CICLOCROSS. DAGNONI RISPONDE A GUERCIOTTI: «UNA SCELTA TECNICA CONDIVISA CON IL CT, IN PIU'...»

CICLOCROSS | 04/02/2026 | 13:54

Il presidente federale Cordiano Dagnoni ha deciso di rispondere anche pubblicamente ad Alessandro Guerciotti e alle accuse avanzate da quest'ultimo nell'articolo che abbiamo pubblicato questa mattina. Ecco le parole di Dagnoni:


Riguardo l’articolo dal titolo ‘Il J’accuse di Guerciotti dopo i Mondiali…”, nel quale si afferma che la Federazione Ciclistica Italiana non viaggia al ritmo dei teams, lasciando intendere che ai Mondiali di ciclocross non sono stati portati atleti a causa di limiti economici, si precisa che la scelta effettuata non nasce da nessuna volontà di contenimento dei costi, ma è stata una esclusiva scelta di carattere tecnico presa dal CT. Scelta che la Federazione ha condiviso pienamente. A tal proposito si ricorda che l’attuale staff tecnico del ciclocross ha portato al nostro movimento, dall’inizio del proprio mandato (2021), 20 medaglie tra Europei e Mondiali a fronte delle 13 conquistate dal 2000 al 2020.


Mettere in discussione le scelte tecniche è esercizio in cui si cimentano spesso gli italiani e ognuno ha le proprie opinioni al riguardo. Quello che la Federazione non accetta è che si facciano passare per verità affermazioni arbitrarie, come quella di scelte nate per contenere i costi. Al contempo, però, si richiamano i team, mentre criticano le scelte tecniche, ad impegnarsi anche affinché i propri corridori, quando vengono convocati in Nazionale, si presentino con i materiali confacenti ai regolamenti internazionali, evitando, come è accaduto proprio con il team Guerciotti, di mettere in imbarazzo la Nazionale stessa, tutto il movimento italiano e gli sponsor degli stessi teams, oltre a collaborare durante tutta la stagione condividendo programmi e preparazione mirata agli eventi.

La Federazione è disponibile ad ogni confronto e accoglie tutti i contributi che vogliono essere costruttivi, che possono essere discussi nelle sedi opportune e non attraverso interviste-comunicati stampa senza alcun contraddittorio.


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COMMENTI
richiamo ai team
4 febbraio 2026 14:21 limatore
senza i team caro presidente (la p minuscola di proposito) non esistereste. La vostra attività si limita a convocare atleti "campati" dai sacrifici delle società giovanili e professionistiche. Quelle medaglie e quei titoli andrebbero attribuiti a loro che reperendo fondi e coinvolgendo volontari mandano avanti il movimento. Dovrebbe chinare il capo e cospargerlo di cenere come si diceva prima di prendere una posizione del genere nei confronti di un dirigente. Si vergogni lei e tutti quelli che lo hanno votato. Esibizionista che non è altro.

Come volevasi dimostrare
4 febbraio 2026 14:29 Cyclo289
Al di là che le medaglie si pesano, non si contano (non venite a dirmi che una medaglia nel team relay vale quanto una degli élite uomini), la Federazione scarica le "colpe" su altri.
C'era da immagnarselo.

Eppure mi pare d ricordare che, durante le gare di domenica, il cronista della Rai (Andrej Marusic) abbia riferito di aver parlato sabato con Pontoni e che il ct gli abbia riferito di aver seguito per le convocazioni delle precise linee guida provenienti dalla FCI.
Ora Dagnoni dichiara l'esatto contrario.

Non ho idea quale sia la verità, ma evidentemente qualcuno non la racconta giusta.

Interessante e da appronfondire il tema delle società che manderebbero gli atleti in Nazionale con materiali fuori dai regolamenti.
Chi sa, parli!

Soldi
4 febbraio 2026 14:35 vandeboer
Una camera a due letti per due atleti per 4 giorni, due biglietti a/r, non creano un passivo; rimangono a casa il Presidente e dirigenti. prima gli atleti e il tecnico.

