Lo Swatt Club, ormai lo sappiamo, è una realtà fatta per vivere con intensità, cuore e senza filtri ogni tipo di sfida ed è così, senza mai porre un freno alle emozioni e all’immaginazione, che in questi ultimi anni è riuscita prima ad affacciarsi con successo e poi a ritagliarsi in maniera assolutamente meritata uno spazio sempre più rilevante nel ciclismo di alto livello.
Tale approccio ha portato la compagine di Carlo Beretta a gareggiare nel 2026 con la patch di team Continental sul proprio body, uno status questo che le ha consentito di aumentare ulteriormente il livello del proprio calendario mettendo i suoi atleti di fronte ad avversari ancora più solidi e blasonati. Il confronto, come era prevedibile, è stato vissuto senza alcun timore reverenziale e questo ha permesso alla piccola squadra italiana (con una forte ramificazione danese) di togliersi fin da subito soddisfazioni di grande portata (4 vittorie e 3 podi tutti al di fuori dai confini nostrani) che non solo hanno ripagato l’ambiente dei sacrifici fatti ma lo hanno anche legittimamente spinto a sognare ancora più in grande.
E, se parliamo di sogni, per una rappresentativa come lo Swatt Club quello più naturale non può che essere compiere lo step successivo e diventare a tutti gli effetti un team professionistico, un upgrade per il quale non basta solo armarsi di programmazione, coraggio e buona volontà ma anche di risorse finanziarie di un certo peso.
Per questo, attraverso il proprio profilo Linkedin, il numero uno del team ha ufficialmente aperto la ricerca di un nuovo sponsor che abbia voglia d’investire concretamente nel progetto non solo però con l’idea di fare un’operazione di business ma con la volontà di sposarne appieno la filosofia, la mentalità e le aspirazioni accompagnandolo per mano verso un futuro tutto da scrivere.
Queste le parole, cariche di sentimento, scelte da Beretta per annunciare tutto ciò:
“Siamo una contraddizione unica. Puntiamo alla Luna sapendo che poi ci mancheranno i momenti nei parcheggi su delle seggioline da campeggio, i viaggi eterni in furgoni pieni di valigie, mangiare una pita seduti sui marciapiedi del Grand Hotel Bretagne nella piazza di Atene come celebrazione per una vittoria in una corsa Professionistica.
Sarebbe tutto molto cinematico ma a volte vorresti anche tenere tutto nella mente perché sono quelle cose difficili da comunicare, perché si portano già con sé la scia malinconica. Siamo un team piccolissimo, crediamo nella creatività, crediamo nella spavalderia, crediamo nelle persone prima dei numeri, crediamo che l’Agonismo sia la forma più estrema di crescita personale.
Crediamo che inseguire sogni impossibili sia il motore di azioni folli. Come vincere nel cortile degli Dei greci, ad Atene, dove Platone dispensava pillole di vita. Siamo una contraddizione perché arrivati al porto di Igoumenitsa vediamo i pullman delle squadre del Giro d’Italia e dentro di noi ci sentiamo piccoli, scarsi, inferiori. Dentro di noi sentiamo che un giorno vorremmo essere li.
Se punti la Luna da qualche parte forse finirai. Se volete puntare la Luna insieme a noi siamo pronti, perché prima o poi avremo bisogno di aiuto per fare un grande salto. E l’unico grande salto è passare da una squadra Continental ad una Professional.
Eh, sì, questo è un annuncio di ricerca sponsor, ma non per offrire visibilità o opportunità. Offriamo solo grandi sogni”.
Photo credit: Tour of Hellas
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