Tadej POGACAR. 10 e lode. Era l’uomo da battere, ma ogni buon proposito rimane nel cassetto. Provano a metterlo in mezzo, lasciandoselo dietro, ma lui non perde la calma, non smarrisce la strada, visto che è abituato a trovare soluzioni. Sa che Evenepoel è tutto chiacchiere e distintivo, ma sa che il garçon transalpino è quello che potrebbe farlo penare un po’ e un po’ lo fa tremare. Se lo scrolla nel finale, a 13 km e 800 metri da traguardo, e poi si prende la scena, come è solito fare, con la naturalezza di chi sa stare sul palco. Vittoria a 44,4 km/h di media, la più alta di sempre, per la sua tredicesima monumento che lo rende sempre più monumentale. Cinque gare stagionali, con quattro vittorie, un secondo posto e una dedica: all’ex compagno scomparso, Camilo Christian Munoz, il colombiano morto due giorni fa e che era stato suo compagno alla Uae dal 2019 al 2021. Cinque gare stagionali, con quattro vittorie, Strade Bianche, Sanremo, Fiandre e Liegi: la quarta della carriera. Vittoria Numero 112, anche se ai suoi avversari, a questo punto, converrebbe chiamare il 113.
Paul SEIXAS. 10. L’angelo di Lione trova sulla sua strada l’angelo sterminatore. Sa che la sua è una missione impossible, ma conferma di essere lui il nuovo che avanza, il vice-Pogacar. A 19 anni corre come un veterano. Calmo, sereno, lucido come pochi. Oggi perde, ma questo ragazzo è destinato a diventare imbattibile.
Remco EVENEPOEL. 5. Se non ci fosse Pogacar, se non ci fosse Van der Poel, se non ci fosse Paul Seixas, forse sarebbe anche lui sarebbe ingiocabile. Certo, se non ci fossero quei due/tre fenomeni vincerebbe davvero tutto. Se non ci fossero salite da superare, sarebbe il massimo, ma a lui , che pensa di essere il massimo, manca sempre qualcosa.
Emiel VERSTRYNGE. 7. Il 24enne corridore belga della Alpecin resta nelle zone nobili del gruppo e si porta a casa un piazzamento che fa curriculum.
Egan BERNAL. 7. L’avevamo visto al Tour of the Alps: il colombiano sta bene. La Liegi è corsa sincera: Egan sta tornando a livelli di eccellenza.
Pello BILBAO. 7. È una garanzia: quando il gioco si fa duro, il basco gioca con piacere.
Romaine GREGOIRE. 6,5. Il transalpino sta pedalando bene e anche oggi fa vedere che nell’elite mondiale del pedale ormai c’è anche lui.
Christian SCARONI. 6,5. È il primo degli italiani, ma questa non è quasi più una notizia, perché è da qualche stagione che Christian dimostra di essere uno dei nostri punti di riferimento. Oggi corre con lucidità e forza: e finisce con i più forti nella top ten.
Tobias Halland JOHANNESSEN. 6. Il 26enne norvegese non perde le ruote, ma nel finale qualcosa perde.
Filippo ZANA. 6,5. È una delle sorprese italiche: Filippo c’è. Tiene alto il tricolore, lui che l’ha anche vestito.
Diego ULISSI. 6,5. Il veterano della XDS Astana entra nella fuga dei 55 fin dai primi chilometri. Un colpo a sorpresa, che sorprende Taddeo e Paul. Con lui Remco Evenepoel, Nico Denz (Red Bull-Bora-hansgrohe), Julien Bernard, Jacopo Mosca, Carlos Verona (Lidl-Trek), Menno Huising (Visma | Lease a Bike), Alan Haterly, Asbjørn Hellemose (Jayco AlUla), Sjoerd Bax, Quinten Hermans (Pinarello Q36.5), Michael Leonard, Jardi Christiaan Van der Lee (EF education-EasyPost), Sam Maisonobe, Paul Ourselin (Cofidis), Pau Miquel (Bahrain Victorious), Ewen Costiou, Guillaume Martin, Enzo Paleni (Groupama-FDJ United), Egan Bernal, Laurens De Plus (Ineos Grenadiers), Nicola Conci (XDS Astana), Magnus Cort, Alexander Kamp Andreas Leknessund (Uno-X Mobility), Davide Formolo, Pavel Novák (Movistar), Roland Thalmann, Fabian Weiss (Tudor), Pascal Eenkhoorn, Dylan Van Baarle, Louis Vervaeke (Soudal-QuickStep), Marco Frigo, Krists Neilands (NSN), Frank Van den Broek, Matthew Dinham, Bjorn Koerdt, Alexy Faure-Prost, Gijs Leemreize (Picnic PostNL), Aaron Dockx, Gal Glivar Hugo Houle (Alpecin-PremierTech), Thibault Guernalec, Alan Jousseaume, Mathis Le Berre (TotalEnergies), Iñigo Elosegui, César Pérez, Diego Uriarte (Equipo Kern Pharma), Jesús Herrada, Clément Alleno, Josh Burnett, Jambaljamts Sainbayar (Burgos Burpellet BH), Domen Novak (UAE Team Emirates-XRG). Di dolce in questa azione c’è poco, ma lo scherzetto ci sta tutto.