BARONCINI: «PRIMA O POI SPERO DI VINCERLO», CATTANEO: «CONTRO PIPPO C’È POCO DA FARE»

PROFESSIONISTI | 26/06/2025 | 16:13
di Carlo Malvestio

Erano i rivali più accreditati per Filippo Ganna ed effettivamente sono quelli che ci sono arrivati più vicino. Filippo Baroncini (UAE Team Emirates-XRG) e Mattia Cattaneo (Soudal-QuickStep) si sono fermati rispettivamente a 46” e 57” dall’imprendibile atleta piemontese, ma entrambi sono apparsi piuttosto soddisfatti dopo l’arrivo.


Il romagnolo, nonostante gli sfavori del pronostico, sognava il colpo grosso: «Io parto sempre per vincere, poi so bene che Ganna è sempre favorito, ma non partivo certo battuto - racconta Baroncini -. Ogni anno riesco a fare un passo in avanti, a salire di un gradino sul podio, e allora chissà che prima o poi questo titolo a cronometro riesca a vincerlo. Per questa disciplina ci lavoro, senza però strafare, e ho visto che i risultati stanno arrivando quindi ho tutta l’intenzione di continuare così».


L’ex campione del mondo U23 sta attraversando un ottimo periodo di forma, come conferma la vittoria nella classifica generale del Giro del Belgio della scorsa settimana. In vista della prova in linea Trieste - Gorizia è sicuramente uno dei corridori da tenere maggiormente d’occhio: «Domenica si parte per provare a vincere la maglia Tricolore, il percorso  ben si adatta alle mie caratteristiche ma sappiamo bene che è una gara che è spesso un terno al lotto. Sono uscito bene dal Giro, proverò a sfruttare la condizione all’Italiano e poi al Giro d’Austria, dopodiché finalmente riposerò un po’» ha ammesso ancora Filippo.

Per Cattaneo invece questa medaglia arriva proprio in mezzo tra le fatiche del Giro d’Italia e quelle che verranno al Tour de France. «Sapevo che in un percorso del genere era quasi impossibile battere Ganna - ammette il bergamasco -. Io sono 67 kg, lui 10-15 più di me, non avevo molte chances. Però sono contento di questo podio, il quinto a livello di campionato nazionale, anche perché in Italia ormai c’è un livello medio molto alto in questa disciplina. È una medaglia che comunque rimane per sempre. Era una cronometro piuttosto esigente in termini di potenza, bisognava sempre spingere e in più il caldo torrido l’ha resa tosta per tutti. Io ho fatto la prestazione che mi aspettavo, i valori erano quelli che volevo e questo mi lascia ben sperare in vista del Tour de France».

Per l’intervista completa con Mattia Cattaneo vi rimandiamo alla puntata di lunedì del podcast BlaBlaBike

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