ABC di COSTA. MAGRINI, QUINTANA E LA «BOCCHINA STRINTA»

GIRO D'ITALIA | 24/05/2017 | 17:57
di Angelo Costa       -

A come aggettivi. Nel senso di attributo di quantità o qualità. Può essere determinativo o qualificativo. A volte anche sostantivato o avverbiale. Può ingentilire un termine o renderlo più pesante, quando non offensivo. Può anche essere declinato: con vezzeggiativi (aggettivetto), accrescitivi (aggettivone), diminutivi (aggettivini). Il più delle volte, si usano per rafforzare un concetto: nel tappone dello Stelvio, Riccardo Magrini, opinionista di Eurosport impegnatissimo a creare neologismi (sue le espressioni «veglione del tritello» per indicare una fase di battaglia o «catena incatricchiata» per descrivere l’azione poco fluida di un corridore) commentando le fasi chiave della salita ha detto «è la prima volta che vedo Quintana con la bocchina strinta». Subito dopo ha aggiunto: «Sì, ha proprio la bocchina strintina». Per fortuna è iniziata la discesa prima che il suo discorso lo strintolasse.
 
P come traduzione. Nel senso di interpretazione di una parola straniera. Grande dibattito intorno ad un termine usato da Tom Dumoulin al termine della tappa dello Stelvio: in proposito, si è pensato anche di organizzare un seminario di studio in coda al Processo, convocando eminenti esperti della lingua come Savoldelli e Sgarbozza. Secondo alcune fonti, la maglia rosa avrebbe detto ‘shit’, parola ormai entrata nel linguaggio internazionale: visto il problema intestinale che l’ha costretto ad un imprevisto pit stop prima della salita finale, ci sta. Secondo un’altra corrente di pensiero, avrebbe detto ‘cheat’, alla lettera ‘truffa, inganno’: vista la delusione dell’olandese per il mancato fair play degli avversari, ci sta anche questa versione. Ma c’è una terza ipotesi, ancora inesplorata: Dumoulin avrebbe detto ‘Scint’. E qui pare che ogni riferimento a persone o cose in Giro sia puramente casuale.
 
S come striscioni. Nel senso di cartelloni dedicati ai protagonisti del Giro. Fuori concorso quelli che ricordano Scarponi: di gran lunga i più belli e delicati, oltre che i più numerosi. Quelli rivolti ai ciclisti in corsa danno sfogo a ogni fantasia: fra Squali, Condor e Farfalle, per non dire di Delfini, Barracuda e Paperini, la scelta è ampia. Poi ci sono quelli dedicati a chi non si specchia nella classifica, forse perché usa uno specchio tutto suo: Pippo Pozzato è acclamatissimo alle partenze, dove si presenta puntuale, e agli arrivi, dove arriva in un secondo momento, quasi sempre in tempo per il Processo. ‘Sono dopato di Pozzato’, l’incitamento di un sostenitore in Trentino. Meglio di lui, un giovane tifoso lombardo, che su un lenzuolo gli ha scritto: ‘Maestro, indicaci la via’. L’unica che conosce porta al palco Rai.
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