TOUR DE FRANCE. UNA SECONDA SETTIMANA CHE PARTE COL BOTTO E HA IL VELENO NELLA CODA

TOUR DE FRANCE | 14/07/2026 | 08:15
di Francesca Monzone

Il Tour de France è pronto a iniziare la sua seconda settimana con Pogacar in giallo e Vingegaard all'inseguimento. Sarà tutta una settimana da scoprire, dove i colpi di scena e le imboscate non mancheranno. Il primo giorno di riposo ha segnato il giro di boa del Tour de France, ma soprattutto ha confermato un dato: la corsa è saldamente nelle mani di Tadej Pogacar. Lo sloveno della UAE Team Emirates-XRG riparte con la maglia gialla sulle spalle e un margine già importante sui rivali, dopo una prima settimana in cui ha saputo alternare attacchi, gestione e spirito di squadra.


Alle sue spalle c'è Jonas Vingegaard, staccato di 2'42", mentre il podio provvisorio è completato da Isaac Del Toro, autentica rivelazione di questa Grande Boucle, a 3'27". Ai piedi del podio c'è Remco Evenepoel, distante appena tre secondi dal messicano (3'30"), pronto a giocarsi tutto nelle grandi montagne.


La classifica generale resta comunque apertissima. Juan Ayuso occupa la quinta posizione a 3'34", seguito dal diciannovenne Paul Seixas, sorprendente sesto a 3'55", protagonista di una prima settimana corsa con maturità ben oltre la sua età.

Situazione più delicata in casa Red Bull-BORA-hansgrohe. Evenepoel è quarto, mentre Florian Lipowitz occupa la settima posizione a 4'00" da Pogacar e a un minuto e mezzo dal compagno belga. Una convivenza che, dopo le tensioni emerse negli ultimi giorni, sarà osservata con particolare attenzione.

Pogacar non guida soltanto la classifica generale. Lo sloveno indossa anche la maglia a pois di miglior scalatore, confermando la propria superiorità anche sulle salite. La maglia bianca è invece sulle spalle di Isaac Del Toro, davanti ad Ayuso e Seixas, in una classifica giovani che parla quasi esclusivamente il linguaggio della UAE. La maglia verde appartiene a Mads Pedersen, sempre protagonista negli sprint e nelle tappe movimentate, mentre la Lidl-Trek è al comando della classifica a squadre.

La seconda settimana si apre immediatamente con una giornata destinata a lasciare il segno. Da Aurillac a Le Lioran, il gruppo affronterà 166,6 chilometri e 3.757 metri di dislivello, attraversando il Massiccio Centrale nel giorno della Festa Nazionale francese.

Saranno sette le salite di giornata, con rampe che toccano il 12,2%, in una tappa che richiama quella del 2024, quando Vingegaard riuscì a battere Pogacar in uno dei duelli più emozionanti degli ultimi anni.

Dopo un avvio ondulato, il gruppo scalerà la Côte de Pailherols, il Col de la Griffoul, il Col de Prat de Bouc e la Côte de Murat prima di entrare nel cuore della corsa con il Pas de Peyrol, il Col de Pertus e il Col de Font de Cère. L'arrivo a Le Lioran presenta ancora una leggera salita negli ultimi metri e potrebbe favorire un nuovo confronto tra gli uomini di classifica.

La tappa numero undici, da Vichy a Nevers (161,1 km), dovrebbe restituire spazio agli sprinter. Il percorso presenta appena 1.800 metri di dislivello, con l'unica difficoltà rappresentata dalla Côte de Billy-Chévannes, lontana dal traguardo. Anche la dodicesima frazione, dal Circuit de Nevers Magny-Cours a Chalon-sur-Saône (179,1 km), sembra disegnata per una volata di gruppo. Attenzione però alla Côte de Montagny-lès-Buxy, posta a una ventina di chilometri dall'arrivo, che potrebbe favorire qualche attacco da lontano.

Venerdì arriverà la frazione più lunga dell'intero Tour: 205,8 chilometri da Dole a Belfort. Dopo oltre 150 chilometri relativamente tranquilli, il gruppo entrerà nei Vosgi affrontando il Col des Croix e soprattutto il leggendario Ballon d'Alsace, la prima vera montagna della storia del Tour de France. Dalla vetta mancheranno ancora trenta chilometri, quasi tutti in discesa, ma gli ultimi strappi potrebbero favorire attacchi da finisseur.

La quattordicesima tappa, da Mulhouse a Le Markstein Fellering (155,3 km) rappresenta uno degli appuntamenti più attesi della settimana. Con 3.772 metri di dislivello, il percorso propone il Grand Ballon, il Ballon d'Alsace e soprattutto il durissimo doppio finale formato da Geishouse e Col du Haag, con punte superiori al 10%. Una giornata perfetta per chi vuole ribaltare la classifica.

La seconda settimana si chiuderà con una delle tappe più dure dell'intera corsa: 183,9 chilometri da Champagnole al Plateau de Solaison. Il gruppo dovrà affrontare 4.700 metri di dislivello, con la salita finale di 11,3 chilometri al 9,1%, preceduta dal severissimo Col de la Croisette, che presenta lunghi tratti oltre l'11%. Sarà una tappa da grandi scalatori, dove le gerarchie potrebbero cambiare ancora una volta.

La prima settimana ha consegnato un Pogacar dominante, capace di vincere, gestire e controllare ogni situazione. Vingegaard, però, ha limitato i danni e resta l'unico corridore che, almeno sulla carta, sembra avere le qualità per mettere in difficoltà lo sloveno sulle grandi montagne. Alle loro spalle Del Toro, Evenepoel e Ayuso attendono l'occasione giusta per inserirsi nella lotta per il podio. Da oggi il Tour entra nella sua fase decisiva: le montagne non concederanno più margini di errore e ogni salita potrebbe cambiare il volto della Grande Boucle.


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COMMENTI
Veleno nella coda
14 luglio 2026 13:51 Cicorececconi
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