INIZIATIVE | 15/07/2017 | 07:33 Continuando in una lodevole iniziativa che è oramai approdata alla tradizione, l’appuntamento a Como organizzato da CentoCantù per un incontro con un vincitore del Giro di Lombardia nel capoluogo lariano che in questo 2017 sarà sede d’arrivo della classicissima di chiusura, ha avuto un’altra conferma con l’incontro nella serata di mercoledì 12 luglio e con protagonista Gianbattista Baronchelli.
Il campione bergamasco ha nel suo palmarès la vittoria in ben due Giri di Lombardia, il primo nel 1977 quando trionfò per distacco sul traguardo di Como che reputa, per definizione, “il traguardo” del Giro di Lombardia, e il secondo nel 1986 con partenza da Como e arrivo a Milano, in piazza del Duomo.
Nella sempre suggestiva ambientazione dello Yacht Club di Como, nello scenario splendido con sfondo il primo bacino del lago e il suo unico panorama, il “Tista” o “Gibì” che dir si voglia, si è appropriato della scena e dell’attenzione – oltre che dell’affetto – dei convenuti che hanno affollato il salone d’onore. Con loquacità e precisione appropriate e puntuali, mai di circostanza ma sentite, ha ripercorso i momenti salienti, sia in senso positivo, sia anche addentrandosi anche in quelli meno brillanti, di una carriera propria di un campione che ha sempre avuto la passione per le due ruote che continua tuttora. Una carriera nella quale ha colto grandi soddisfazioni anche se, con la sua classe innata e la sua applicazione al mestiere, avrebbe potuto coglierne pure delle altre e di grande spessore.
Impossibile riassumere in breve spazio i ricordi legati alle vicende sportive che si collegano al suo periodo, un’epoca ricca di campioni che hanno scritto, con lui, pagine di grande ciclismo note a tutti gli appassionati. E’ andato a ruota libera, in apprezzabile scioltezza anche oratoria, aldilà delle sollecitazioni, come non gli capitava sovente quando correva.
Con incisive e sentite parole, in conclusione, Gianbattista Baronchelli ha offerto un intimo spaccato della sua dimensione di uomo e di credente e della sua visione della vita e di quello che segue la vita, soprattutto dopo la scomparsa della mamma sei anni fa.
Ha rivelato e rinfrescato la sua immagine di “uomo tranquillo” che, al termine della carriera, l’ha condotto a scegliere e privilegiare la vita di famiglia rispetto a quella un po’ zingaresca dell’ambiente delle corse. La bicicletta è sempre amata e oltre a rappresentare la professione con il negozio condotto in tandem con il fratello Gaetano, per tutti “Tano”, è sempre largamente utilizzata, sia per la strada, sia per la mountain bike, pedalando a lungo e preferibilmente, anzi sempre, in solitaria. Una sua peculiarità anche quando gareggiava.
Ha pure comunicato che, a breve, uscirà un libro scritto con un suo sostenitore della Versilia che ripercorre la sua storia, sportiva e umana. E’ stata una serata che ha pienamente soddisfatto gli appassionati, fra i quali vari ex colleghi di Tista di differenti epoche e categorie, così come i sostenitori delle iniziative che Paolo Frigerio, con la sua “squadra” di CentoCantù, porta avanti per il ciclismo lariano.
Ero tifoso di Battaglin in primis e poi anche di Moser perche\' sono veneto di origine, ma il Tista Baronchelli mi è sempre piaciuto. Ricordo in particolare la vittoria del Lombardia nel 86 (a 33 anni) e ovviamente il Giro perso per pochi secondi.
Un grandissimo!!!!
15 luglio 2017 17:29Libertas
Il \"Tista\" è un mito! 90 corse in carriera, tra cui sei giri dell\'Appennino consecutivi (record assoluto in una corsa vinta anche da Fausto Coppi), 2 Giri di Lombardia, Tour di Romandia, Placci, Emilia, Lazio...insomma una miriade di classiche per questo campione che è andato forte sin da giovanissimo, quando al suo primo anno da prof arrivò secondo a soli 12 secondi dal \"Cannibale\" Eddy Merckx (e riuscì perfino a staccarlo nella tappa regina) al Giro d\'Italia, fino agli ultimi anni di carriera, quando invece in maglia Fanini si impose nella cronoscalata del San Luca (mentre in quella della Futa fece vincere il compagno Tommassini). E come non ricordare anche il secondo posto ai mondiali più duri della storia, battuto soltanto da Hinault. Insomma un Campione con la C maiuscola come ne abbiamo avuti pochi!
Il Giro 86
15 luglio 2017 23:32pickett
Il suo ritiro rimane uno dei misteri della storia del ciclismo;mi auguro che nell'autobiografia annunciata ieri lo chiarisca,finora sull'argomento è stato molto vago.
Tista
15 luglio 2017 23:34Anbronte
Il Tista non era forte,era fortissimo, probabilmente quel Giro perso per 12 secondi ha influito negativamente sulla carriera, e comunque ha fatto accorciare quella di Merckx , chiedere a Tino Conti cosa ha dovuto fare Eddy nel tappone dolomitico. Tutti ricordano il secondo posto dietro Hinault, ma io ricordo bene il mondiale di Praga con Baronchelli in fuga e tutta la nazionale italiana a tirare per andarlo a riprendere, Martini docet.
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