Cosa bisogna dire
4 febbraio 2026 14:45 Craven
In una nazionale, di qualsiasi sport, è normale fare scelte tecniche e contestarle da gente di settore ha dell'incredibile, solo in Italia ci si riesce.

chi dice la verità
4 febbraio 2026 14:49 lucien
x una mia curiosità c'erano 12 atleti e il resto dello staff azzurro di quante persone era composto

Confronti
4 febbraio 2026 14:58 Stef83
Quindi sta contando le medaglie da quando c'è lui?
Allora è sua la colpa se nei prof. non si vince più???chiedo....ma mi faccia il piacere caro presidente...

considerazione
4 febbraio 2026 15:03 PIZZACICLISTA
Mai sono stato d'accordo con il presidente Dagnoni ma che abbia ricordato a Guerciotti la bici non omologata della Pellizzotti agli EUROPEI è stata una storia di cui Guerciotti se ne deve vergognare e sopratutto tacere

Craven
4 febbraio 2026 15:09 Cyclo289
Se i ct della strada (invece dei 7/8 atleti che ci spettano di solito) decidessero di portarsi al Mondiale élite 3 uomini e 3 donne, secondo lei i soggetti interessati (atleti, società di appartenenza e procuratori) non protesterebbero? Oppure si farebbero sentire in qualche modo?

bravo, meglio ancora, vi fate guerra tra di voi... vergognosi!
4 febbraio 2026 15:11 ilbaffo
Oggi Gariboldi 5° in Belgio, tutto il mondo del ciclismo ciclocrossisto si chiede come mai non fosse al Mondiale domenica. Vergogna, prendetevi le vostre responsabilità!

Presidente
4 febbraio 2026 15:23 Fuga da lontano
Ma sono questi i toni che un presidente federale deve avere?

I toni contano quanto i contenuti, soprattutto se parli da presidente federale.
Quando la risposta ha questo linguaggio, il messaggio che passa non è autorevolezza ma rabbia.
A me sembra più una risposta da regolamento di conti che riconciliante.
Sarebbero bastate le prime sette righe.

Il resto è intriso di rancore e di poco rispetto istituzionale anche perchè delle 20 medaglie citate almeno una decina, a naso, sono state vinte su biciclette Guerciotti e da atleti/atlete sostenuti dal team Guerciotti.

@pizzaciclista
4 febbraio 2026 15:25 Fuga da lontano
Scusami, sto ancora aspettando una risposta riguardo ad una affermazione che hai fatto su Grigolini.

Sei solo capace di "buttare" fango e illazioni sugli altri?


Cyclo289 ricordi bene
4 febbraio 2026 15:38 The End_Orfina
Il ct Daniele Pontoni ha detto che le scelte degli atleti per il mondiale sono state una scelta della federazione. Resta da capire perchè non sono stati portati tutti i corridori che il regolamento prevede per ogni nazionale.

Fuga da lontano
4 febbraio 2026 15:42 Stef83
Hai pienamente ragione,e soprattutto,Guerciotti nel suo intervento ha parlato di collaborare....cosa che sembra che il sig.presidente con questi toni usati,non voglia proprio....

Cyclo
4 febbraio 2026 15:53 Craven
Ti direi che su strada ci son state negli anni d'oro scelte tecniche ben più pesanti e si correva in 12! Perché contava più un gregario di una mezza punta in più. E il peso del numero di componenti su strada è tutt'altra cosa rispetto al ciclocross, non puoi paragonarli.

