GATTI&MISFATTI. HAPPY HOUR PER NOI

GIRO D'ITALIA | 08/05/2021 | 17:48
di Cristiano Gatti

Ganna&Affini. Sembra la ragione sociale di una premiata ditta. E' quanto di meglio l'Italia possa aspettarsi, con l'aria che tira.


Ma sì, prendiamoci questo simpatico aperitivo con Ganna e il suo degnissimo rivale, cercando di assaporarlo in tutto e per tutto, fino in fondo, perchè a occhio e croce sappiamo che non saranno poi così tante le occasioni per fare bisboccia tra noi compatrioti. L'happy hour con i nostri cronomen di razza ci concede un po' di sana ebbrezza, prima di tornare tranquilli e beati nel purgatorio italiano.


Nessuna tragedia, ci vuole altro: è semplicemente una congiuntura bastarda, un'era senza talenti fenomenali, ma ne abbiamo già subite altre e non c'è come mettersi tranquilli sulla riva del fiume perchè presto o tardi non capiti di veder passare un altro campione nostro. Pensiamo a quanto ha dovuto aspettare la Francia, prima di tornare nel mondo dei vivi, dopo l'epo-pea dei Virenque finita come sappiamo. Noi stavolta abbiamo crisi di nascite e di vocazioni, non c'entrano retate e rastrellamenti: ma non per questo dobbiamo pensare che i periodi fiacchi durino qualche mese. Serve tempo. Tutto il tempo che serve.

Nell'attesa, dobbiamo dimostrare quant'è forte e sentita questa passione per il puro gesto del pedalare, per la semplice estetica della bicicletta, per il primordiale richiamo della gara. Anche senza il turbo del tifo nazionalista. Lo spettacolo per lo spettacolo, la sfida per la sfida, questo dobbiamo essere capaci di assaporare, una volta tanto. Strada facendo, sappiamo che comunque finiremo per spingere qualcuno, questo o quello, sia belga o russo, inglese e colombiano, tutto fuorchè italiano. Sì, strada facendo troveremo la persona giusta che interpreta per filo e per segno proprio quello che cerchiamo in un idolo, anche se è straniero, anche se ci è estraneo.

Sarà un Giro così: sventoleremo meno il tricolore, non lo sventoleremo tutti i giorni, ma quando succederà, come con Ganna&Affini, riuscirà a essere anche più emozionante: non c'è come penare nei periodi di magra per gustare anche un semplice pezzo di pane caldo, ben fatto al modo della nonna.
Quanto ai giochi veri, siamo messi molto peggio, ma in un certo modo anche molto meglio, del Tour de France: qui non abbiamo la prevedibile lotta in salsa slovena tra Pogacar e Roglic, qui l'assenza della razza padrona rende tutto più imprevedibile e insondabile. La poca che c'è, i Bernal e gli Evenepoel, sappiamo come sta: reparto convalescenza e riabilitazione, vai a sapere quanto e come si rimetterà a correre all'indiavolata.

Ragionando per bene, diligentemente, da bravi ragazzi, non si può che dire Yates. La logica lo dice anche stavolta più di tutte le altre volte, quando per mille motivi il gemello bulletto spariva misteriosamente dal radar. Nell'edizione 104 sembra tutto dimenticato: mai così forte, mai così determinato, mai così in forma. Lui contro il resto del mondo. In questo resto del mondo ciascuno può ficcarci chi gli garba. Io obbligherei a starci prima di tutto Landa, l'eterno campione inespresso, perchè sarebbe pure ora che si desse una svegliata e una volta tanto terminasse la mutazione da presunto ad effettivo. E poi sulle tracce del nostro caro Angelo Costa, che prima di ogni gara mette in fila le belle facce del pronostico, è un libero gioco di speranze e di fantasie. Ci stanno tutti, almeno all'inizio: gli Almeida, i Vlasov, i Bardet, i Soler, i Bennet, i Buchmann, gli Hindley e se proseguo finisce che ci metto pure mia zia, come faceva il carissimo Alfredo Martini alla vigilia del Mondiale, stilando la lista dei nemici da marcare stretti.

