L'ORA DEL PASTO. I QUATTRO GIANNI: MINÀ E UN TESORO D'AGENDA - 4

LIBRI | 18/04/2026 | 08:16
di Marco Pastonesi

Se solo avesse perso la sua agenda, che cosa avrebbe fatto, che cosa gli sarebbe successo? F come Fidel (o sotto la C come Castro?), M come Maradona (o sotto la D come Diego Armando?) e come Mennea, P come Pantani… L’agenda spaziava dal calcio al ciclismo, dallo sport alla politica, dal cinema alla letteratura. E lui chiamava, prendeva appuntamento, volava. Oppure chiedeva, s’intrufolava, trovava. Non disperava, non si arrendeva, dava l’idea che più fosse difficile il contatto, più godesse ad arrivare e combinare. All’agenda di Gianni Minà si dovrebbe dedicare almeno una mostra, se non un documentario, una commedia, una favola.


Fra “I 4 Gianni” (di Giuseppe Smorto, Minerva, 234 pagine, 18 euro) passati a “Repubblica”, Gianni Minà era il meno cartaceo e il più televisivo, comunque il Gianni con l’agenda più ricca e invidiabile. Smorto: “La sua agenda è una miniera di storie mille volte raccontata, lo sketch di Troisi che dice: ‘Vengo dopo i fratelli Taviani, Little Tony e Toquinho’”. Chissà se possedeva anche il numero di telefono di Nelson Mandela: “A proposito di interviste – confessò Minà a Smorto -, ho un solo rimpianto: non aver parlato con Nelson Mandela. E fu un piccolo peccato mio, un rinvio. In questi casi bisogna prendere l’occasione al volo, mai chiedere altro tempo”. Secondo me, ce l’aveva.


Quella volta che Minà introdusse lo scrittore Osvaldo Soriano nel ritiro dell’Argentina e Maradona si mise a palleggiare con un’arancia “in loro onore”. Quella volta che Maradona, vinta la semifinale di Napoli contro l’Italia ai Mondiali del 1990, decise di parlare solo con Minà, si nascose nella stanza dei massaggi, si mise a palleggiare con una saponetta, lo portarono di peso sotto la doccia. E il giorno in cui Maradona morì, Minà era dal cardiologo per un controllo ai quattro stent, trovò sul cellulare un messaggio di Diego che, ansimante, gli sussurrava “Gianni, chiamami”.

Quando Minà, a proposito del giornalismo, diceva: “Ormai dipendiamo dai ragionieri. Invece di migliorare siamo andati indietro, dispiace per i nostri figli. I giornalisti non vogliono uscire dal sistema: ma se vuoo fare bene il mestiere, devi dispiacere a chi è più forte nella società degli esseri umani”.

Quella volta che - Smorto ne accenna soltanto e rimanda al bloooog.it di Fabrizio Bocca, anche lui allo Sport di “Repubblica” – Minà mette “insieme a cena a Trastevere da Checco er Carrettiere in una stessa serata Muhammad Alì, Robert De Niro, Sergio Leone e Gabriel Garcia Marquez, raccontava tutto con una semplicità sbalorditiva che fanno quell’incontro ancora più grande ed epico. E ogni volta quel racconto s’arricchiva di un dettaglio che lo faceva sempre più surreale. Sintetizzando: ‘Stavo a casa con Muhammad Alì e mi chiama Robert De Niro. Gli dico sto andando a cena con Muhammad, e lui, come vai a cena con Alì e non mi dici niente?. No, io vengo con te. Poi mi chiama Sergio Leone e fa: guarda che De Niro stasera non può venire a cena con te, abbiamo un incontro importante per il film. Ma io non c’entro, stavo andando a cena con Muhammad, è Bob che ha detto che vuol venire. Alì? Stai andando a cena con Alì? Allora vengo pure io. Poi mentre stiamo per uscire chiama Garcia Marquez e mi dice: veramente dovevo andare a cena con Leone, ma mi ha detto che viene con te, allora a questo punto vengo da te… E va bene, vieni, vieni”.

Smorto scrive che “saper ascoltare, saper ricordare” è stata la vita di Minà. Lui, come se niente fosse, raccontava: “Ho conosciuto Bob Dylan, e mi viene in mente che era un primo maggio. Ma Chico Buarque è più bravo di lui, solo che è sudamericano”. Vamos.

(fine della quarta puntata – continua)

la prima puntata: https://www.tuttobiciweb.it/article/1776236004

la seconda puntata: https://www.tuttobiciweb.it/article/2026/04/16/1776238325/gianni-brera-ciclismo-storia-del-giornalismo-fausto-coppi-hugo-koblet

la terza puntata: https://www.tuttobiciweb.it/article/2026/04/17/1776375420/gianni-clerici-giornalismo-sportivo-tennis-ciclismo-storia-dello-sport


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