CYCLOCROSS. DAGNONI RESPONDS TO GUERCIOTTI: "A TECHNICAL CHOICE SHARED WITH THE NATIONAL COACH, PLUS..."

CYCLOCROSS | 04/02/2026 | 13:54

The federal president Cordiano Dagnoni has decided to respond publicly to Alessandro Guerciotti and the accusations raised in the article we published this morning. Here are Dagnoni's words:


Regarding the article titled "Guerciotti's J'accuse after the World Championships...", which suggests that the Italian Cycling Federation is not keeping pace with the teams, implying that athletes were not brought to the Cyclocross World Championships due to economic constraints, it is clarified that the choice made was not born from any intention to contain costs, but was an exclusive technical decision made by the National Coach. A choice that the Federation fully shared. In this regard, it is remembered that the current cyclocross technical staff has brought to our movement, since the beginning of their mandate (2021), 20 medals between European and World Championships, compared to the 13 won from 2000 to 2020.


Questioning technical choices is an exercise in which Italians often engage, and everyone has their own opinions on the matter. What the Federation does not accept is that arbitrary statements, such as choices made to contain costs, are passed off as truths. At the same time, however, teams are called upon, while criticizing technical choices, to also ensure that their riders, when called up to the National Team, present themselves with materials compliant with international regulations, avoiding, as happened with the Guerciotti team, embarrassing the National Team itself, the entire Italian movement and the teams' sponsors, and to collaborate throughout the season by sharing programs and targeted preparation for events.

The Federation is available for any discussion and welcomes all contributions that aim to be constructive, which can be discussed in the appropriate venues and not through press release interviews without any dialogue.


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COMMENTI
richiamo ai team
4 febbraio 2026 14:21 limatore
senza i team caro presidente (la p minuscola di proposito) non esistereste. La vostra attività si limita a convocare atleti "campati" dai sacrifici delle società giovanili e professionistiche. Quelle medaglie e quei titoli andrebbero attribuiti a loro che reperendo fondi e coinvolgendo volontari mandano avanti il movimento. Dovrebbe chinare il capo e cospargerlo di cenere come si diceva prima di prendere una posizione del genere nei confronti di un dirigente. Si vergogni lei e tutti quelli che lo hanno votato. Esibizionista che non è altro.

Come volevasi dimostrare
4 febbraio 2026 14:29 Cyclo289
Al di là che le medaglie si pesano, non si contano (non venite a dirmi che una medaglia nel team relay vale quanto una degli élite uomini), la Federazione scarica le "colpe" su altri.
C'era da immagnarselo.

Eppure mi pare d ricordare che, durante le gare di domenica, il cronista della Rai (Andrej Marusic) abbia riferito di aver parlato sabato con Pontoni e che il ct gli abbia riferito di aver seguito per le convocazioni delle precise linee guida provenienti dalla FCI.
Ora Dagnoni dichiara l'esatto contrario.

Non ho idea quale sia la verità, ma evidentemente qualcuno non la racconta giusta.

Interessante e da appronfondire il tema delle società che manderebbero gli atleti in Nazionale con materiali fuori dai regolamenti.
Chi sa, parli!

Soldi
4 febbraio 2026 14:35 vandeboer
Una camera a due letti per due atleti per 4 giorni, due biglietti a/r, non creano un passivo; rimangono a casa il Presidente e dirigenti. prima gli atleti e il tecnico.

Cosa bisogna dire
4 febbraio 2026 14:45 Craven
In una nazionale, di qualsiasi sport, è normale fare scelte tecniche e contestarle da gente di settore ha dell'incredibile, solo in Italia ci si riesce.

chi dice la verità
4 febbraio 2026 14:49 lucien
x una mia curiosità c'erano 12 atleti e il resto dello staff azzurro di quante persone era composto

Confronti
4 febbraio 2026 14:58 Stef83
Quindi sta contando le medaglie da quando c'è lui?
Allora è sua la colpa se nei prof. non si vince più???chiedo....ma mi faccia il piacere caro presidente...

considerazione
4 febbraio 2026 15:03 PIZZACICLISTA
Mai sono stato d'accordo con il presidente Dagnoni ma che abbia ricordato a Guerciotti la bici non omologata della Pellizzotti agli EUROPEI è stata una storia di cui Guerciotti se ne deve vergognare e sopratutto tacere

