La tappa conclusasi a Potenza - nomen omen - non ha mancato di riservare in tutta la sua forza dirompente uno dei classici del ciclismo in salsa eroica: la corsa piena di colpi di scena, mentre le intemperie del meteo si scatenavano a danno dei corridori, stravolgendo la classifica. Ed i volti dei ciclisti all’arrivo, tirati, lividi come le labbra di Giulio Ciccone, così annota nel suo incipit Ciro Scognamiglio su Gazzetta dello Sport. La solutidine della maglia rosa, spodestata dopo solo un giorno: punta su quell’aspetto il Corriere della Sera, che titola “Lasciato solo dai compagni il sogno rosa di Ciccone finisce dopo un giorno”. Su Il Giornale, l’amarezza di Giulio dopo aver perso il simbolo del primato pervade un articolo che non mette certo nel dimenticatoio i grandi meriti del duo di testa. Dopo aver letto Repubblica, intanto, sappiamo che il vincitore di giornata, Arrieta, è stato protetto dalla Madonna Nera di Viggiano, mettendosi alle spalle cadute ed errori di percorso. Guai a chi lo chiama miracolato, però…Definendo il finale di tappa a Potenza come ”épico y surrealista” gli iberici di Marca si guadagnano il premio dell’aggettivazione riuscita. Come si usa dire: suona bene.
GAZZETTA DELLO SPORT
DILUVIO SUL GIRO, RIBALTONE ROSA
Le labbra di Giulio Ciccone smettono di tendere al blu solamente dopo una doccia calda mai così desiderata, al termine di una giornata andata al contrario di come sperava: da Praia a Mare a Potenza, lungo questi 203 chilometri tostissimi della quinta tappa del Giro d’Italia, avrebbe voluto sfoggiare la sua splendida maglia rosa. E difenderla con ardore. Invece si è scatenato l’inferno sotto forma di pioggia e cadute, freddo e grandine, e la sintesi a cose fatte recita: successo di giornata allo spagnolo Igor Arrieta, primato in classifica al portoghese Afonso Eulalio, con l’abruzzese 28° al traguardo a 7’13”, e adesso sesto della generale a 6’12” da quella casacca inseguita per tutta una carriera e già svestita troppo pesto. Una disdetta. (Ciro Scognamiglio)
CORRIERE DELLA SERA
LASCIATO SOLO DAI COMPAGNI, IL SOGNO ROSA DI CICCONE FINISCE DOPO UN GIORNO
Dopo essersi equamente spartiti cinque ore di pioggia e di grandine, due rovinosi scivoloni sull’asfalto, un errore di percorso, dopo aver provato ripetutamente a staccarsi a vicenda, Igor Arrieta, spagnolo, e Afonso (senza «L») Eulalio, portoghese, possono essere pienamente soddisfatti della faticaccia di ieri. Igor ha vinto la sua prima corsa (e che corsa), Afonso (sconosciuto anche dagli addetti ai lavori) ha vestito la maglia rosa. Nel ciclismo certe strategie sono comprensibili anche dai bambini (un attacco in salita, una volata), altre risultano difficili da decifrare dagli addetti ai lavori. Quella di ieri, ad esempio. Alla partenza di Praia a Mare, Giulio Ciccone si godeva radioso una maglia rosa inseguita da dieci anni. Conscio della sua precarietà, l’abruzzese pensava però di poterla perdere solo in caso di battaglia tra i grandi favoriti Vingegaard e Pellizzari. E invece se l’è vista sfilare già a metà corsa, quando un gruppetto di coraggiosi comprimari che comprendeva Eulalio ha preso il largo, guadagnando un minuto, due, quattro. (Marco Bonarrigo)
REPUBBLICA
CADE; SBAGLIA STRADA, VINCE
LA CORSA PAZZA DI ARRIETA