La Nazionale NON si "compra". Guerciotti "accusa" ma Dagnoni (Presidente con la P maiuscola) ristabilisce i ruoli!
4 febbraio 2026 16:40 pietrogiuliani
Ho letto molto attentamente il "j'accuse" di Guerciotti ed il comunicato in replica del Presidente Cordiano Dagnoni. E soprattutto, leggendo i commenti che ne sono seguiti, a parte quello di "Libertas" sull'articolo di Guerciotti (che condivido in pieno), emerge con chiarezza un problema tipicamente italiano: la totale confusione tra ruoli, competenze e responsabilità.
Partiamo da un dato oggettivo, che nessuno nei commenti riesce seriamente a confutare: le scelte per i Mondiali di ciclocross non sono state economiche, ma tecniche. Lo ha dichiarato Dagnoni, lo ha fatto assumendosene la responsabilità istituzionale, e lo ha fatto citando anche numeri che parlano da soli: 20 medaglie internazionali dal 2021 ad oggi, contro le 13 nei vent’anni precedenti.
Questo non è marketing, è storia recente.
Tutto il resto è "confusione", fatta da chi confonde la Nazionale con una “rappresentanza commerciale” dei team, come se la maglia azzurra fosse una specie di diritto automatico legato agli investimenti privati.
Ma la Nazionale non è una vetrina per sponsor, non è un premio fedeltà, non è un rimborso spese. È una scelta tecnica, che può piacere o non piacere, ma che per definizione non deve essere democratica, popolare o negoziabile. Chi scrive “senza i team non esistereste” dimostra di non capire come funziona lo sport ad alto livello. È ovvio che i team siano fondamentali, ma è altrettanto ovvio che la funzione della Federazione non è servire i team, bensì governare il sistema. Altrimenti si capovolge la piramide: non sarebbe più una Federazione, ma un consorzio di interessi privati.Il punto più grave, però, è un altro: molti commenti partono da un presupposto sbagliato, cioè che più convocati = più crescita. È falso.
La crescita non è matematica, è progettuale. A volte portare meno atleti, ma quelli ritenuti davvero pronti, è una scelta più seria, più coerente e più rispettosa dello sport, che non riempire una lista solo per accontentare società, manager o sponsor. E qui si arriva al cuore della questione: Guerciotti parla da imprenditore, Dagnoni parla da presidente federale. Sono due ruoli legittimi, ma non sovrapponibili. Il primo difende investimenti, visibilità, ritorni economici.
Il secondo deve difendere una strategia sportiva nazionale, anche quando è scomoda, impopolare o non allineata con gli interessi dei singoli team.
Il tema dei “4.000 euro” poi è francamente imbarazzante.
Pensare che una Federazione possa impostare una spedizione mondiale sulla base di una cifra simile è offensivo per l’intelligenza di chi legge.
E insinuare che dovrebbero essere i team a “metterci i soldi” per decidere le convocazioni significa, di fatto, ammettere che si vorrebbe comprare l’accesso alla Nazionale. Una deriva pericolosissima.
Infine, sui toni di Dagnoni: chi parla di “rabbia” o “regolamento di conti” probabilmente confonde la fermezza con l’aggressività. Un presidente federale non deve essere accomodante, deve essere autorevole.
E l’autorevolezza, ogni tanto, passa anche dal ricordare pubblicamente che: le scelte tecniche non si fanno sui social; i problemi si discutono nelle sedi opportune; la Nazionale non si gestisce a colpi di interviste.In sintesi, si può non essere d’accordo con la FCI, è legittimo.
Ma pretendere di dettarle la linea in base agli interessi dei singoli team non è critica costruttiva, è pressione politica travestita da passione sportiva. E questo, per uno sport che vuole crescere davvero, è molto più pericoloso di qualsiasi mancata convocazione.

La pezza...
4 febbraio 2026 16:53 comodi70
è peggiore del buco. Sicuramente non è chiaro se è stata una scelta del CT o come dice Pontoni della Fci

@pietrogiluiani
4 febbraio 2026 17:40 Fuga da lontano
Confermo l’uso dei termini “rabbia” e “regolamento di conti”: a mio avviso il comunicato appare divisivo, laddove sarebbero state più che sufficienti le prime righe:

“Si precisa che la scelta effettuata non nasce da alcuna volontà di contenimento dei costi, ma è stata un’esclusiva scelta di carattere tecnico presa dal CT.
Scelta che la Federazione ha condiviso pienamente e di cui sottolinea i risultati ottenuti nei campionati europei e mondiali nel quinquennio 2021–2026.”

Questo è un esempio di autorevolezza, ben diversa dall’autorità e dalla malignità che traspaiono dal resto del testo. I riferimenti al materiale del team Guerciotti o a presunti mancati rispetto dei percorsi di preparazione non appartengono a una comunicazione istituzionale e mirano a delegittimare l’interlocutore, indipendentemente dal merito delle sue posizioni.

Non ho mai fatto riferimento ai costi delle trasferte, che considero un argomento stucchevole, perché sposta il confronto dal piano sportivo a quello meramente economico.