Craven
4 febbraio 2026 15:09 Cyclo289
Se i ct della strada (invece dei 7/8 atleti che ci spettano di solito) decidessero di portarsi al Mondiale élite 3 uomini e 3 donne, secondo lei i soggetti interessati (atleti, società di appartenenza e procuratori) non protesterebbero? Oppure si farebbero sentire in qualche modo?

bravo, meglio ancora, vi fate guerra tra di voi... vergognosi!
4 febbraio 2026 15:11 ilbaffo
Oggi Gariboldi 5° in Belgio, tutto il mondo del ciclismo ciclocrossisto si chiede come mai non fosse al Mondiale domenica. Vergogna, prendetevi le vostre responsabilità!

Presidente
4 febbraio 2026 15:23 Fuga da lontano
Ma sono questi i toni che un presidente federale deve avere?

I toni contano quanto i contenuti, soprattutto se parli da presidente federale.
Quando la risposta ha questo linguaggio, il messaggio che passa non è autorevolezza ma rabbia.
A me sembra più una risposta da regolamento di conti che riconciliante.
Sarebbero bastate le prime sette righe.

Il resto è intriso di rancore e di poco rispetto istituzionale anche perchè delle 20 medaglie citate almeno una decina, a naso, sono state vinte su biciclette Guerciotti e da atleti/atlete sostenuti dal team Guerciotti.

@pizzaciclista
4 febbraio 2026 15:25 Fuga da lontano
Scusami, sto ancora aspettando una risposta riguardo ad una affermazione che hai fatto su Grigolini.

Sei solo capace di "buttare" fango e illazioni sugli altri?


Cyclo289 ricordi bene
4 febbraio 2026 15:38 The End_Orfina
Il ct Daniele Pontoni ha detto che le scelte degli atleti per il mondiale sono state una scelta della federazione. Resta da capire perchè non sono stati portati tutti i corridori che il regolamento prevede per ogni nazionale.

Fuga da lontano
4 febbraio 2026 15:42 Stef83
Hai pienamente ragione,e soprattutto,Guerciotti nel suo intervento ha parlato di collaborare....cosa che sembra che il sig.presidente con questi toni usati,non voglia proprio....

Cyclo
4 febbraio 2026 15:53 Craven
Ti direi che su strada ci son state negli anni d'oro scelte tecniche ben più pesanti e si correva in 12! Perché contava più un gregario di una mezza punta in più. E il peso del numero di componenti su strada è tutt'altra cosa rispetto al ciclocross, non puoi paragonarli.

