GRAVEL, MTB E SCIALPINISMO: NEL 2026 TANTE NUOVE SFIDE PER WOODS

NEWS | 04/02/2026 | 08:22
di Federico Guido


Come lui stesso ha raccontato sul suo blog, Michael Woods si aspettava di finire la propria carriera in modo diverso rispetto a come poi, effettivamente, sono andate le cose. Il canadese ex Israel-Premier Tech, l’anno scorso all’ultimo atto della sua decennale carriera da ciclista su strada, immaginava di poter appendere la bici al chiodo al termine del Grand Prix Cycliste de Montréal, davanti ad amici e famigliari, dopo aver provato a sfidare su strade a lui care l’iridato in carica Tadej Pogacar, uno scenario questo molto diverso e decisamente più soddisfacente di quello che poi, alla fine, si è andato a materializzare.


Al posto, infatti, di un arrivo in parata, abbracci, saluti e una rigenerante “birra in Rue St. Catherine” davanti agli occhi di Woods hanno preso forma un letto d’ospedale, discorsi operatori e un dolore, provocato da un’ernia inguinale ormai non più ignorabile, che di lì a qualche giorno lo avrebbe costretto ad andare sotto i ferri mettendo inesorabilmente fine ai suoi sogni di ritiro in pompa magna.

Questa triste conclusione, nelle fasi successive all’intervento chirurgico a cui si è sottoposto, ha finito per lasciare il bronzo iridato ai Mondiali su strada del 2018 con parecchia amarezza e insoddisfazione in corpo, uno stato d’animo che, in breve, l’ha portato a considerare nuovi scenari assecondando la sua ancora viva voglia d’agonismo.

La vita è fatta per essere vissuta, non per passare le giornate a rimuginare su ciò che avrebbe potuto essere. Sono fermamente convinto che una delle cose più belle che si possano fare sia sfidare sé stessi uscendo dalla propria comfort zone: quindici anni fa l'ho fatto con il ciclismo e le stagioni che sono seguite si sono rivelate tra le più emozionanti e soddisfacenti della mia vita” ha scritto Woods sul suo blog spiegando cosa l’abbia spinto, una volta ristabilitosi dopo l’operazione, ad accogliere nuove sfide.

Ora, a 39 anni, fisicamente sento di avere ancora qualche anno davanti a me. Avevo un contratto per la prossima stagione, ma correndo un altro anno nel World Tour avrei tradito questo mantra perché ciò che voglio è sfidare nuovamente me stesso, ponendomi al di fuori dalla mia zona di comfort e provando a competere con alcuni dei migliori atleti endurance in altre discipline” ha spiegato il trentanovenne di Toronto prima di introdurre i dettagli del progetto, chiamato Way to Race, a cui ha scelto di dedicarsi in questo 2026.

In collaborazione con Ventum Bikes e alcuni meravigliosi sponsor, nel corso del 2026 mi cimenterò in una serie di sport di resistenza: triathlon, gravel, MTB marathon e scialpinismo. L’intento è vedere, dopo 15 anni passati a costruire una base aerobica in un solo sport, come mi posiziono rispetto ai migliori atleti endurance di varie discipline. Pierra Menta, Ironman, Leadville, Unbound e molte altre competizioni saranno presenti nel mio calendario”.

Chiuso dunque un capitolo, quello relativo al ciclismo su strada (specialità a cui si è avvicinato molto tardi dopo essersi distinto nel mezzofondo), per Woods se ne è aperto uno nuovo, ricco tanto di stimoli e prove esigenti quanto di interrogativi.

Il mio corpo reggerà alla prova di un Ironman? Come si comporterà un professionista del World Tour nel mondo dei social e degli influencer “indipendenti”? In cosa consistono le difficoltà dello skimo, che si appresta a debuttare ai Giochi Olimpici? Il Tour de France è davvero l'evento endurance più complicato al mondo? Queste sono solo alcune delle domande a cui spero di trovar risposta nel corso del 2026” ha chiosato il vincitore sul Puy de Dome al Tour de France 2023 invitando gli appassionati e i suoi tifosi a seguire gli aggiornamenti, le scoperte e le riflessioni che egli, di volta in volta, fornirà attraverso le sue piattaforme nel corso dei prossimi mesi.


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