GATTI&MISFATTI. UN SALASSO ALLA NOSTRA PASSIONE

GATTI&MISFATTI | 15/05/2019 | 15:06
di Cristiano Gatti

Bisognerebbe avere la cotenna di certi cinghialoni, per andare avanti sereni e imperturbabili, come se niente fosse, come se fuori, tutto attorno, non fosse arrivato un altro uragano. Purtroppo non tutti hanno questa levatura. Per quanto ci si possa sforzare, l’”Operazione salasso” degli inquirenti tedeschi ci riprecipita tutti inesorabilmente in un clima che purtroppo conosciamo bene, e che ogni volta crediamo di poter dimenticare, piano piano, ricominciando in un’altra maniera.

Niente da fare, si torna sempre lì. Nomi e date cambiano, ma lo spartito è sempre lo stesso: il medico santone (stavolta questo Schmidt), atleti di tanti sport che fanno la fila fuori dal suo studio, sacche di sangue nel congelatore, trasfusioni che vanno via come il pane, nomi che escono al ritmo dello stillicidio, il passato che riaffiora.

Risultato: il Giro, anche questo Giro, diventa la corsa più bella del mondo nel paese più imbarazzato del mondo. Basta alzare il naso, smuovere un minimo di sensibilità, per fiutare il ritorno degli spettri.

C’è l’opprimente imbarazzo della Rai per il coinvolgimento nell’inchiesta tedesca di Petacchi. Il direttore Bulbarelli lo convoca alle 14, in un orario morto e defunto, sulla rete minore Raisport, per dirgli amabilmente che è meglio se si leva di torno “per un paio di giorni, così da chiarire la posizione”. Come no: certe posizioni si chiariscono con un paio di telefonate, come una multa per divieto di sosta, poi si ricomincia belli e nuovi, anzi ancora meglio. Auguroni. Comunque bisogna essere onesti: nel suo modo abbastanza clandestino e sottotraccia, il provvedimento resta ineccepibile. Petacchi, sospeso dall’Uci, non può chiaramente stare tutti i giorni sul palco Rai a fare servizio pubblico. Questo non significa che sia colpevole: significa solo che comunque è sospeso e sotto inchiesta.

Poi c’è l’imbarazzo del Giro, di questa povera organizzazione che proprio non ce la fa a liberarsi dei rifiuti tossici, anche e soprattutto di quelli che non sono prodotti qui, in casa sua. Nella mattinata in cui il premier Conte viene in visita, nei locali sul retro si scatena il nuovo finimondo, sempre con la stessa colonna sonora: il ciclismo non cambierà mai, sono tutti drogati, chi vuole investire soldi nel Giro dev’essere proprio pazzo. Basterebbe dire che la nuova inchiesta riguarda fatti di anni addietro, che riguarda soprattutto altri sport, ma non servirebbe a nulla: a generalizzare si fa prima. E purtroppo spesso ci si prende.

A seguire. Imbarazzo in casa Nibali. Il suo gregario Koren impallinato direttamente e buttato fuori dalla corsa, uno dei tecnici (Bozic) ugualmente coinvolto (attualmente è in California). Tanto, tanto imbarazzo. Hai voglia di dire che sono pecore nere, che la Bahrain come sistema di squadra non c’entra nulla. Hai voglia. Ma l’imbarazzo non si scopa via con un colpo di ramazza: è una polvere che si attacca, la dannata.

Imbarazzo in casa UAE-Emirates, che soltanto poche ore fa ha dovuto rimandare a casa Molano per valori preoccupanti, e che adesso si ritrova in casa anche un inquisito, il croato Durasek, attualmente in gara nel Giro di California. Quanto ci vuole a tirare certe conclusioni, in un ambiente che ormai va in automatico?

