GIRO D'ITALIA. CORNO ALLE SCALE, ANCORA UN ARRIVO IN SALITA

GIRO D'ITALIA | 17/05/2026 | 08:45

Il trittico di tappe impegnative che chiude la prima lunga settimana del Giro d'Italia si completa sulle strade dell'Emilia Romagna: la nona tappa porterà il gruppo da Cervia a Corno alle Scale per 184 chilometri.


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Quella odierna è una tappa praticamente monosalita: il percorso è interamente pianeggiante dalla partenza fino a Silla anche se dopo Sasso Marconi inizia leggermente a salite lungo la Porrettana. Il traguardo volante è posto a Marzabotto dopo 125,2 km. A Silla inizia la prima salita catalogata GPM (che di fatto è un tutt’uno con quella finale da cui è separata da una brevissima discesa). SI attraversa Gaggio Montano dall’accesso più ripido per raggiungere Querceta (gpm di 3a categoria al km 167,4)Breve discesa fino a Villaggio Europa (Lizzano in Belvedere) e a seguire salita finale: 12 km tutti in asbcesa su strada di montagna con numerose curve a alcuni tornanti. Negli ultimi 3 km la pendenza si mantiene sopra il 10% con punte fino al 15% per poi spianare leggermente.

LE STRADE DEL GIRO. Le spiagge della Romagna sono famose in tutto il mondo, così come la qualità dell’accoglienza che viene riservata all’ospite. Succede anche a Cervia, naturalmente, sede della partenza della nona tappa del Giro. Ma qui c’è molto di più. La storia del luogo è strettamente legata alle sue saline - ancora attive, peraltro - e alla ricchezza che queste generavano. Il centro storico si sviluppa nel cosiddetto Quadrilatero, impianto urbano realizzato alla fine del Seicento, che conserva edifici simbolo come la Cattedrale e il Palazzo Comunale. Testimonianza della vocazione produttiva sono i Magazzini del Sale, affacciati sul porto canale, accanto alla Torre San Michele, struttura difensiva costruita per proteggere la città e le riserve di sale. Il legame con il mare è invece evidente nel Porto canale e nel Borgomarina, antico quartiere dei pescatori.

La corsa prosegue nella campagna emiliano-romagnola. Forse non è un caso che proprio in questa Regione siano attive affermate aziende produttrici di macchinari agricoli poi esportati in tutto il mondo. La prossima tappa del tifoso è Bologna, appena sfiorata dal Giro ma assolutamente affascinante per chiunque ami il ciclismo: la salita che porta al Santuario di San Luca è un vero e proprio monumento delle due ruote ed è affiancata da un porticato che, con le sue oltre 600 arcate, è il più lungo al mondo. La sosta nella città felsinea porta obbligatoriamente anche in Piazza Maggiore e al cospetto delle Torri della Garisenda e degli Asinelli, sempre presenti in ogni immagine bolognese.

Il gruppo si inoltra nella vallata del Reno passando per Pontecchio Marconi. Curioso che, nell’era delle radioline che collegano in ogni istante di gara i corridori ai direttori sportivi si transiti proprio dal borgo in cui il premio Nobel per la fisica effettuò i primi esperimenti di telegrafia senza fili. All’opera di Guglielmo Marconi e alla storia delle telecomunicazioni è dedicato il Museo all’interno di Villa Griffone, la casa di famiglia dell’inventore bolognese.  

A Marzabotto si rende omaggio alle vittime di una delle più orribili stragi di civili avvenute durante la Seconda guerra mondiale, quindi ci si dirige verso il traguardo passando tra l’altro da Lizzano in Belvedere con un interessante Museo del Quarzo. Ormai quasi in vista dello striscione d’arrivo si passa poi accanto al mistico Santuario della Madonna dell’Acero (XVI secolo).  

Corno alle Scale è la più importante stazione sciistica del Bolognese, il luogo dove Alberto Tomba ha posto le basi della sua straordinaria carriera. Ma anche in questa stagione la fitta rete di sentieri, i grandiosi panorami che si osservano dal crinale appenninico, le vestigia della Linea Gotica e il suggestivo Lago Scaffaiolo rappresentano richiami ai quali non si può e non si deve resistere.  


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COMMENTI
Più dura di quanto dicano
17 maggio 2026 09:59 Frank46
Tra una salita e l' altra in rapida successione sono una ventina di km.

Anche se la maggior parte dei km sono pianeggianti, se una squadra vuole fare il ritmo forte ci potrà essere selezione da dietro nella prima parte e potranno fare male le gambe a molti.

Ma soprattutto gli ultimi 5 km sono molto duri, gli ultimi 3 in particolare sono in doppia cifra. Secondo me se affronta in un certo modo non è meno selettiva del blockhaus, per quanto la pendenza media sia inferiore. Come sempre la corsa la fanno i corridori.

Dubito però che la vittoria di tappa se la giochino i big, a Vingegard non credo vada di fare spremere troppo i gregari nella lunga fase pianeggiante e agli altri non va di lavorare per regalare un altro successo di tappa al danese.

Speriamo riesca ad andare in fuga Ciccone, ma andare in fuga in pianura è un terno al lotto e potrebbe richiederci tantissimo prima che si formi la fuga, inoltre per uno scalatore puro è anche più difficile riuscirci.

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