Gli è successo di tutto. Due cadute con brutta botta alla parte destra del corpo e testata al guardrail, un errore di percorso. Alla fine Igor Arrieta ha vinto una tappa che è stata un romanzo lungo e disperante tra le montagne che custodiscono l’immagine della Madonna Nera di Viggiano. Graziato da tutto quello che gli è capitato in 5 ore lunghissime, di cui 4 ore e mezza trascorse in fuga, Arrieta ha vinto la tappa, mentre il suo compagno d’azione, Afonso Eulalio, ha strappato la maglia rosa a Ciccone. Big arrendevoli e spaventati dall’accanirsi degli elementi. (Cosimo Cito)
IL GIORNALE
CICCONSE SI SFILA UNA ROSA PIENA DI AMAREZZA
Il tempo di un sogno, dolce e profondo, poi il brusco risveglio, che ha il sapore della secchiata in piena faccia. Non si era fatto illusioni Giulio Ciccone, ma un pensierino ce l’aveva in ogni caso fatto. Se l’era detto a bassa voce, sussurrandolo anche ad Annabruna, sua moglie: «Magari la tengo fino al Blockhaus», domani, sulle strade di casa. Il condizionale era d’obbligo, come le condizioni meteo, che ieri sono state al limite della sopportazione con pioggia, gelo e grandine che hanno contribuito a rendere la tappa una odissea. Niente da fare: la squadra (la Lidl-Trek, ndr) è qui al Giro per Derek Gee e Jonny Milan, e per Derek e Jonny sarà. Giulio ha dovuto farsene una ragione, in una giornata che poteva essere passerella e invece si trasforma in un vero e proprio calvario. (Pier Augusto Stagi)
L’EQUIPE
UNA GIORNATA INFERNALE
Tremante per il freddo, con un rivolo di muco che gli colava come una stalattite sopra il labbro, Guillermo Thomas Silva portava i segni amari della sofferenza nella valle di Potenza, al termine di una giornata infernale per i corridori del 109° Giro d'Italia. L'ex detentore della maglia rosa, terzo in questa quinta tappa, non ha avuto altra scelta che affidarsi al suo assistente per indossare l'impermeabile nero, come un medico che presta i primi soccorsi sul campo di battaglia dopo la fine dello scontro. (Julien Chesnais)
TUTTOSPORT
LA "CENA DELLE BEFFE" SORRIDE AD ARRIETA
Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Infatti due gladiatori si sono contesi la vittoria nella bagnatissima e perfida Praia a Mare-Potenza: primo Igor Arrieta, 23 anni, spagnolo della Uae Emirates, e secondo Afonso Eulalio, 24, portoghese griffato Bahrain-Victorious, nuova maglia rosa. Sì, è un Giro d’Italia con umidità, temperature basse, moto della tv che cadono e colpi di scena. La Uae Emirates, in Bulgaria, ha perso i pilastri Adam Yates, Jay Vine e Marc Soler, eppure è riuscita a vincere le prime due tappe in Italia. Pure Santiago Buitrago, capitano della Bahrain per la classifica generale, durante la Grande Partenza si è ritirato per caduta. Eppure adesso la Bahrain festeggia Eulalio leader. (Alessandro Brambilla)
CORRIERE DELLO SPORT
SORPRESA ARRIETA
Pioggia, grandine, freddo e nebbia per una pazza giornata da ciclismo eroico tra Calabria e Basilicata. Le lacrime del vincitore della quinta tappa Igor Arrieta e il sorriso quasi in-credulo della nuova maglia rosa Afonso Eulalio in mezzo alle fac-ce stravolte del resto del gruppo: questa la cartolina dall’arrivo di Potenza al termine di una frazio-ne che ha scombussolato la classifica generale del Giro d’Italia. Sull’onda lunga del successo di Narvaez a Cosenza, lo spagno-lo ha regalato la seconda tappa consecutiva all’Uae Team Emirates-XRG, rinata come una fenice dopo aver perso tre dei suoi uomini a causa della maxi-caduta in Bulgaria. (Alberto Dolfin)
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