PAGINE GIALLE, LA RASSEGNA STAMPA DEL TOUR DE FRANCE

TOUR DE FRANCE | 21/07/2026 | 09:00
di Aldo Peinetti

Sarà il “Tempo di Remco”, così lo chiama Gazzetta ricordando la particolare condizione con cui il campione belga affronta i 26,1 km odierni: «Quando rie­sci a toglierti una zavorra dalle spalle, pedali più leg­gero. Vai più veloce. È que­sto che dome­nica ha fatto Remco Eve­ne­poel, final­mente capace di bat­tere Tadej Poga­car in un duello in mon­ta­gna. Oggi il peri­me­tro della sfida diventa il suo giar­dino» scrive Ciro Scognamiglio. Disamine agonistiche sulle quali soffermarsi in toto significherebbe peccare di omissione. Che succede? La stessa rosea, di spalla e con buona evidenza, ricorda non solo che è stato un giudice ad autorizzare i test notturni, ma che sono avvenuti altri controlli.


«Anzi­tutto, una novità di ieri: l’asso­cia­zione mon­diale cor­ri­dori (Cpa) ha scritto che anche altri hanno subito gli stessi con­trolli fuori dalle fine­stre ora­rie abi­tuali (senza fare nomi). E non solo nella notte tra sabato e dome­nica, secondo quanto risulta alla Gaz­zetta». Sob. Categorico sul Corriere Marco Bonarrigo: «Nes­sun eccesso di zelo, nes­suna man­canza di rispetto verso due fuo­ri­classe impe­gnati a gio­carsi la vit­to­ria al Tour de France, nes­suna gaffe isti­tu­zio­nale».


Sulla falsariga, per Repubblica, Cosimo Cito: «I controlli antidoping subiti da Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard nella notte tra sabato e domenica scorsi, in quel momento primo e secondo del Tour de France, sollevano domande inquietanti». A L’Equipe, che sulla questione dei test non ha lesinato dettagli, si ritorna alla propensione di Seixas per le crono, ricordando il titolo conquistato dal francesino a Zurigo, quando era juniores. Storia di due anni orsono, adesso lotta per il podio al Tour.

GAZZETTA DELLO SPORT
IL TEMPO DI REMCO
Quando rie­sci a toglierti una zavorra dalle spalle, pedali più leg­gero. Vai più veloce. È que­sto che dome­nica ha fatto Remco Eve­ne­poel, final­mente capace di bat­tere Tadej Poga­car in un duello in mon­ta­gna. Oggi il peri­me­tro della sfida diventa il suo giar­dino – cro­no­me­tro indi­vi­duale, della quale il belga è olim­pio­nico, iri­dato e cam­pione d’Europa in carica -, ed è deter­mi­na­tis­simo a rifarlo. Magari non cam­bierà le sorti del Tour, pronto a scat­tare per la terza e deci­siva set­ti­mana: Pogi, riti­ra­tosi Vin­ge­gaard, ha una dote di 5 minuti su Remco che ammette «di non guar­dare a lui, per adesso. Piut­to­sto, voglio difen­dere il secondo posto che sarebbe un risul­tato incre­di­bile». Ma lo stesso cam­pione del mondo lo ha detto: «Sarà una spina nel fianco per me, nei giorni che restano. Gli man­cava forse un piz­zico di fidu­cia, ora l’ha tro­vata e va come un razzo». (Ciro Scognamiglio)

CORRIERE DELLA SERA
TOUR SCOSSO DAI CONTROLLI ANTIDOPING, IL BLITZ ORDINATO DA UN MAGISTRATO
Nes­sun eccesso di zelo, nes­suna man­canza di rispetto verso due fuo­ri­classe impe­gnati a gio­carsi la vit­to­ria al Tour de France, nes­suna gaffe isti­tu­zio­nale. I con­trolli anti­do­ping a sor­presa effet­tuati all’alba di dome­nica su Tadej Poga­car e Jonas Vin­ge­gaard, numeri 1 e 2 del cicli­smo mon­diale, sono stati effet­tuati in modo mirato dall’inter­na­tio­nal Testing Agency (Ita) su auto­riz­za­zione scritta di un magi­strato pari­gino, «moti­vati da ele­menti di fatto e di diritto che giu­sti­fi­ca­vano l’ope­ra­zione» e sulla base di un rego­la­mento che li auto­rizza solo in «pre­senza di seri e spe­ci­fici sospetti di pra­ti­che dopanti». La noti­zia, dif­fusa ieri dal quo­ti­diano l’equipe che orga­nizza la Grande Bou­cle, ha rag­ge­lato una caro­vana da almeno dieci anni libera da scan­dali e ope­ra­zioni giu­di­zia­rie. (Marco Bonarrigo)

REPUBBLICA
TOUR, OMBRE E SOSPETTI
I CONTROLLI NOTTURNI SUI BIG 
AUTORIZZATI DA UN GIUDICE
I controlli antidoping subiti da Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard nella notte tra sabato e domenica scorsi, in quel momento primo e secondo del Tour de France, sollevano domande inquietanti. Il sindacato dei corridori ha preso posizione contro le tempistiche dei test. Ma se è vero che, come prescrivono Codice Wada e Uci, per effettuare controlli notturni (dalle 23 alle 6 di mattina) occorrono “evidenze di seri e specifici motivi di sospetto che l’atleta possa essere coinvolto in pratiche di doping”, perché l’ITA, l’agenzia indipendente che si occupa dei test al Tour de France, ha svegliato Vingegaard (alle 2) e Pogacar (alle 5 di mattina) alla vigilia di una tappa decisiva? Dispone dunque di “seri e specifici motivi di sospetto”? Anche altri corridori di almeno otto squadre erano comunque già stati testati in altre giornate di gara nella fascia oraria notturna. (Cosimo Cito)

L’EQUIPE
SEIXAS, LA PASSIONE PER IL CRONOMETRO

C'è chi sogna le sfide intense in alta montagna e chi la velocità folle di una volata di gruppo. Paul Seixas, invece, pensa spesso alla calma della sua "bolla" e alla natura meticolosa della cronometro. Si è imposto in questa disciplina ai Mondiali Juniores del 2024 a Zurigo, conquistando il titolo. Una prova in solitaria di 24,9 km su terreno pianeggiante ha fatto impennare le sue quotazioni, confermando una spiccata predisposizione per la specialità. "Mi piace molto perché l'ottimizzazione e la ricerca giocano un ruolo fondamentale. Bisogna essere incredibilmente precisi", spiega oggi. (Thomas Perotto)

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