) la corsa si dirige verso l’interno e scala il primo GPM a Montefiore dell’Aso prima del successivo a Monterubbiano. Si raggiunge così una prima volta Fermo dove si affronta il “muro” di via Cardarelli prima di raggiungere la ss.16 Adriatica per affrontare la salita di Capodarco (GPM) e in rapida sequenza la salita di Fermo-Reputolo con successivo arrivo.

Ultimi chilometri tutti in sostanziale ascesa. Dopo la salita di Reputolo che immette nell’abitato di Fermo (pendenze fino al 22%) si continua a salire per vie cittadine strette e pavimentate in porfido anche di pendenza elevata. Breve discesa agli ultimi 750 m per poi salire fino all’arrivo su una rampa attorno al 10%.

LE STRADE DEL GIRO. L’attesa tappa dei muri inizia da Chieti dove per prima cosa si  riserva il dovuto omaggio al Guerriero di Capestrano, una scultura in pietra e marmo del VI secolo a.C. rinvenuta in una necropoli dell'antica città di Aufinum: è una delle opere più monumentali e impressionanti dell'arte italica: raffigura un guerriero alto ben 2,10 metri! Lo si ammira, con il dovuto rispetto, nel Museo archeologico nazionale d'Abruzzo ospitato nella neoclassica Villa Frigerj prima di incamminarsi lungo Corso Marrucino, l’asse principale del centro storico caratterizzato da palazzi di pregio. Da vedere anche la Cattedrale di San Giustino, gioiello romanico e barocco con l’imponente campanile, le sei piccole navate di due campate ciascuna della Cripta e la Cappella barocca dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti mentre silenziosi testimoni di un passato antichissimo sono anche i Tempietti Romani e l’Anfiteatro.

Dopo un breve giro nell’entroterra teatino, il tracciato trova la costa adriatica a Montesilvano dove inizia la lunga risalita della costa attraversando rinomate stazioni balneari come Silvi Marina, Roseto degli Abruzzi e Alba Adriatica. Sosta d’obbligo a San Benedetto del Tronto, animata e divertente, che attrae anche con il particolarissimo Museo del Mare collocato nella zona del porto. Per dimensioni e varietà della proposta espositiva il Museo è considerato tra i più completi del genere. Si trova nella zona del Mercato ittico ed è suddiviso in più sedi, ognuna dedicata a uno specifico aspetto. Si possono così visitare l’Antiquarium Truentinum, il Museo delle Anfore, il Museo Ittico Augusto Capriotti, il Museo della Civiltà Marinara delle Marche.  

Si segue ancora la costa fino a Grottammare e Cupra Marittima, per poi tornare nell’entroterra marchigiano, famoso in tutto il mondo anche per l’eccellenza delle sue aziende calzaturiere.

Inizia qui il temuto – dai corridori -  toboga tra valli e colli caratterizzato dapprima dalle salite che portano a Montefiore dell’Aso, a Monterubbiano e per una prima volta a Fermo. Non è finita, però. Dopo un ultimo verso l’Adriatico occorre ancora affrontare il muro di Capodarco e la salita, non facile che riporta a Fermo dove è posto il traguardo di giornata.    

La visita alle Cisterne romane, risalenti al tempo di Augusto (I sec. d.C.) e composte da trenta stanze comunicanti, è una delle tappe obbligate della visita alla  città.  Cuore della città è però Piazza del Popolo, elegante spazio rinascimentale circondato da portici e affacciato su edifici storici come il Palazzo dei Priori e il Palazzo Apostolico. Nel punto più alto della città si trova il Parco del Girfalco, area verde dove sorge il Duomo di Fermo, edificio ricostruito nel XIII secolo su preesistenze più antiche e caratterizzato da una stratificazione architettonica significativa.    


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