Come già scritto altrove, a dimostrazione della mia onestà intellettuale i team Guerciotti e Ale-Colnago hanno avuto atleti convocati (e direi giustamente, considerando che due potenziali podi, Rosola e Pelizzotti, sono del team Guerciotti). Non ravvedo quindi atteggiamenti pregiudizievoli, salvo l’esistenza di dinamiche sotterranee tra nazionale e team, nelle quali l’egocentrismo di alcuni rischia di prevalere sull’armonia collettiva.

Ribadisco infine che, delle 20 medaglie citate nel comunicato, almeno una decina, a naso, sono state conquistate su biciclette Guerciotti e da atleti e atlete sostenuti dal team Guerciotti.


sempre peggio
4 febbraio 2026 17:52 vecchiobrocco
come da mio commento sull'articolo su Guerciotti: Dagnoni passa solo alla raccolta... Caro Dagnoni: i mondiali sono una delle poche gare di cross trasmesse sulla RAI Sport . E' un'occasione di promozione unica per lo sport e non avere italiani in gara è alla fine un boomerang per la FCI. E poi il paragrafo sulla bici agli europei, sa proprio di bassa ripicca

Mah
4 febbraio 2026 18:39 Ruggero
Se il ciclismo italiano è sprofondato nel baratro in cui ci troviamo, un motivo ci sarà.........

x fuga da lontano
4 febbraio 2026 18:57 PIZZACICLISTA
Non so cosa dovrei dirti , ma se è su Gregolini devo dirti che ha fatto una bella prestazione ma alla fine sono mancate le gambe ........senza se senza ma. non so se era l'argomento ma con te ho chiuso

Ma che min...a di risposta è?
4 febbraio 2026 19:16 acastro70
Scusate, ma dalla supercazzola di Dagnoni non ho capito il perché sono state fatte scelte tecniche autolimitanti? Perché chi è restato fuori non meritava la convocazione? Per il budget? Per farla pagare a qualcuno? Caro Cordiano, se hai le palle abbi il coraggio di dire come stanno le cose, grazie

Lo ribadisco ancora perché mi sembra non capiate...
4 febbraio 2026 19:19 pietrogiuliani
Qui si sta facendo un processo alle intenzioni che non ha alcun senso. Non si tratta di stabilire chi abbia ragione o torto. Inoltre, se delle 20 medaglie ottenute in questi ultimi anni molte sono state vinte da atleti cresciuti nei team Guerciotti, tanto di cappello a lui; però, lo ripeto, le Nazionali non le fanno i team, i manager o gli sponsor. Le Nazionali, ribadisco, le decidono le Federazioni e i commissari tecnici, che optano per alcuni atleti piuttosto che per altri non per fare un torto a qualcuno — sarebbe assurdo — ma in base a strategie tecniche e tattiche.
Posso comprendere la frustrazione di Guerciotti, ma bisogna anche saper accettare le decisioni di chi sta al comando, altrimenti si cade nell’anarchia. Trovo inoltre inutile, e francamente brutto, alimentare polemiche o fare una sorta di ricatto del tipo: “se le cose stanno così, allora è inutile continuare a investire nel ciclocross”, e simili. Questo genere di affermazioni non aiuta nessuno, soprattutto se si ama davvero questo sport, come credo che il signor Guerciotti faccia.
Invece di sfogarsi — cosa legittima, se fatta nei modi giusti e in maniera costruttiva — bisognerebbe continuare a lavorare ancora di più e impegnarsi affinché quegli atleti che oggi non sono stati ritenuti all’altezza di un podio o di un grande risultato lo diventino domani. In ogni caso, lo ripeto all’infinito: le scelte tecniche vanno sempre e comunque rispettate.
Succede così in tutti gli sport: nel calcio, nel tennis, ovunque. Prendiamo la Coppa Davis: l’anno scorso Luciano Darderi, che era l’italiano numero quattro nel ranking, tra i primi 25 del mondo, non è stato convocato per la finale. Al suo posto c’era Berrettini che, pur essendo ancora un buon giocatore con una grande storia alle spalle, non rientrava tra i primi 50 del mondo. Tatticamente però serviva Berrettini, e alla fine sono state rispettate le decisioni di Volandri senza troppe discussioni, e l’Italia ha vinto la Coppa Davis. Ma anche se non l’avesse vinta, non credo che saremmo stati lì a screditare il lavoro del CT o del presidente della Federazione Italiana Tennis, come invece state facendo voi con Dagnoni.
Lo stesso vale nel calcio: prendiamo un altro esempio, quello della Juventus. Un giocatore come Openda viene pagato 50 milioni di euro, ma poi gioca pochissimo perché l’allenatore non lo ritiene adatto a certe situazioni. Entra due, tre, cinque minuti a partita, e la scelta viene rispettata: non è che siccome è costato tanto allora deve giocare per forza.
Lo stesso principio vale per i Mondiali di ciclocross o per qualsiasi altra disciplina sportiva. Non è che se c’è stato un investimento dietro allora certi atleti debbano essere convocati automaticamente. Non funziona così, non è così che si fa sport.
È troppo facile fare i leoni da tastiera e gettare fango su Dagnoni, quando poi magari siete gli stessi che, incontrandolo di persona, gli stringono la mano dicendo “bravo presidente”. Ognuno è libero di pensarla come vuole, c’è libertà di opinione e di espressione. Ma i ruoli vanno rispettati, così come le decisioni. Punto.

