GIRO D'ITALIA. TANTA PIANURA SULLA STRADA PER NOVA GORICA / GORIZIA

GIRO D'ITALIA | 24/05/2025 | 08:10
di Bibi Ajraghi

La quattordicesima tappa del Giro d'Italia porterà il gruppo da Treviso a Nova Gorica / Gorizia per 195 km. Ai tratta di una frazione completamente piatta caratterizzata da alcuni strappi nel finale.


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Si attraversa la bassa pianura veneta per entrare dopo Cordovado e il Tagliamento in quella friulana. Al km 140 si entra una prima volta in Slovenia con alcune brevi salite nel Collio (Brda) per raggiungere Gorizia e l’ingresso nel circuito finale di circa 14 km da percorre una volta dopo il passaggio sulla linea di arrivo (a Nova Gorica in Sloveni). La tappa percorre strade prevalentemente rettilinee con carreggiata di larghezza variabile, intervallate dai centri abitati dove sono presenti i consueti ostacoli al traffico. Dopo la breve salita di Saver, gli ultimi chilometri sono completamente pianeggianti.

IL TERRITORIO. L’altimetria della quattordicesima tappa del Giro invita alla velocità. Una tentazione alla quale devono resistere coloro che seguono la corsa, tante infatti sono le soste da apprezzare sulla strada che collega Treviso a Gorizia.

La Piazza dei Signori di Treviso è il miglior punto di partenza della giornata. Qui si trovano i tre edifici più importanti della città il Palazzo dei Trecento, la Torre Civica e il quattrocentesco Palazzo del Podestà. Poi si raggiunge il Duomo romanico, passeggiando sotto i portici della via Calmaggiore, autentica spina dorsale della città, per poi portarsi lungo le sponde del Sile il cui scorrere caratterizza il disegno della città.

Lasciata Treviso ci si inoltra nelle terre dei mobilieri veneti. Siamo nel cuore del Distretto Legno Arredo trevigiano, di cui fa parte anche Oderzo dove ci si stupisce ammirando splendidi mosaici realizzati in epoca romana e l’imponente Duomo dedicato a San Giovanni Battista.
Poco oltre si entra a Portogruaro, suggestiva città d’acqua. E’ il corso del fiume Lemene che ne attraversa il centro ad accompagnare in una passeggiata dal sapore antico tra edifici che testimoniano l’importanza del luogo nel corso dei secoli. Primo tra tutti è il Palazzo Municipale, in stile gotico e con merlatura ghibellina, ma non sono da meno i palazzotti d’impronta veneziana affacciati su corso Martiri della Libertà.

Una stella perfetta disegnata nel verde della campagna friulana. Tale è la forma di Palmanova la città-fortezza fatta costruire dai Veneziani alla fine del XVI secolo. Un Dna militare che si ritrova nella Piazza Grande, l'antica piazza d'armi a forma esagonale su cui si affacciano importanti palazzi civili, il Duomo seicentesco e il Civico Museo Storico. La straordinaria città murata friulana, non a caso nella lista del Patrimonio dell’umanità Unesco, è l’ideale porta d’accesso alla fascia collinare del Friuli orientale.

Il percorso di gara porta dapprima a Manzano, importante centro produttivo del Distretto della sedia. Quindi si fa largo tra i vigneti per raggiungere l’Abbazia di Rosazzo dove già nel XIV secolo i Benedettini producevano una rinomata Ribolla gialla. Si viaggia ancora tra filari e cantine del Collio fino a Cormons e da qui a San Floriano del Collio dove alle vigne si affiancano frutteti, in particolare di ciliegi. il Giro li attraversa nella stagione perfetta, approfittiamone.

Eccole infine Nova Gorica e Gorizia, capitale transfrontaliere della cultura 2025. In realtà si tratta di un’unica città, tagliata in due ormai quasi solo virtualmente (almeno per quanto concerne la libertà di movimento e di interscambio) dal confine italo-sloveno. Nova Gorica è un punto di partenza ideale per esplorare il ricco patrimonio culturale e naturale della regione. Tra le sue attrazioni principali spiccano il Monastero di Kostanjevica, che custodisce la tomba dell’ultimo re di Francia Carlo X, il Ponte di Solkan, celebre per il suo arco in pietra da record, e il Monte Sabotino, un tempo teatro di battaglie, oggi trasformato in Parco della Pace, dove si possono visitare le trincee della Prima Guerra mondiale e godere di panorami spettacolari sulla Valle dell’Isonzo.


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COMMENTI
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24 maggio 2025 13:31 fransoli
Orrido non degno di un giorno feriale, tappa di trasferimento infrasettimanale

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