DRALI-REPSOL. PAZZA IDEA KRISTOFF: «MAGARI IN ESTATE POTREI CORRERE UNA GARA ANCORA»

INTERVISTA | 28/01/2026 | 17:00
di Giulia De Maio

Ieri alla presentazione del Team Drali Repsol abbiamo avuto l'occasione di fare quattro chiacchiere con Alexander Kristoff, fresco “pensionato” nella proprietà della formazione Continental norvegese. Il campione europeo di Herning 2017, vincitore di una Milano-Sanremo e di un Giro delle Fiandre, in visita da FSA-Vision ci ha svelato una pazza idea che potrebbe concretizzarsi quest'estate. Il suo sogno era chiudere con 100 vittorie all'attivo, ma la caduta al Tour de Langkawi ha fatto sì che dovesse fermarsi a quota 98.


Il pensiero di riattaccare il numero alla schiena c'è?


«Dalla Malesia sono uscito in bici solo due volte quindi ora non potrei in alcun modo essere competitivo ma se nei prossimi mesi la squadra vivesse proprio un'emergenza e avesse bisogno di un corridore da schierare... (sorride, ndr). Mi è dispiaciuto lasciare il professionismo con una caduta e se il Tour of Norway (della stessa proprietà del team Drali-Repsol, ndr) fosse ancora in calendario avrei la motivazione per tornare ad allenarmi e andare a caccia di due tappe. Ad agosto c'è l'Arctic Race of Norway, vedremo come andrà l'estate...».

Come hai trascorso il primo inverno da ex?

«In modo non troppo diverso dai precedenti. Mi sono goduto la famiglia e ho approfittato del tempo libero per svolgere alcuni lavori di ristrutturazione che avevo rimandato nelle stagioni agonistiche. Ora cercherò di prendermela più con calma finché non arriverà la primavera e... il giardino avrà bisogno di un po' di cure».

Ti mancano le gare?

«Per ora no, ma la stagione è appena iniziata... Non ho usato la bici, anche perchè in Norvegia fa molto freddo in questo periodo, ma ho frequentato tanto la palestra con il mio figlio maggiore, che ha 14 anni e gioca a calcio. Io amo allenarmi ed è qualcosa che continuerò a fare. Ai miei due bimbi più piccoli sto insegnando a nuotare quindi una volta a settimana sto andando in piscina con loro. È bello poter trascorrere la quotidianità con loro, che pedalano ma solo per andare a scuola e a praticare altri sport».

Cosa ti ha insegnato il ciclismo?

«Che il lavoro paga. È uno sport molto riconoscente. Quando ti alleni e fai tutto per bene, alla fine i risultati arrivano. Per la prima volta quest'anno mi godrò le classiche di primavera in tv e poi, visto che le temperature aumenteranno, mi verrà voglia di tornare a pedalare con gli ex colleghi che abitano dalle mie parti e restano dei grandi amici».

Nell'era dei fenomeni per i giovani è più difficile emergere?

«Sì, per questo è importante un team come il nostro. I ragazzi hanno bisogno di tempo e un calendario adeguato per crescere gradualmente. Hanno entusiasmo ma possono commettere anche errori stupidi, come allenarsi troppo. Nel meeting svolto con la squadra tre settimane fa ho suggerito loro di non prendere tutto troppo seriamente. Devono essere professionali, ma avere sempre bene in mente che ogni giorno è una nuova possibilità. Quanto è stato fatto ormai è passato. Bisogna imparare dagli sbagli per evitarli e farne semmai di diversi in futuro».

Cosa auguri a questi ragazzi che iniziano ora la loro carriera?

«Di non bruciarsi. Il livello è così alto che devi essere sempre al cento per cento. Rispetto a prima, per esempio, credo ora sia molto più difficile far convivere vita privata e lavoro. Io, nonostante i tanti impegni, sono riuscito a crearmi una bella famiglia e a godermela mentre oggi un corridore professionista se mette al mondo un figlio ha pochissimo tempo da dedicargli perché tra ritiri in altura e gare non è mai a casa».

Hai bei ricordi legati all'Italia?

«Certo. Il ciclismo mi ha permesso di conoscere tante persone, in tutto il mondo. È stato la mia vita e, in modo diverso, lo sarà sempre. Nel vostro Paese ho vinto poco, ma sono riuscito a conquistare la corsa più importante di tutte, la Classicissima. Il mio primo Monumento dei due che ho nel mio palmares».

Chi vincerà la prossima Milano-Sanremo?

«So chi la vuole molto: Tadej Pogacar. Magari ce la farà già quest'anno».

foto Matteo Cicerone/Drali


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COMMENTI
Minestre riscaldate
28 gennaio 2026 17:14 Cicorececconi
Speriamo non cada in uno dei ritorni mordi e fuggi senza senso

Cico
28 gennaio 2026 17:33 Eli2001
Molti di questi ritorni probabilmente hanno senso per chi ne è protagonista. Il resto conta zero.

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