E se proprio vogliamo dirla tutta, l’imbarazzo allunga le sue sgrinfie anche e persino sulla maglia rosa Roglic, dato che è sloveno e per la proprietà transitiva si chiama addosso parecchia diffidenza, essendo l’inchiesta tedesca parecchio incentrata proprio sulla Slovenia. Non è bello e non è giusto, ma da anni abbiamo capito che l’imbarazzo si diffonde anche più velocemente proprio per la semplice proprietà transitiva.

Eppure bisogna andare avanti. Eppure bisogna farsi strada e provare a buttarlo giù, questo muro di imbarazzo. Ma è dura. Compare ovunque, sbuca da tutte le parti, s’insinua in tutte le fessure. Si respira nell’aria. Forse hanno ragione quelli che fanno finta di niente. Ma sono sempre meno quelli che ci riescono. L’Operazione Salasso sta cavando sangue soprattutto alla passione.

 

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COMMENTI
Machissenefrega
15 maggio 2019 15:51 lupin3
E quindi?

Mah
15 maggio 2019 16:20 Ruggero
Certo facile adesso prendere e mandare a casa Petacchi, in passato di casi come quello di Petacchi ne abbiamo avuti parecchi, eppure ad oggi continuano impunemente a frequentare i salotti buoni del ciclismo, tralascio i nomi, sarebbero troppi, della serie tante chiacchiere ma nessuna voglia di dare un taglio netto ma netto netto col passato.
Io sostengo che fino a prova contraria sono tutti innocenti, ma seguendo il ciclismo dovunque ti giri sei contornato di personaggi che in un modo o nell'altro hanno storiacce passate.
E' mai possibile ???

precisione e Roglic non c'entra nulla
15 maggio 2019 16:27 tirzan65
Basta essere chiari e corretti. La sospensione non è una condanna. L'operazione di Polizia Aderlass in corso è Austriaca (e non tedesca come lei scrive - forse si è confuso con il medico Schmidt, accusato di custodire le sacche di sangue, che è tedesco). In base al rilascio stampa di UCI, ci sono 4 persone coinvolte (due Sloveni, un Croato e un Italiano - Bozic Koren Durasek Petacchi, tutti menzionati nel suo articolo). Durasek (CRO) è sospeso per accusa di uso di metodo proibito nel 2017 (non è molto tempo fa). Mentre lei solo sta facendo il nome di Roglic per la "proprietà transitiva": gli sloveni sono stati sospesi per l'accusa di uso di metodo proibito, verosimilmente autoemotrasfusione, nel periodo 2012-2013: Roglic incomincia a correre nel 2013 con la Adria, nessuno degli accusati fece parte di questa squadra.

Bulbarelli
15 maggio 2019 18:39 daniz2015
Qualche anno fa Bulbarelli obbligò Savoldelli a lasciare la squadra rai per il suo presunto convolgimento nell' operation puerto.

Oggi stesso film già visto con Petacchi, vero ?

Che tempismo!!!!
15 maggio 2019 19:49 marcodlda
Il doping è, sportivamente parlando, una truffa.
Può essere un mondo pulito quello dove hanno incarichi ad ogni livello, sia tecnici che dirigenziali, persone che hanno un passato di truffatori?....
Dopo 4 mesi dall'inizio dell'operazione austriaca proprio poco dopo la partenza del Giro arrivano queste notizie. A pensar male si fa peccato, ma tante volte ci si prende...
Chi ci guadagna? Forse ASO, che ha in mano l'UCI? Vuole mangiarsi anche il Giro?
L'UCI dimostra sempre più la sua inattendibilità e incapacità di gestione del cilclismo nei suoi valori etici e sportivi. Però certamente ha un'efficienza straordinaria per il valore del business che ingrassa sulla pelle dei corridori il proprio carrozzone di incompetenti ) vedi la faccende delle squadre professional e tutto quel che ne consegue). Due più due fa ancora quattro...
Che tristezza!

per marcodlda
15 maggio 2019 22:43 ConteGazza
esatto! sanno tutto di questa inchiesta da mesi eppure i nomi li fanno venire fuori alla spicciolata nei momenti che loro ritengono più opportuni. Siamo alla farsa totale

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