Scelta tecnica????
4 febbraio 2026 19:57 Diretur
A casa mia una scelta tecnica significa decidere di portare un corridore piuttosto che un altro. Andare con un contingente ridotto (un corridore per specialità), mi dispiace dirlo, non è una scelta tecnica; farla passare per tale è l’ennesima presa per i fondelli. Forse la vera “scelta tecnica” riguarda il fatto che si sia ritenuto opportuno portare più corridori agli Europei su pista che al Mondiale di cross.
In ogni caso, prima o poi la FCI dovrà rendere noto il programma delle Nazionali e allora capiremo quali altre “scelte tecniche”, non certo economiche, andranno a colpire le categorie juniores e under 23. Nel frattempo le società si sono viste aumentare i costi di tesseramento per tutti: dai corridori fino ad arrivare ai medici sportivi.

A mio avviso, le parole di Guerciotti rappresentano l’ennesimo grido di aiuto che, a quanto pare, infastidisce e non si vuole ascoltare. Si sa, l’importante è raccogliere, non aiutare sponsor, tecnici e società che si fanno in quattro per garantire un’attività seria e all’altezza dei team che operano sotto l’ombrello delle squadre WorldTour. Serve anche riconoscimento per il lavoro che viene fatto. Faccio un nome a caso: Gariboldi oggi è arrivata quinta e poteva ambire tranquillamente a un piazzamento tra le prime dieci o quindici al mondiale, salvando la baracca.

Bravo Dagnoni
4 febbraio 2026 20:34 StediLucca
Vorrei ricordare a Guerciotti la figuraccia ai campionati europei per la bici non omologata della Pellizzotti. Dovrebbe ben conoscere le regole sui materiali. Quindi ha poco da commentare e dovrebbe conoscere i programmi della Federazione e del tecnico ad inizio di stagione e quali sono state e sono le regole di convocazione. Tanti discorsi da bar, ma in Italia non si riesce mai ad accettare quelle che sono le scelte del tecnico, dal ciclismo, al calcio ecc. Tutti sono tecnici, allenatori, strateghi ma poi se qualcuno deve mettere la faccia ci si nasconde dietro al sasso. Tutti sappiamo il lavoro che svolgono le società, gli atleti, lo staff e quindi la lotta ad indossare una maglia azzurra ambita da tutti, ma é pur vero che poi arriva sempre una selezione, chi entra e chi rimane a casa. Se non piace, fate cambiare le regole al Coni ed alla UCI, campionati per team, entrate alla finale se avete punti, altrimenti li guardate alla televisione. Vediamo nelle classifiche mondiali fatte a punti quanti andranno a certe gare. Per fortuna abbiamo le federazioni che riescono a dare supporto in tutto per determinate gare ( mondiali, europei, ecc). Non diamo sempre la colpa a Dagnoni, ai tecnici, alla Federazione, fate memoria anche dei vostri sbagli. Forse riusciamo a migliorarci in un contesto più ampio.

