Sarà il “Tempo di Remco”, così lo chiama Gazzetta ricordando la particolare condizione con cui il campione belga affronta i 26,1 km odierni: «Quando riesci a toglierti una zavorra dalle spalle, pedali più leggero. Vai più veloce. È questo che domenica ha fatto Remco Evenepoel, finalmente capace di battere Tadej Pogacar in un duello in montagna. Oggi il perimetro della sfida diventa il suo giardino» scrive Ciro Scognamiglio. Disamine agonistiche sulle quali soffermarsi in toto significherebbe peccare di omissione. Che succede? La stessa rosea, di spalla e con buona evidenza, ricorda non solo che è stato un giudice ad autorizzare i test notturni, ma che sono avvenuti altri controlli.
«Anzitutto, una novità di ieri: l’associazione mondiale corridori (Cpa) ha scritto che anche altri hanno subito gli stessi controlli fuori dalle finestre orarie abituali (senza fare nomi). E non solo nella notte tra sabato e domenica, secondo quanto risulta alla Gazzetta». Sob. Categorico sul Corriere Marco Bonarrigo: «Nessun eccesso di zelo, nessuna mancanza di rispetto verso due fuoriclasse impegnati a giocarsi la vittoria al Tour de France, nessuna gaffe istituzionale».
Sulla falsariga, per Repubblica, Cosimo Cito: «I controlli antidoping subiti da Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard nella notte tra sabato e domenica scorsi, in quel momento primo e secondo del Tour de France, sollevano domande inquietanti». A L’Equipe, che sulla questione dei test non ha lesinato dettagli, si ritorna alla propensione di Seixas per le crono, ricordando il titolo conquistato dal francesino a Zurigo, quando era juniores. Storia di due anni orsono, adesso lotta per il podio al Tour.
GAZZETTA DELLO SPORT
IL TEMPO DI REMCO
Quando riesci a toglierti una zavorra dalle spalle, pedali più leggero. Vai più veloce. È questo che domenica ha fatto Remco Evenepoel, finalmente capace di battere Tadej Pogacar in un duello in montagna. Oggi il perimetro della sfida diventa il suo giardino – cronometro individuale, della quale il belga è olimpionico, iridato e campione d’Europa in carica -, ed è determinatissimo a rifarlo. Magari non cambierà le sorti del Tour, pronto a scattare per la terza e decisiva settimana: Pogi, ritiratosi Vingegaard, ha una dote di 5 minuti su Remco che ammette «di non guardare a lui, per adesso. Piuttosto, voglio difendere il secondo posto che sarebbe un risultato incredibile». Ma lo stesso campione del mondo lo ha detto: «Sarà una spina nel fianco per me, nei giorni che restano. Gli mancava forse un pizzico di fiducia, ora l’ha trovata e va come un razzo». (Ciro Scognamiglio)
CORRIERE DELLA SERA
TOUR SCOSSO DAI CONTROLLI ANTIDOPING, IL BLITZ ORDINATO DA UN MAGISTRATO
Nessun eccesso di zelo, nessuna mancanza di rispetto verso due fuoriclasse impegnati a giocarsi la vittoria al Tour de France, nessuna gaffe istituzionale. I controlli antidoping a sorpresa effettuati all’alba di domenica su Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard, numeri 1 e 2 del ciclismo mondiale, sono stati effettuati in modo mirato dall’international Testing Agency (Ita) su autorizzazione scritta di un magistrato parigino, «motivati da elementi di fatto e di diritto che giustificavano l’operazione» e sulla base di un regolamento che li autorizza solo in «presenza di seri e specifici sospetti di pratiche dopanti». La notizia, diffusa ieri dal quotidiano l’equipe che organizza la Grande Boucle, ha raggelato una carovana da almeno dieci anni libera da scandali e operazioni giudiziarie. (Marco Bonarrigo)
REPUBBLICA
TOUR, OMBRE E SOSPETTI
I CONTROLLI NOTTURNI SUI BIG
AUTORIZZATI DA UN GIUDICE
I controlli antidoping subiti da Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard nella notte tra sabato e domenica scorsi, in quel momento primo e secondo del Tour de France, sollevano domande inquietanti. Il sindacato dei corridori ha preso posizione contro le tempistiche dei test. Ma se è vero che, come prescrivono Codice Wada e Uci, per effettuare controlli notturni (dalle 23 alle 6 di mattina) occorrono “evidenze di seri e specifici motivi di sospetto che l’atleta possa essere coinvolto in pratiche di doping”, perché l’ITA, l’agenzia indipendente che si occupa dei test al Tour de France, ha svegliato Vingegaard (alle 2) e Pogacar (alle 5 di mattina) alla vigilia di una tappa decisiva? Dispone dunque di “seri e specifici motivi di sospetto”? Anche altri corridori di almeno otto squadre erano comunque già stati testati in altre giornate di gara nella fascia oraria notturna. (Cosimo Cito)
L’EQUIPE
SEIXAS, LA PASSIONE PER IL CRONOMETRO
C'è chi sogna le sfide intense in alta montagna e chi la velocità folle di una volata di gruppo. Paul Seixas, invece, pensa spesso alla calma della sua "bolla" e alla natura meticolosa della cronometro. Si è imposto in questa disciplina ai Mondiali Juniores del 2024 a Zurigo, conquistando il titolo. Una prova in solitaria di 24,9 km su terreno pianeggiante ha fatto impennare le sue quotazioni, confermando una spiccata predisposizione per la specialità. "Mi piace molto perché l'ottimizzazione e la ricerca giocano un ruolo fondamentale. Bisogna essere incredibilmente precisi", spiega oggi. (Thomas Perotto)
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