JAKUB MARECKZO: «SONO PRONTO PER TORNARE ALLE CORSE»

PROFESSIONISTI | 25/08/2018 | 07:31
di Diego Barbera

Manca ancora l'ufficialità definitiva, ma ci sono forti possibilità che Jakub Mareczko ritorni alle corse al Tour of China 2018 in quella che sarà una delle ultime competizioni in maglia Wilier Triestina, prima del passaggio alla CCC l'anno prossimo.

Il velocista 24enne manca alle gare dopo il ritiro dal Giro d'Italia durante la nona tappa (aveva conquistato un secondo, un quarto e un sesto posto negli sprint), tre tappe al Tour of Korea e il campionato italiano. E al Tour of China potrebbe trovare terreno fertile per le sue caratteristiche grazie alle numerose tappe che sulla carta ben gli si adattano. Senza dimenticare gli ottimi precedenti in terra cinese con i filotti di vittorie al Taihu Lake e Hainan 2017.

Come è andata l'estate da dopo il campionato italiano fino a oggi?
«È andata bene, mi sono allenato molto qui a casa, nonostante il grande caldo, e adesso finalmente sono pronto a correre. In attesa del programma della squadra e non avendo corse da fare non sono stato al ritiro di Livigno. Non c'erano molte gare in calendario, l'unica è stata lo Qinghai Lake e adesso ci aspetta il Tour of China».

Sei già sicuro al 100% di partecipare?
«In teoria mi hanno chiesto il passaporto quindi si sta preparando il tutto per partire, ma sto ancora aspettando la convocazione ufficiale».

La Cina, di solito, ti porta bene come al Tour dell'Hainan dell'anno scorso.
«Sì, poi avendo una squadra che mi supporta possiamo ottenere buoni risultati, come è successo l'anno scorso proprio ad Hainan con le mie vittorie di tappa e il successo in classifica generale di Mosca. Siamo molto competitivi in queste corse».

Come valuti il tuo stato di forma?
«Non saprei dire visto che manco dalle corse da un po' di tempo, ma ho cercato di allenarmi al meglio per presentarmi preparato. Ci sarà anche Malucelli al Tour of China e le volate con lui saranno un bel banco di prova per capire la mia condizione, visti i recenti secondi e terzi posti dietro a Demare (al Tour Poitou-Charentes, ndr). Potrò capire subito come starò.

L'anno prossimo ti aspetta il passaggio alla CCC, quali sono le tue sensazioni?
«L'anno scorso ho voluto rimanere ancora un anno alla Wilier Triestina e adesso mi aspetta un nuovo inizio per ricominciare con una squadra di serie A, del World Tour. Troverò compagni di grande esperienza dai quali imparare e per continuare a maturare cercando di ottenere bei risultati».

C'è qualche gara alla quale terresti particolarmente correre l'anno prossimo?
«In questo momento è ancora presto per dirlo, di sicuro le corse adatte alle mie caratteristiche dove poter competere con gli altri velocisti».

Quanto sei cambiato come atleta e come persona in questi anni alla Wilier Triestina?
«Da quando sono passato professionista a ora ho avuto la possibilità di competere in tante corse, ho messo da parte molta esperienza e ho avuto anche ruoli di responsabilità. Come ad esempio durante il Giro dove non ho ottenuto la vittoria perché mi sono trovato davanti un Viviani che, come si è visto di recente, è imbattibile. Avere una squadra che lavora e crede in te è fondamentale per fare esperienza e migliorare».

Hai citato Viviani, pensi che sia il velocista di riferimento in Italia, e non solo, in questo momento?
«Basta guardare i risultati alla mano, non c'è molto da pensarci su. È il velocista che ha ottenuto di più da inizio stagione, passando per il Giro d'Italia fino alle ultime corse».

La tua posizione in volata è tra le più particolari, stai ancora lavorando sulla tecnica?
«Ho mantenuto le misure della bici e l'impostazione delle volate rimarrà quella, come ho sempre fatto in questi anni. Anche la posizione rimarrà la stessa, è quella che sento più naturale».


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COMMENTI
Domanda per Kuba
25 agosto 2018 11:35 FrancoPersico
E per migliorare in salita? Sin da dilettante, tolti i piattoni, bastavano due cavalcavia per farlo scivolare nelle retrovie del gruppo. Se non trovi un compromesso per tenere almeno il gruppo resterà il problema di sempre.

mareczko
25 agosto 2018 15:32 siluro1946
Buon ciclista quando gli altri tirano i remi in barca o si stanno preparando e grazie alle sue enormi potenzialità vince qualche gara ma quando serve prepararsi e faticare per competere lui va in letargo. Gli andrebbe proposto uno stipendio in base ai risultati ed ai km percorsi in gara ed in allenamento.

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