Scelte
4 febbraio 2026 20:45 Ricky69
Certo che le scelte vanno rispettate,però bisogna anche spiegare il perché delle scelte e poi visto che x una settimana il Ct diceva che erano dovute alla linea della federazione, quello Autorevole ,che aveva scelto il Ct e loro avevano appoggiato .Perciò chiarezza zero e autorevolezza che nn è calata dal cielo ma è data da chi ti rispetta e mi sembra che nell' ambiente più di uno nn gliela riconosca.Detto questo la GARIBOLDI si meritava la convocazione x i risultati fatti........

Dagnoni e Pontoni
5 febbraio 2026 09:17 Stef83
Riscrivo perché non pubblicato!Chiederei al presidente,perché ha nominato un CT con una squalifica per doping(1998)??

@pietrogiuliani
5 febbraio 2026 09:49 Fuga da lontano
Non credo che gli esempi del tennis e del calcio siano particolarmente calzanti.
In Coppa Davis la squadra deve essere composta da quattro giocatori più una riserva; nel calcio una squadra deve scendere in campo con undici giocatori più le riserve. Non è che Volandri scelga due tennisti su quattro o che Spalletti faccia giocare una squadra con nove o dieci uomini.

Fermo restando, e condividendo pienamente, il principio secondo cui le decisioni spettano esclusivamente al CT e alla struttura tecnica, credo però che qui il contesto sia diverso. Nel ciclismo il CT può convocare più atleti, ma non deve convocarli tutti.
E la differenza tra potere e dovere non è affatto banale in questo ragionamento, non viene contestata la scelta di schierare tizio o caio al posto di sempronio, ma perché non sono stati convocati.

Io penso che Pontoni sia libero di convocare chi ritiene più opportuno, e lo è legittimamente. Ha la competenza, l’esperienza e l’autorevolezza per farlo (se non ce l’ha lui, onestamente, chi altro in Italia?). Quello che però mi piacerebbe capire è se la Federazione abbia definito e comunicato in modo chiaro i criteri di selezione. Ad esempio:
convocare solo i campioni italiani
convocare solo chi ha ottenuto almeno un piazzamento nei primi 10 in Coppa del Mondo
convocare solo gli juniores perché considerati il futuro della disciplina
convocare etc etc etc...

Se queste sono le regole, benissimo lo si dica chiaramente e lo si inserisca nel comunicato dl presidente con la P maiuscola.
La chiarezza spegne le illazioni, la chiarezza è autorevolezza (non autorità), la chiarezza aiuta tutti e tutela anche le scelte fatte.

Tornando poi al comunicato del “Presidente con la P maiuscola”, faccio notare che quanto ho ipotizzato sulla strumentalizzazione del caso della bici di Pellizzotti è effettivamente avvenuto. Secondo quanto riportato da @StediLucca, sintetizzando, “Guerciotti dovrebbe stare zitto per la figuraccia ai Campionati Europei e dovrebbe conoscere meglio le regole sui materiali”.

Ricordiamo però che appena 11 mesi prima Mattia Agostinacchio ha vinto un Campionato del Mondo proprio su una bicicletta Guerciotti.
Per questo sarebbe opportuno usare meno arroganza, non stiamo parlando di un costruttore di grazielle, ma di un’azienda che nel ciclocross ad altissimo livello vince e investe da 40 anni (Pontoni compreso)

@fugadalontano
5 febbraio 2026 12:13 pietrogiuliani
Capisco il tuo ragionamento, soprattutto quando richiami il tema della chiarezza dei criteri di selezione. Detto questo, continuo a ritenere che il principio di fondo non cambi. Nel ciclismo, come in tutti gli sport, la Federazione ed il commissario tecnico hanno potere decisionale pieno, non solo nella scelta di chi schierare, ma anche — legittimamente — di chi non convocare. Le strategie tecniche non sono un regolamento scritto: dipendono dalla condizione del momento, dal tipo di gara, dal percorso, dal ruolo che si vuole assegnare a un atleta e anche da valutazioni interne che difficilmente possono essere messe tutte nero su bianco senza banalizzarle.
Su Pontoni, credo ci sia poco da discutere. Daniele Pontoni ha competenza, esperienza e una storia tale da non dover dimostrare nulla a nessuno.
Per quanto riguarda poi la questione Guerciotti e la vicenda della bici non omologata, non mi esprimo. Condivido con te che stiamo parlando di un’azienda che nel ciclocross vince e investe da quarant’anni, e non è certo un costruttore improvvisato e comunque gli errori possono capitare a chiunque.
Dico solo che sì, ci vorrebbe un po’ meno arroganza ma anche da parte tua, visto che si ridicolizza volontariamente "il Presidente con la P maiuscola" e soprattutto un po’ più rispetto dei ruoli.

