DEL TORO. «ORGOGLIOSO DI CORRERE IN QUESTA SQUADRA, ORGOGLIOSO DI AFFIANCARE TADEJ»

TOUR DE FRANCE | 07/07/2026 | 08:20
di Francesca Monzone

Isaac Del Toro sa vincere con stile, ma quando serve si trasforma in un gregario che vale oro. Domenica, il messicano aveva vissuto il giorno più bello della sua carriera, conquistando la sua prima vittoria al Tour de France grazie all'aiuto di Tadej Pogacar e ventiquattr'ore dopo Isaac Del Toro ha restituito il favore nel modo migliore possibile.


Sulla salita finale della terza tappa, il giovane  della UAE Team Emirates-XRG ha imposto un ritmo devastante, preparando il terreno per l'attacco decisivo del campione sloveno, che ha conquistato la vittoria di tappa e, soprattutto, la maglia gialla strappandola a Jonas Vingegaard.


Una dimostrazione di altruismo e di forza che conferma come Del Toro, pur essendo uno dei talenti più luminosi del ciclismo mondiale, sappia anche trasformarsi in un gregario di lusso quando la squadra lo richiede.

Al termine della tappa, il sorriso di Del Toro raccontava tutta la soddisfazione per aver contribuito al successo del proprio capitano. «È stato davvero bello vederlo vincere. Con questa vittoria ha conquistato anche la maglia gialla, quindi sono felicissimo di aver potuto dargli una mano».

Dopo il regalo ricevuto il giorno precedente a Barcellona, quando Pogacar aveva controllato gli inseguitori per consentirgli di vincere la sua prima tappa alla Grande Boucle, il messicano ha ricambiato con una prestazione impeccabile.

La terza tappa non era semplice da leggere nemmeno dal punto di vista tattico. Del Toro ha spiegato come il finale fosse molto più complicato di quanto potesse sembrare: «L'ultima parte era davvero insidiosa. Prima era molto impegnativa, poi il percorso spianava, ma non era affatto facile da gestire».

Un terreno ideale per mettere sotto pressione gli avversari e preparare l'azione decisiva di Pogacar. Nel ciclismo moderno basta un attimo di distrazione per compromettere il lavoro di un'intera squadra e Del Toro ne è perfettamente consapevole. «Devo sempre stare attento. Se non sei abbastanza veloce o perdi la concentrazione, un piccolo errore può trasformarsi subito in un vantaggio per gli avversari».

Per questo motivo la soddisfazione finale è ancora più grande. «Sono felice che alla fine siamo riusciti a portare a casa sia la vittoria sia la maglia gialla.»

Il messicano continua a stupire, ma resta estremamente umile nel giudicare se stesso: «Sono davvero orgoglioso di essere con questi ragazzi. Sono così forti che la mia principale preoccupazione è riuscire a essere al loro livello».

Parole che raccontano perfettamente il rispetto che Del Toro nutre nei confronti dei compagni della UAE Team Emirates-XRG. Negli ultimi due giorni è sembrato quasi che Del Toro e Pogacar si capissero senza bisogno di parlarsi. Alla domanda su questa sintonia speciale, il messicano ha sorriso.

«Non lo so... forse è il nostro modo di correre. Cerchiamo semplicemente di seguire il flusso della gara e di mantenere sempre lo slancio».

Una complicità che, almeno per il momento, sta dando risultati straordinari. «Sta funzionando. Non è facile, ma sono davvero felice di avere questa dinamica con lui e sono orgoglioso di poterlo aiutare». Dopo il lungo abbraccio tra i due al termine della tappa di Barcellona e il nuovo successo condiviso a Les Angles, Del Toro non nasconde tutta la propria ammirazione per il campione sloveno.

«Per me è un privilegio correre con Tadej. Non ho parole per descriverlo. È davvero una persona eccezionale». Ma il ventiduenne messicano allarga subito il discorso all'intera squadra. «Tutti qui dentro danno il 200% e sono felicissimo di far parte di questo gruppo.»

In appena due giorni Isaac Del Toro ha mostrato entrambe le facce del grande campione. Prima quella del fuoriclasse capace di conquistare la sua prima vittoria al Tour de France. Poi quella del gregario generoso, disposto a sacrificare ogni ambizione personale per permettere a Pogacar di conquistare tappa e maglia gialla.

Ed è forse proprio questo il segreto della forza della UAE Team Emirates-XRG: avere campioni in grado di vincere, ma anche di mettersi completamente al servizio dei propri compagni quando la corsa lo richiede. Isaac Del Toro, a soli 22 anni, sta dimostrando di possedere entrambe queste qualità. E il Tour de France sembra aver trovato un altro protagonista destinato a lasciare il segno negli anni a venire.


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