ZEROSBATTI. CORSIE CICLABILI SI' O NO? ABBATTUTA ANCHE LA "CASA AVANZATA"

SOCIETA' | 09/09/2024 | 08:30
di Federico Balconi

In questi giorni di fine estate il nostro Ministro Salvini ha annunciato la prossima approvazione (entro fine settembre) del nuovo Codice della Strada, una promessa che è stata associata all’eliminazione delle corsie ciclabili.


In realtà la riforma, contenente l’eliminazione delle corsie ciclabili, del sorpasso cautelare del ciclista e della casa avanzata, è al vaglio del Parlamento fin dal febbraio 2024 e con l’approvazione del Senato si completerebbe semplicemente l’iter legislativo, quindi nessuna novità di agosto.


Sul sorpasso del ciclista vale un capitolo a parte, mentre le due misure (corsie ciclabili e casa avanzata) avevano lo scopo di proteggere i ciclisti dal traffico veicolare, garantendo loro precedenze e zone invalicabili dagli automobilisti

Introdotte con il Decreto legge n. 34/2020, con lo scopo di tutelare, un minimo, i ciclisti ed incentivare la mobilità sostenibile le cosiddette “CORSIE CICLABILI” potrebbero già scomparire dal nostro nuovo codice della strada.

La corsia ciclabile, ad oggi in vigore, è definita all’Art. 3. 12-bis del codice della strada: parte longitudinale della carreggiata, posta di norma a destra, delimitata mediante una striscia bianca, continua o discontinua, destinata alla circolazione sulle strade dei velocipedi nello stesso senso di marcia degli altri veicoli e contraddistinta dal simbolo del velocipede.

Certo non costituisce la massima sicurezza per i ciclisti, poiché le automobili possono impegnarla, seppur per brevi tratti, e secondo le dimensioni della carreggiata e se delimitata da strisce discontinue.

La nuova norma, come riformata nel nuovo codice, lascerebbe ancor più agio agli automobilisti, liberi di impegnarle e promiscuità (questo è il termine utilizzato nel nuovo articolo), così da perdere ogni scopo di protezione riguardo ai ciclisti, non più privilegiati e protetti ma semplicemente “agevolati”:.

A differenza della pista ciclabile, che attribuisce al ciclista l’uso esclusivo la corsia ciclabile ante riforma poteva essere occupata solo in determinati casi, quando vi siano fermate di trasporto pubblico o per consentire soste o fermate nei casi vi sia sosta laterale veicolare, ma comunque l’invasione delle auto era prevista solo per brevi tratti e per un tempo limitato e in ogni caso concedendo sempre e comunque la precedenza al ciclista.

La loro utilità, specialmente nelle città, era fuori discussione poiché costringeva gli automobilisti a prestare più rispetto e attenzione verso i ciclisti, specie se con linea continua ed era rafforzata dall’art. 145 del cds 4-ter “lungo le strade urbane i conducenti degli altri veicoli hanno l’obbligo di dare la precedenza ai velocipedi che circolano sulle corsie ciclabili”, ciò che garantiva al ciclista, in caso di incidente, la ragione esclusiva.

Con il nuovo codice della strada, al momento al vaglio del Senato, con i suoi 770 emendamenti, tornerebbe una strada da condividere in modo promiscuo con tutti gli altri veicoli.

Le strade torneranno quindi ad essere occupate senza limite e per tutta la loro larghezza dalle automobili, con i ciclisti relegati al margine destro senza alcun segnale di tutela.

Non è chiaro, perché assessori e Sindaci si stanno confrontando sul punto, se verranno o meno cancellate anche materialmente dall’asfalto, ed in tal caso ipotizziamo uno spreco di denaro (per farle e poi disfarle).

Le motivazioni addotte, ben poco convincenti e smentite dai fatti, imputavano alle strisce delimitanti le corsie ciclabili motivo di confusione e restringimenti delle carreggiate, con aumento di incidenti, ciò che stride con il solo buon senso e dati alla mano.

Gli incidenti sono infatti da imputarsi a ben altre ragioni, prima fra tutte la velocità, associata a manovre scellerate degli automobilisti, dall’aumento di automobili e del traffico e dalla crescente conflittualità sulle strade, con assenza di controlli.

In questo contesto verrebbero quindi eliminate 80 km di corsie solo a Milano, restituendo spazi duramente conquistati dai ciclisti agli automobilisti, che potranno proseguire a regnare sulle strade, percependo e rispettando il ciclista sempre meno, considerandolo sempre più un intralcio non legittimato a stare sulla strada.

Invariato invece l’Art. 182. 9 cChe obbliga i ciclisti a transitare sulle piste ciclabili quando esistono.

Abrogata anche la “casa avanzata”, anch’essa introdotta nel 2020, a dire il vero ben poco realizzata o conosciuta.

Si tratterebbe di una zona da realizzare nelle intersezioni semaforiche, lungo le strade con velocità consentita inferiore a 50 km/h e posta ad una distanza di tre metri dalla linea di arresto prevista per gli altri veicoli.

