ECHI DI GUERRA. TINKOV: «SIAMO CONTRO L'INVASIONE, NO ALLE ARMI E SI' ALLA RICERCA»

POLITICA | 02/03/2022 | 18:03
di Francesca Monzone

Anche Oleg Tinkov si è voluto unire a quei russi che hanno espresso il proprio dissenso nei confronti della guerra e lo ha fatto pubblicamente attraverso i social.


«Siamo contro questa guerra»! ha detto l’imprenditore e banchiere, proprietario dell’omonima squadra Tinkoff attiva fino al 2016. Il cinquantaquattrenne magnate ha attaccato in modo diretto Vladimir Putin, riguardo all'invasione delle truppe russe in Ucraina, entrando a far parte di quel coro crescente di oligarchi russi che si stanno ribellando alla guerra. 


«In Ucraina muoiono ogni giorno persone innocenti. È impensabile e inaccettabile – ha scritto Tinkoff su Instagram -. Dovrebbero spendere soldi per curare le persone, per incentviare la ricerca e sconfiggere il cancro e non per la guerra. Siamo contro questa guerra»!.

Oleg Tinkoff nel mondo del ciclismo World Tour è entrato nel 2012 e con la sua squadra hanno corso ciclisti del calibro di Alberto Contador, Peter Sagan e anche l’attuale tecnico della nazionale Daniele Bannati. «Noi, con la Tinkov Family Foundation, salviamo la vita di persone che soffrono di tumori del sangue – ha continuato l’imprenditore russo -, acquistiamo attrezzature, formiamo infermieri e aiutiamo a costruire centri per i trapianti. Io stesso, avendo sfiorato la morte negli ultimi due anni, mi sono reso conto della fragilità della vita. E ne abbiamo solo una».

Non solo Oleg Tinkoff si è espresso contro questa guerra, a parlare c’è anche il ciclista Pavel Sivakov, corridore russo con cittadinanza francese che corre per il team Ineos Grenadiers.  «

La maggior parte dei russi vuole solo la pace – ha scritto Sivakov in un messaggio pubblicato su  Twitter –. Prima di tutto voglio dire che sono totalmente contrario alla guerra e non posso perdonare ciò che sta accadendo in Ucraina, tutti i miei pensieri sono rivolti al popolo ucraino. In secondo luogo, desidero che la gente capisca che la maggior parte dei russi vuole solo la pace e non ha mai chiesto quello che sta accadendo ora. Quindi non dovremmo essere presi di mira o odiati solo per le nostre origini. So che queste poche righe non faranno una grande differenza vista la situazione attuale, ma volevo solo condividerle. Pace».

Queste sono le parole di dolore scritte da Pavel Sivakov, che ha voluto seguire le orme di altri sportivi russi nell'esprimere la propria vicinanza all’Ucraina.

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