TOUR OF OMAN. KUSS: « LA SFIDA CON TADEJ E IL TEAM UAE E’ UN GRANDE STIMOLO»

INTERVISTA | 07/02/2026 | 08:35
di Giorgia Monguzzi

Sepp Kuss è un atleta abituato a lavorare, ma anche a gestire i gradi di capitano e da oggi lo vedremo combattere sulle strade dell’Oman. Il corridore statunitense della Visma Lease a Bike si è da anni stabilito in Spagna e proprio lì nel 2023 ha messo a segno la vittoria più bella della sua carriera: la maglia Roja alla Vuelta. Kuss si destreggia alla perfezione nei suoi ruoli e passa facilmente dal gestire la pressione dell’essere l’uomo di punta in corsa alla posizione come luogotenente speciale per Jonas Vingegaard.


Originario del Colorado, Sepp ha una storia tutta particolare che addirittura lo avrebbe potuto portare in Italia per i Giochi Olimpici invernali, ma le cose sono andate in modo completamente diverso. L’americano ha seguito il cuore, la passione per il ciclismo e così ad un certo punto da giovane promessa dello sci di fondo ha deciso di dedicarsi alla bici e di divertirsi pedalando. In gruppo è uno dei più forti in salita, ma la sua vera specialità è portare i suoi capitani sani e salvi fino al traguardo, non per niente in squadra lo hanno soprannominato “Il postino”. Il suo grande obiettivo stagionale sarà quello di stare accanto a Vingegaard nel suo assalto al Giro e poi al Tour, in questa ottica la sua partecipazione in Oman risulta fondamentale per mettere a punto la forma e anche potersi giocare le sue carte «Sono già stato nella penisola araba, ma mai in Oman, volevo fare una corsa un po’ diversa e qui c’è l’opportunità di mettersi alla prova con qualche bella salita. Il livello è alto e ci sono molte squadre attrezzate, conosco poco queste strade, ma sono molto curioso di affrontare la Green Mountain, tutti dicono che è la salita simbolo di questo paese e che si deciderà lì la vittoria finale» ci dice Kuss che già a partire dalla tappa di domani dovrà vedersela con gente del calibro di Adam Yates e Valentin Paret Peintre.


Sepp Kuss è una specie di angelo custode, sempre al fianco di Vingegaard in praticamente tutti gli assalti al Tour, nelle vittorie del 2022 e del 2023 fino alla grande sconfitta dell’anno scorso. Lui e il danese si conoscono alla perfezione, sono a fianco a fianco da ormai molti anni e per comunicare non hanno nemmeno bisogno delle parole, basta un sguardo per capire cosa il capitano ha bisogno. Insieme hanno vissuto la gloria del successo, ma anche le difficoltà di tenere testa ad un Tadej Pogacar veramente scatenato. Spesso tendiamo a limitare la sfida tra Vingegaard e il campione del mondo, ma è qualcosa di più profondo che coinvolge un’intera squadra motivata a trovare la versione migliore di se stessa. «Jonas è un corridore straordinario, quando ha vinto il Tour nel 2022 il mondo l’ha praticamente scoperto, è tornato in Francia con la pressione di dover dimostrare di essere imbattibile, ma ormai da due anni è impossibile tenere testa a Tadej Pogacar. E’ inutile dirlo, è un dato di fatto che va accettato, ma questo non significa che dobbiamo arrenderci, anzi siamo motivati a migliorare ancora di più. Quando si corre ad un certo livello occorre essere prima di tutto onesti con se stessi, nel 2025 il team Uae è stato imbattibile e questa evidenza ci ha spronato a diventare dei corridori migliori. Tutti in Visma vogliamo fare più bene del Team Uae, ci sproniamo l'uno con l'altro, fa parte dell'essere sportivi, se tutto fosse facile non sarebbe così bello. »

Jonas Vingegaard è senza ombra di dubbio l’uomo dei grandi giri in casa Visma Lease a bike, ma Sepp Kuss rimane uno degli scalatori più forti del gruppo. Sono passati due anni e mezzo dalla sua vittoria totalmente inaspettata alla Vuelta, è il successo più importante della sua carriera e che conserva in modo speciale, ma nella lunga chiacchierata con lui una domanda ci viene quasi spontanea: un giorno sarà possibile un nuovo assalto ad un grande Giro come capitano? Sepp ci risponde diretto senza nascondere come dal 2023 siano cambiate molte cose, non in gruppo, quanto piuttosto nel suo essere corridore. «Bisogna essere sinceri, quando ho vinto la Vuelta non mi conosceva nessuno, tutti mi sottovalutavano, altrimenti non mi avrebbero mai concesso di andare in fuga e guadagnare così tanti minuti di vantaggio. Se lo facessi ora sarebbe impossibile, tutti mi controllerebbero e nessuna squadra farebbe più un errore del genere. Per puntare veramente alla vittoria di un grande giro servirebbe una preparazione specifica, rivoluzionare il mio allenamento e la mia stagione, mi piacerebbe, ma non so se sono in grado. Mi trovo bene nel mio ruolo da gregario, non devo gestire la pressione, devo fare il mio lavoro al meglio, però questo non significa arrendersi. In squadra abbiamo un capitano ma c’è posto per tutti, abbiamo i nostri spazi, le nostre occasioni per giocarci la vittoria e sta a noi sfruttarle al meglio.» ci spiega rendendo di fatti infattibile il piano di riuscirci, ma non nascondendo il desiderio di ritornare per provarci.

Intanto oggi inizia il Tour of Oman, sul traguardo di Sink Hole è previsto un arrivo in volata, ma già da domani potremo vedere Sepp Kuss a combattere tra le prime posizioni nel gruppo alla ricerca di un nuovo successo per la sua carriera.


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COMMENTI
Kuss
7 febbraio 2026 17:29 Angliru
Sempre onesto e schietto.
Il miglior gregario in salita.

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