Avrebbe dovuto prevedere una posizione che permetta l’arresto e la ripartenza in sicurezza, rimanendo pienamente visibili agli altri veicoli.

Le norme non sono ancora in vigore, perché il nuovo codice della strada è ancora in Parlamento, ma dalla proposta di modifica ha dato risultati allarmanti, e i dati ISTAT fanno emergere una situazione che stona con le annunciate finalità di incentivo all’utilizzo delle due ruote o altri mezzi alternativi.

In sintesi il codice non è ancora approvato ma la sola promessa ha già dato i primi esiti e sono preoccupanti per i ciclisti, ai quali verranno tolte distanze di sicurezza in fase di sorpasso, corsie ciclabili, case avanzate e zone 30 con strade che saranno in senso opposto alle finalità dichiarate.

Passi indietro, ma più grave disallineati con le direttive Europee e con direzione opposta a quella presa dagli altri paesi d’Europa proiettati alla mobilità sostenibile, alla difesa dell’uomo, della sua salute, della natura e dello sport.

Copyright © TBW
COMMENTI
Ma la colpa è solo degli automobilisti?
9 settembre 2024 10:01 TEO006
Sacrosanto. Ma io, ciclista delle domenica, quando guido lauto devo combattere con ciclisti che procedono zigzagando. Ciò significa che a termine di regolamento attuale, non potrei mai sorpassarlo. Quindi qualcosa non quadra. La soluzione non è quella intrapresa da questo governo, anzi da Salvini. Si tenga presente che nella amggior parte degli incidenti che coinvolgono i ciclisti risulta che gli automobilisti - tutti sotto i 45 anni - erano o sotto effetto dell'alcol o di sostanze psicoattive. Ma nemmeno quella di considerare i ciclisti i re della strada e le vittime designate. Un po' di educazione da parte di tutti ci farebbe fare un grosso passo avanti

TE0006
9 settembre 2024 13:39 siluro1946
Cosa c'entrano i ciclisti con le centinaia di morti ammazzati fra automobilisti? I ciclisti non ammazzano, possono al limite far perdere qualche secondo a chi viaggia di fretta.

italia
9 settembre 2024 23:11 lupin3
sempre all'avanguardia...

TEO006
9 settembre 2024 23:34 ivangms
Io di ciclisti che vanno a zig zag non ne ho mai visti: da quando chi esce per allenarsi e menare sui pedali perde tempo per andare a zig zag?

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Mattia Cattaneo è salito ieri sera sul palco degli Oscar tuttoBICI per ricevere un premio che è nato proprio in occasione della festa per i 30 anni di tuttoBICI, . Il bergamasco è stato premiato come miglior «uomo squadra» dell'anno,...


È ormai tradizione che nella Notte degli Oscar venga assegnato un riconoscimento speciale ad un esponente dei media che ama il ciclismo e che si spende attivamente per promuoverlo. Il premio è intitolato a Lucia e Pietro Rodella, i capostipiti...


Una prima volta da ricordare. Giulio Ciccone ha ricevuto ieri sera a Milano, nel corso della Notte degli Oscar, il premio come miglior professionista dalle mani di Mario Molteni, presidente della Fondazione Ambrogio Molteni. «La mia è stata una buona...


La regina delle regine: Elisa Longo Borghini ha conquistato il suo ottavo Oscar tuttoBICI in carriera - record assoluto - e l'incontro sul palco con Alessia Piccolo, amministratore delegato di Alé Cycling, è diventato una piacevole consuetudine. «Nella mia stagione...


Al termine degli impegni agonistici di quest’anno Alice Maria Arzuffi si è concessa una vacanza in Giappone assieme al compagno Luca Braidot. Un viaggio per recuperare energie dopo una annata in cui la 31enne atleta lombarda della Laboral Kutxa -...


E’ iniziato tutto nel 1971 per volontà del Gruppo Sportivo Medese allora presieduto da Bruno Dentoni. La Coppa Arredamenti Medesi, così chiamata in origine, fu inizialmente riservata alla categoria Allievi prima di passare definitivamente alla categoria dilettanti di prima e...


C'è la Cina per Lorenzo Cataldo! Il toscano di Prato, sette vittorie in questa stagione con la Gragnano Sporting Club di patron Palandri, ha raggiunto un accordo con la neonata Cicli Metec formazione Continental con sede nella città di Hangzhou...


È iniziato dalle montagne ossolane il percorso d’avvicinamento alla stagione 2026 della Giovani Giussanesi. Nei giorni scorsi gli undici Juniores della formazione brianzola assieme allo staff tecnico  sono stati impegnati nel primo raduno stagionale, in cui hanno posto le basi...


Una festa davvero speciale - anche perché è stata quella che ha celebrato i trent’anni di tuttoBICI - quella andata in scena a Milano per la consegna degli Oscar tuttoBICI, il premio che ogni anno viene assegnato al miglior atleta...


Tra due mesi, sabato 31 gennaio nella Sala del Teatro Il Momento nel centro storico di Empoli, il gruppo sportivo Maltinti Lampadari Banca Cambiano celebrerà i 50 anni dalla sua nascita. Il ricordo non potrà che tornare a Renzo Maltinti...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024