La Nazionale NON si "compra". Guerciotti "accusa" ma Dagnoni (Presidente con la P maiuscola) ristabilisce i ruoli!
4 febbraio 2026 16:40 pietrogiuliani
Ho letto molto attentamente il "j'accuse" di Guerciotti ed il comunicato in replica del Presidente Cordiano Dagnoni. E soprattutto, leggendo i commenti che ne sono seguiti, a parte quello di "Libertas" sull'articolo di Guerciotti (che condivido in pieno), emerge con chiarezza un problema tipicamente italiano: la totale confusione tra ruoli, competenze e responsabilità.
Partiamo da un dato oggettivo, che nessuno nei commenti riesce seriamente a confutare: le scelte per i Mondiali di ciclocross non sono state economiche, ma tecniche. Lo ha dichiarato Dagnoni, lo ha fatto assumendosene la responsabilità istituzionale, e lo ha fatto citando anche numeri che parlano da soli: 20 medaglie internazionali dal 2021 ad oggi, contro le 13 nei vent’anni precedenti.
Questo non è marketing, è storia recente.
Tutto il resto è "confusione", fatta da chi confonde la Nazionale con una “rappresentanza commerciale” dei team, come se la maglia azzurra fosse una specie di diritto automatico legato agli investimenti privati.
Ma la Nazionale non è una vetrina per sponsor, non è un premio fedeltà, non è un rimborso spese. È una scelta tecnica, che può piacere o non piacere, ma che per definizione non deve essere democratica, popolare o negoziabile. Chi scrive “senza i team non esistereste” dimostra di non capire come funziona lo sport ad alto livello. È ovvio che i team siano fondamentali, ma è altrettanto ovvio che la funzione della Federazione non è servire i team, bensì governare il sistema. Altrimenti si capovolge la piramide: non sarebbe più una Federazione, ma un consorzio di interessi privati.Il punto più grave, però, è un altro: molti commenti partono da un presupposto sbagliato, cioè che più convocati = più crescita. È falso.
La crescita non è matematica, è progettuale. A volte portare meno atleti, ma quelli ritenuti davvero pronti, è una scelta più seria, più coerente e più rispettosa dello sport, che non riempire una lista solo per accontentare società, manager o sponsor. E qui si arriva al cuore della questione: Guerciotti parla da imprenditore, Dagnoni parla da presidente federale. Sono due ruoli legittimi, ma non sovrapponibili. Il primo difende investimenti, visibilità, ritorni economici.
Il secondo deve difendere una strategia sportiva nazionale, anche quando è scomoda, impopolare o non allineata con gli interessi dei singoli team.
Il tema dei “4.000 euro” poi è francamente imbarazzante.
Pensare che una Federazione possa impostare una spedizione mondiale sulla base di una cifra simile è offensivo per l’intelligenza di chi legge.
E insinuare che dovrebbero essere i team a “metterci i soldi” per decidere le convocazioni significa, di fatto, ammettere che si vorrebbe comprare l’accesso alla Nazionale. Una deriva pericolosissima.
Infine, sui toni di Dagnoni: chi parla di “rabbia” o “regolamento di conti” probabilmente confonde la fermezza con l’aggressività. Un presidente federale non deve essere accomodante, deve essere autorevole.
E l’autorevolezza, ogni tanto, passa anche dal ricordare pubblicamente che: le scelte tecniche non si fanno sui social; i problemi si discutono nelle sedi opportune; la Nazionale non si gestisce a colpi di interviste.In sintesi, si può non essere d’accordo con la FCI, è legittimo.
Ma pretendere di dettarle la linea in base agli interessi dei singoli team non è critica costruttiva, è pressione politica travestita da passione sportiva. E questo, per uno sport che vuole crescere davvero, è molto più pericoloso di qualsiasi mancata convocazione.

La pezza...
4 febbraio 2026 16:53 comodi70
è peggiore del buco. Sicuramente non è chiaro se è stata una scelta del CT o come dice Pontoni della Fci

@pietrogiluiani
4 febbraio 2026 17:40 Fuga da lontano
Confermo l’uso dei termini “rabbia” e “regolamento di conti”: a mio avviso il comunicato appare divisivo, laddove sarebbero state più che sufficienti le prime righe:

“Si precisa che la scelta effettuata non nasce da alcuna volontà di contenimento dei costi, ma è stata un’esclusiva scelta di carattere tecnico presa dal CT.
Scelta che la Federazione ha condiviso pienamente e di cui sottolinea i risultati ottenuti nei campionati europei e mondiali nel quinquennio 2021–2026.”

Questo è un esempio di autorevolezza, ben diversa dall’autorità e dalla malignità che traspaiono dal resto del testo. I riferimenti al materiale del team Guerciotti o a presunti mancati rispetto dei percorsi di preparazione non appartengono a una comunicazione istituzionale e mirano a delegittimare l’interlocutore, indipendentemente dal merito delle sue posizioni.

Non ho mai fatto riferimento ai costi delle trasferte, che considero un argomento stucchevole, perché sposta il confronto dal piano sportivo a quello meramente economico.

Come già scritto altrove, a dimostrazione della mia onestà intellettuale i team Guerciotti e Ale-Colnago hanno avuto atleti convocati (e direi giustamente, considerando che due potenziali podi, Rosola e Pelizzotti, sono del team Guerciotti). Non ravvedo quindi atteggiamenti pregiudizievoli, salvo l’esistenza di dinamiche sotterranee tra nazionale e team, nelle quali l’egocentrismo di alcuni rischia di prevalere sull’armonia collettiva.

Ribadisco infine che, delle 20 medaglie citate nel comunicato, almeno una decina, a naso, sono state conquistate su biciclette Guerciotti e da atleti e atlete sostenuti dal team Guerciotti.


sempre peggio
4 febbraio 2026 17:52 vecchiobrocco
come da mio commento sull'articolo su Guerciotti: Dagnoni passa solo alla raccolta... Caro Dagnoni: i mondiali sono una delle poche gare di cross trasmesse sulla RAI Sport . E' un'occasione di promozione unica per lo sport e non avere italiani in gara è alla fine un boomerang per la FCI. E poi il paragrafo sulla bici agli europei, sa proprio di bassa ripicca

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