MARTA BASTIANELLI. «PER IL CICLISMO FEMMINILE CREDO SI POSSA FARE ANCORA TANTO»

INTERVISTA | 16/02/2024 | 08:16
di Federico Guido

Dallo scorso luglio Marta Bastianelli non è più di scena in gruppo ma non per questo la nativa di Velletri, iridata su strada a Stoccarda diciassette anni fa, ha perso di vista quelle che, fino a poco tempo fa, erano le sue corse, le sue compagne e le sue rivali. Il suo sguardo e il suo punto di vista infatti, sono a tutti gli effetti quelli di un'atleta capace di mettere in fila il gruppo regalandosi e regalando al ciclismo femminile italiano grandi soddisfazioni.


Di tale responsabilità ora dovranno farsi carico le altre ragazze azzurre che a turno hanno potuto raccogliere il suo testimone correndole a fianco o da avversarie, atlete che, ancora di più in questo 2024 olimpico, avranno l’opportunità di cogliere successi di assoluto prestigio.


«Sicuramente le ragazze hanno sempre fatto grandi risultati, hanno portato a casa medaglie e credo che quest’anno con le Olimpiadi per il movimento femminile, ma anche per quello maschile, sia veramente importante. Aspettiamoci e auguriamoci perciò che possano arrivare grandi risultati» ha dichiarato ai nostri microfoni Bastianelli a margine dell’evento di presentazione delle corse di primavera organizzate da RCS Sport.

Fra queste, assolutamente degna di menzione al pari di Milano-Sanremo, Milano-Torino e Tirreno-Adriatico, vi è anche la Strade Bianche donne, una manifestazione a cui l’ex portacolori dell’UAE Team ADQ ha preso parte sette volte (miglior piazzamento il quarto posto del 2019) dal 2015 e che nel 2022 ha visto trionfare l’atleta straniera in cui oggi Marta si rivede: Lotte Kopecky.

«Tra le non italiane mi rivedo un po’ in lei perché dal punto di vista atletico si avvicina molto alle mie caratteristiche. Credo che sia un'atleta di grande spessore. Da questo punto di vista noi comunque in Italia non siamo da meno con Balsamo, Longo Borghini, Cecchini, Paternoster, Consonni, Persico...Diciamo che queste sono tutte atlete che possono fare ciò che facevo io in gara avendo doti più o meno simili».

Kopecky, come accaduto nelle ultime due annate, anche quest’anno dovrà obbligatoriamente convivere in squadra con le ambizioni di un’altra campionissima come Demi Vollering, ragazza con la quale nel 2023 ha occupato i primi due gradini del podio in ben quattro grandi classiche differenti.

«Credo che la convivenza fra di loro all’interno della stessa squadra sia possibile. Sono delle ragazze molto sveglie che ambiscono entrambe a portare al successo la propria squadra» è l’opinione di Bastianelli. «A volte sicuramente può essere che una senta la gamba e abbia più voglia di giocarsi la vittoria in prima persona piuttosto che mettersi a disposizione, questo lo capisco perché è capitato anche a me. Però credo che possano convivere in maniera molto tranquilla e soprattutto intelligente».

Anche grazie a loro e alle loro gesta nelle corse più rinomate, il ciclismo femminile ha incrementato il proprio seguito e riscosso sempre più apprezzamenti, segnali positivi questi che, oltre a confermare un trend in ascesa, bisognerà provare a capitalizzare ancora meglio per permettere a tutto il movimento di acquisire ancora più spazio, visibilità e consensi. Su questo punto la posizione di Bastianelli è molto chiara.

«Il ciclismo ha comunque già ottenuto grandi successi. Io ho vissuto un po’ tutte le epoche e mi ricordo che nei primi anni in cui correvo in TV c'era sì e no qualche momento in cui si potevano vedere le gare più importanti. Oggi abbiamo la diretta televisiva, abbiamo dei giornali che parlano di noi, abbiamo degli sponsor e delle squadre che investono su di noi. Credo proprio che l’aver lanciato qualche frecciatina per avere delle gare in più all'interno del calendario non sia sbagliato. Le nostre alla fine non sono gare impegnative per l'organizzazione perché parliamo di 140 chilometri di corsa che sono pochi rispetto ai 230, 240 degli uomini, quindi credo si possa fare ancora tanto. Milano-Sanremo e Lombardia donne? Sono due classiche di un giorno la cui organizzazione sarebbe sicuramente impegnativa ma non impossibile. Speriamo per tutto il movimento che arrivino perché io ormai ho lasciato ma mi piacerebbe poter dare qualcosa, un incentivo in più per il futuro».

Marta dunque, sentendosi chiaramente ancora immersa nel contesto sportivo che l’ha vista a lungo protagonista nelle scorse stagioni, spera, coi giusti argomenti, di contribuire ad un ulteriore miglioramento delle stesso aiutando sia questa generazione che, in particolar modo, quelle future.

Parlando di quest’ultime, ma uscendo dall’ambito ciclistico, Bastianelli a ben vedere un contributo l’ha già dato visto che, sfruttando la sua parabola in bici: lo scorso settembre ha realizzato e messo in vendita con Pissei una maglia in edizione limitata per donare in beneficenza parte delle vendite all’AIRC (fondazione per la ricerca sul cancro), un gesto che testimonia ancor di più - se mai ve ne fosse bisogno - il suo spirito altruista e la sua sensibilità da campionessa.

«L'iniziativa è partita da me. Mi piaceva l’idea di fare una maglia commemorativa e ho voluto devolvere parte del ricavato in beneficenza perché credo che questa venga fatta poco e, al contrario, sia tra le cose più importanti perché porta alla luce il lato umile degli atleti».

Un lato di cui Marta certamente non difetta.


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