LELLO FERRARA IN GLI ELITE OUT
5 febbraio 2026 12:26 lufranco64
problema di budget e di scelte sconsiderate. Invece di pagare Ferrara per fare i social, ricordiamo che non è un professionista del settore ma un influencer, usate quei soldi per portare gli atleti. Come al solito siamo la nazionale con più accompagnatori che atleti (basta andare alle gare per vedere) ai mondiali in pista in Cile , hanno portato anche una segretaria , indispensabile e più volte inquadrata mentre il neo team manager vinceva. Però poi mancano i soldi , e ci rimettono i ragazzi , elite o junior che siano. L'italia che va con un elite è una barzelletta.

per Fuga da Lontano
5 febbraio 2026 12:32 umbertomaserati
Il ragionamento di Fuga da Lontano rischia di essere più teorico che reale. La distinzione tra “potere” e “dovere” è corretta sul piano concettuale, ma nello sport di alto livello conta ciò che è funzionale al risultato, non ciò che è astrattamente spiegabile in un comunicato.
Pretendere criteri chiari, pubblici e preventivi nel ciclismo — soprattutto nel ciclocross — significa non accettarne la natura. Le convocazioni non sono una gara a punti né un bando pubblico: sono scelte tecniche, fatte da chi vive quotidianamente atleti, materiali, condizioni e dinamiche interne. Se riduciamo tutto a “campioni italiani”, “top 10” o simili, allora non serve più un CT: basta un algoritmo.
Daniele Pontoni non è uno qualunque. È uno che il ciclocross lo conosce, lo vive e lo ha costruito. Mettere in discussione le sue scelte perché “non spiegate abbastanza” significa, di fatto, non fidarsi di lui. E se non ci fidiamo di Pontoni, allora il problema non è la chiarezza dei criteri: è una sfiducia sistemica.
Quanto alla vicenda della bici Guerciotti, qui si sta andando decisamente oltre. Continuare a usarla come clava polemica è intellettualmente disonesto. Guerciotti è un’eccellenza nel ciclocross e sono certo che questo sia ben chiaro anche alla Federazione Ciclistica Italiana. Non stiamo parlando di un costruttore di “grazielle”, ma di una realtà che investe e vince in questo settore da decenni, con Pontoni stesso parte integrante di questa storia. Un minimo di memoria — e di rispetto verso la Federazione e il suo Presidente — non guasterebbe.
La chiarezza è importante, sì. Ma non può diventare un alibi per mettere sotto processo le scelte tecniche ogni volta che non coincidono con gli interessi o le aspettative di qualcuno. Perché a quel punto non si parla più di sport, ma di pressione.
E la pressione, nel ciclismo come altrove, non ha quasi mai prodotto nulla di buono.

Username mai letti
5 febbraio 2026 13:17 Stef83
Vedo molti utenti "nuovi" in difesa del presidente....mmmmm!!!

Pietro e Umberto
5 febbraio 2026 14:26 Fuga da lontano

Ho letto quanto scritto da entrambi e credo ci siano alcune cose su cui puntualizzare.

Pietro, l’uso dell’espressione “presidente con la P maiuscola” non è una mia definizione, ma è quanto hai scritto tu, osannando (ma serviva?) il presidente Dagnoni. Io l’ho riutilizzata con ironia, non verso Dagnoni, ma verso chi l’ha scritta. Anche perché non critico Dagnoni nella sua gestione della Federazione, non avendone le competenze, bensì nella sua risposta a Guerciotti.
La questione della bicicletta Guerciotti non è una clava nascosta nella mia caverna: è stata utilizzata dal presidente nel suo comunicato per sminuire, di fatto, chi osava criticare.

Giusto per ristabilire i ruoli.
Come ho scritto nei miei precedenti interventi i punti fermi di tutta la questione sono:
-il principio secondo cui le decisioni spettano esclusivamente al CT e alla struttura tecnica;
-Pontoni ha la competenza, l’esperienza e l’autorevolezza per farlo (se non ce l’ha lui, onestamente, chi altro in Italia?). Lo scrivo con cognizione di causa ed è una figura da tutelare;
-non si tratta di spese risparmiate, né di altre supercazzole economiche o di Lello Ferrara;
-Guerciotti e Ale-Colnago hanno avuto atleti convocati (5 e 2 atleti).