Però lo devo confessare, onestamente: se c'è una cosa che mi diverte tantissimo al Giro è confrontare tutto quello che si diceva all'inizio con quello che poi effettivamente succede alla fine. C'è quasi sempre da piegarsi in due dal ridere. Faccio solo l'ultimo esempio: nel 2020 si vendeva al pubblico il grande duello Thomas-Nibali, duello tra titani, all'ultima tappa ci siamo trovati a degustare il duello tra Geoghegan e Hindley, due che nessuno, nemmeno un cane, s'era sognato di immaginare. Questo per dire quanto vale il gioco dei pronostici e quanto valgono i saputoni delle previsioni.

Ovviamente, inutile specificarlo, il bello è proprio questo. Affrontare il Giro con qualche ragionamento logico e  finire per perdersi nel mare immenso dell'imprevedibile. Se non fosse così, io nemmeno lo guarderei.

Copyright © TBW
COMMENTI
bavissimo GATTI, ma, ma, ma,
8 maggio 2021 18:19 geom54
"Noi stavolta abbiamo crisi di nascite e di vocazioni, non c'entrano retate e rastrellamenti"....... sarà mai digeribile dal SINISTRAME nostrANO incapibile, anche a se stesso, per dirla alla CHECCO;
comunque ricomplimenti per il bel pezzo da vero innamorato del ciclismo ..... e pure io anche.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Pietro Solavaggione firma un’altra prestazione di spessore internazionale. Il piemontese della Cannibal B Victorious ha conquistato un ottimo terzo posto alla Classica delle Alpi juniores, disputata in Francia, una delle prove più selettive e prestigiose del calendario. Solavaggione è stato...


Alessandro Cattani rompe finalmente il ghiaccio nelle prove contro il tempo. Il varesino di Cislago, 21 anni, portacolori della Team Technipes #inEmiliaRomagna Caffè Borbone, ha conquistato il Trofeo Bike Service di San Lorenzo di Lugo (RA), cronometro individuale sulla distanza di...


Ettore Martinelli si conferma re delle cronometro firmando il 2° Trofeo Bike Service per juniores disputato a San Lorenzo di Lugo, nel Ravennate. Il campione lombardo della Bustese Olonia ha chiuso la prova in 21'00"38, tempo che gli è valso...


È il grande giorno della tappa regina, è il grande giorno del Colle delle Finestre. Ottava giornata di corsa al Giro d'Italia Women, in programma c'è la Rivoli – Sestriere di 105 km, 2.800 metri di dislivello, tappa breve ma...


Ieri Chantal Pegolo ha vissuto un vero e proprio sogno. Sul traguardo di Salice Terme la friulana del Team Isolmant Premac Vittoria ha chiuso in terza posizione, un podio speciale e che incorona una giornata tutta all’attacco fin dai primi...


Ci vorrà un po’ di tempo per imparare a chiamarlo col suo nuovo nome, ma prima cominciamo prima ci entra in testa. Il Tour Auvergne - Rhône-Alpes (7-14 giugno) è la nuova nomenclatura del Giro del Delfinato: un cambiamento voluto...


Quella volta che – era il febbraio 1937 - salì in bici a Firenze e ne scese a Milano per sbrigare qualche affare, al ritorno fu fermato e multato a Bologna per divieto di transito, poi sulla Futa fu investito...


L’ultimo manicato BT V2 di SIXS è stato progettato per essere utilizzato sotto una maglia anche nei momenti più caldi e impegnativi dell’anno,  situazioni in cui questo baselayer traspirante e leggero offre massimo comfort termico gestendo l’umidità in una maniera scientifica.   per...


Il Comitato di Gestione dell'Union Cycliste Internationale (UCI) si è riunito dal 2 al 4 giugno a Desenzano del Garda, Italia. Durante questo incontro, una delegazione indiana di alto livello, guidata dal signor Jitendra Dudi, Collezionista Distrettuale di Pune, ha presentato...


Il Premio Guido Rizzetto, giunto alla 22^ edizione, istituito dal Gs Cadidavid e dalla redazione sportiva de L’Arena, sarà assegnato mercoledì 10 giugno a Roberto Pella. Biellese, sindaco di Valdengo, deputato al Parlamento dall’aprile 2024, è presidente della Lega ciclismo...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024