Il poker nella Liegi-Bastogne-Liegi alla media record di 44,5 km/h dopo la grande paura: un inseguimento di 165 km per recuperare fino a 3’20” da Evenepoel, che si era salvato dalla caduta di Izagirre dopo appena due chilometri dal via e aveva messo in difficoltà lo sloveno e la sua squadra. Tadej costretto a mettere piede a terra e vedersi il gruppo sfilare via. E poi il duello mai visto prima con Paul Seixas, appena 19 anni, capace di resistere a cinque delle sei accelerazioni del due volte campione del mondo, prima di cedere a 13 km dall’arrivo sull’ultima salita, la Roche aux Faucons. "Sì, mi ha davvero impressionato, è un talento incredibile".
Poi il fenomenale sloveno della Uae Emirates racconta una giornata folle: "Oggi è successo di tutto. All'inizio ero in coda al gruppo, a seguire le ruote degli altri, quando a un certo punto ho visto che il gruppo si era spezzato in due. Dopo 20 minuti, abbiamo deciso che non era una cattiva idea lasciare andare Remco, che era nella fuga. Abbiamo cercato di mantenere il controllo della corsa. Tutti hanno fatto un lavoro fantastico". Soprattutto il campione del Belgio Tim Wellens, che praticamente ha pilotato il suo capitano fino al ricongiungimento con il gruppo di Evenepoel a 93 km dall’arrivo.
Poi tre accelerazioni sulla Redoute e altrettante sulla Rocca dei Falconi, l’azione con Seixas e quindi l’attacco finale: "Nella mia mente ero preparato per una volata a due con lui – spiega ancora Pogacar -. Ma per fortuna sono riuscito a staccarlo. Significa molto per me vincere di nuovo una delle corse più importanti del calendario. Non corro spesso, quindi sento molta pressione ogni volta. Sono molto contento di aver vinto. Sulla Redoute ho spinto davvero forte, ho visto Seixas oscillare un po', ma è rimasto alla mia ruota. Mi ha impressionato. Ha collaborato con me, mi ha dato i cambi in testa che ci hanno permesso di creare un bel distacco. Sì, sono felice".
Pogacar ha corso con un nastro nero al braccio sinistro e sul traguardo ha indicato il cielo in onore del suo ex compagno di squadra Camilo Munoz, deceduto in settimana dopo essere caduto otto giorni fa al Tour du Jura.
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