Non so quanti, nei precedenti interventi, abbiano espresso con chiarezza questi argomenti che vanno ad accodarsi a quanto scrivete. La richiesta di chiarezza è la base per evitare che poi escano comunicati su Facebook, Instagram, ecc., da cui nascono polemiche che potevano essere spente con un bicchiere d’acqua e che invece rischiano di incendiare l’ambiente.

Penso che un presidente debba fare il pompiere, anche obtorto collo.

Umberto, il ragionamento è teorico fino a un certo punto ed era una conseguenza degli esempi fatti sul tennis e sul calcio da parte di Pietro. Il CT può convocare chi ritiene idoneo e deve continuare a farlo in assoluta indipendenza. Le polemiche, come in tutti gli sport e con tutti i divanisti professionisti (come me, che ne sono appassionato), sono sempre esistite su questi temi. In Belgio e Olanda il CT è sulla graticola a ogni gara mondiale: non stupiamoci, è la pressione che accompagna tutti i CT (e quanti farebbero la firma per poter selezionare Viezzi, Agostinacchio, Rosola, Grigolini, ecc.).
Non è una questione di algoritmi. Gli americani, nella loro pragmaticità e nel loro cinismo, selezionano gli atleti per le Olimpiadi in base ai trials: i primi tre di ogni gara vanno ai Mondiali e, se il più forte quel giorno è influenzato e perde, saluta e va a casa. Zero polemiche, vale il risultato della gara.
A me questo sistema fa ribrezzo.
Preferisco di gran lunga il Pontoni di turno che sceglie con oggettività gli atleti, e una Federazione che lo difende spiegando a chi contesta le scelte quali siano state le basi di tali decisioni. È astrattamente spiegabile in un comunicato? Può darsi di no, e forse non serve nemmeno farlo: probabilmente una telefonata sarebbe stata più funzionale.

Non ingigantiamo la questione. Per quanto mi riguarda, scrivere che non ci si fida di Pontoni è sbagliato: l’ho già detto, è tra i migliori conoscitori e tecnici del cross italiano ed europeo, e questo basta per sottolinearne l’autorevolezza. Poi può anche capitare di non fare il meglio che ci si aspetta, ma questo è umano e vale per tutti (su questo sito ho letto contestazioni a Villa per la gestione della pista… ma di cosa stiamo parlando?).

Tutto qui, e grazie del confronto.

medaglie...
5 febbraio 2026 16:10 Libertas
...e comunque, anche in questi Europei su pista, senza Ganna e senza Milan, sono arrivate ugualmente medaglie! Immaginiamoci ce ci fosse stato Agostinacchio al mondiale cross (magari se avesse potuto correre con gli U23), o se all'Europeo ci fossero stati Ganna e Milan...sai che divertimento. Quindi ancora una volta giù il cappello a Dagnoni e a tutta la F.C.I.

@ste83
5 febbraio 2026 17:49 Ricky69
Madooooo!!!Crociata for President.Giu' il cappello un po' troppo, sta facendo il suo,e poi in questa situazione nn è stato ne chiaro ne trasparente e oltretutto permaloso

Per me la questione è semplice: desidero una Federazione che occupi tutti i posti disponibili. Chiedete al CT del Giappone perché ha attraversato mezzo pianeta per far "bastonare" i propri atleti dagli europei…
5 febbraio 2026 19:12 gpoint1
Al Giappone, chiedete loro cosa li ha spinti, qual è la filosofia, il senso di tanto sforzo. Chiedete se gli atleti sono comunque soddisfatti di aver partecipato, se qualche spettatore ha messo la sveglia per alzarsi la notte e seguire in diretta la live. In questo momento mi sento più Giapponese che altro! Perché la medaglia la vincono gli atleti, non i CT, ma gli atleti non corrono solo per vincere, altrimenti non avrebbe senso gareggiare per la Top 10, non avrebbe senso gareggiare per la top 5, non avrebbe senso e basta!

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