Alla sua prima apparizione tra i professionisti nella Liegi-Bastogne-Liegi, il giovane talento francese Paul Seixas ha subito lasciato il segno con uno straordinario secondo posto alle spalle del campione del mondo Tadej Pogacar. Un risultato che conferma le enormi aspettative attorno a questo corridore di appena 19 anni, già vincitore nel 2024 della Liegi-Bastogne-Liegi nella categoria junior.
La gara di oggi rappresentava un banco di prova cruciale per Seixas: il passaggio dal mondo giovanile a quello dei professionisti, e per di più in una delle classiche monumento più dure e prestigiose del calendario. Il francese ha risposto perfettamente, dimostrando maturità, resistenza e una sorprendente capacità di reggere il ritmo imposto dal più forte di tutti, ovvero il campione del mondo Tadej Pogacar.
«Prima volta a Liegi, secondo posto: non ci si può lamentare di un secondo posto, ma so che non ero lontano dalla vittoria. Questo è certo, oggi ci sono andato molto vicino»
Seixas ha dimostrato di essere quel talento che tutto il mondo aveva notato e che la vittoria alla Freccia Vallone rappresentava solo un’anteprima di quanto avremmo visto oggi.
«Come ho detto, era la mia prima Liegi, volevo davvero dare il massimo, ed è quello che ho fatto. Tadej è stato il più forte nel finale; ero già al limite in cima alla salita della Redoute. La mia squadra mi ha posizionato perfettamente per tutta la giornata; hanno fatto un lavoro fantastico. E la prova è in fondo alla gara, dove mi sono trovato da solo con Pogacar».
Paul Seixas è stato l’unico corridore capace di seguire il campione iridato e con i suoi 19 anni ha dimostrato veramente di essere pronto per correre al fianco dei nomi importanti. «Penso che il fatto di essere rimasto da solo con Pogacar, mi abbia dato la spinta per resistere fino alla cima. Stavo davvero faticando, la mia vista era annebbiata, e poi, ovviamente, l'ho superato. Ho pensato, vedremo come andrà il finale di gara. Abbiamo attaccato di nuovo in salita, poi lui ha accelerato di nuovo sulla Roche au Faucon, e beh, mi mancava solo lo sprint finale per raggiungerlo, e così sono riuscito a finire al meglio per assicurarmi questo secondo posto».
Quella di oggi è stata una Liegi molto particolare, con un ritmo e una media molto alti, una corsa che è partita subito a razzo. «È vero, ma è stato un vantaggio per noi il ritmo elevato. Preferivo quando c'erano meno posizioni pericolose, e il gruppo si è assottigliato abbastanza rapidamente. Quindi, naturalmente, ne abbiamo pagato il prezzo, con alcuni corridori che non sono riusciti a posizionarsi come volevano perché sono partiti troppo forte per raggiungere il gruppo di Remco. Ma poi, ci ha anche permesso di evitare troppe frizioni e di essere più rilassati più avanti. Cosa posso dire? Questo secondo posto è davvero un ottimo risultato».
Dalle parole di Seixas, si capisce perfettamente quanto la giornata sia stata faticosa e difficile, ma anche la consapevolezza di essere arrivato ai massimi livelli, senza aver ancora compiuto 20 anni.