Francia in trionfo anche al Giro d’Italia. Dopo la primavera di Paul Seixas, ecco Paul Magnier, prima maglia rosa del Giro d’Italia. Ha 22 anni, è professionista dal 2024, viene considerato il futuro per le grandi classiche sullo stile di Tom Boonen e oggi in Bulgaria a Burgas non ha fallito. Una volata molto caotica, la maxi-caduta ai 650 metri.
Così racconta il leader della Soudal-Quick Step: “Sono stato fortunato a seguire i miei compagni, avevo molta fiducia in loro (un lavoro gigantesco da parte di Stuyven, ndr). Avevamo analizzato a fondo gli ultimi chilometri in questi giorni, abbiamo fatto dei sopralluoghi, sapevo perfettamente dove fossero le strade e dove fosse importante essere in buona posizione. Negli ultimi 600 metri era tutto molto veloce, ho visto Tobias (Andresen, ndr) passare con grande velocità sulla destra, ma sono riuscito a reagire rapidamente e a superarlo negli ultimi metri”.
Che entusiasmo, per Magnier: nel 2025 ben 19 vittorie, solo Pogacar più di lui. “Sì, ero davvero orgoglioso di aver vinto tante gare, ma quest'anno l'obiettivo era centrare una grande gara – racconta - e che orgoglio aver vinto la prima tappa del Giro. Era un sogno, e oggi si è avverato. Ho un ottimo rapporto con l’Italia, già al Giro di Lunigiana ho vinto da juniores davanti a Morgado, poi ho vestito la maglia rosa al Giro Next Gen (dopo il successo a Saint Vincent, ndr), un ricordo incredibile. E oggi la rosa… penso che non succederà tutti i giorni nella mia carriera, quindi domani me lo godrò davvero. E devo dire che è un colore che mi piace”.
Domani c’è già una tappa tosta, con 3 gpm: “Ho fatto una buona preparazione, perché non provare a tenerla la maglia? E poi penso che quando ti metti addosso questa maglia devi fare di tutto per difenderla il più a lungo possibile. Voglio divertirmi”. Si parla anche della maglia ciclamino della classifica a punti: “Sì, può essere un obiettivo del Giro, ma oggi puntavo alla rosa e ho voluto salvare le gambe per lo sprint finale, non ho fatto nemmeno il traguardo volante. Perché sono venuto qui con una bella preparazione e un bel gruppo, sono pronto a lottare e oggi l’abbiamo dimostrato, e ne sono fiero. Mi sono allenato in quota e abbiamo messo nel mirino questa prima tappa”.
È un momento straordinario per il ciclismo francese, questo duello tra lei e Seixas: "Abbiamo fatto vedere quanto siamo forti. Paul è stato incredibile e adesso ci sono io, stiamo emergendo anche nelle volate: sono veramente orgoglioso che la Francia abbia trovato dei corridori così forti, cercheremo di continuare così>. E pensare che Magnier aveva cominciato <con una mountain bike. Sapevo gestire molto bene la bici. Quando ho cominciato a correre su strada, ero uno scalatore, ma ho capito subito che il mio futuro sarebbe stato nei velocisti, perché ero davvero esplosivo”.
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.