GATTI & MISFATTI. GIRO NÉ BELLO NÉ BRUTTO: UN TIPO

GIRO D'ITALIA | 30/05/2021 | 17:56
di Cristiano Gatti

E da domani, quando ci si incontra, tutti a porsi la stessa domanda: allora, cosa dici di questo Giro? E' una parte essenziale del gioco, decidere se il Giro è bello o brutto.


A chi la pone a me, questa domanda, io rispondo così. Bellissimo proprio no, certo neppure brutto: direi un tipo.


Di sicuro non può passare alla storia come un Giro unico e indimenticabile, perchè sostanzialmente si è salvato solo grazie a un mezzo miracolo: Bernal. Tutti sapevamo alla vigilia che il colombiano, di suo fuoriclasse, ma reduce da mesi e mesi di tribolazioni, andava considerato una vera incognita, una variabile del tutto imprevedibile. Come Evenepoel, l'altro purosangue del cast iniziale. La realtà dei fatti ha poi deciso così: Evenepoel ha confermato tutte le perplessità sul suo stato personale, Bernal invece è rifiorito proprio qui in Italia. E già che ci siamo, fermiamoci un attimo, su questo Bernal: sento in giro troppa diffidenza, troppi ma se però, su questo vincitore. Vorrei far notare che comunque ha dominato dall'inizio alla fine, tenendo anche nei giorni di flessione (inevitabili, per un tizio che veniva da un simile periodo), trovando comunque la voglia e la forza di regalare pure autentiche pagine di spettacolo, come a Campo Felice, come a Montalcino, come sullo Zoncolan, come a Cortina. I sedicenti rivali si sono inventati qualche giornata di recitata cattiveria, pretendendo anche il ruolo di seria alternativa, ma gratta gratta si sono sempre seppelliti da soli, saltando per aria a turno con cadenza frustrante, a parte Caruso che invece ha tenuto il suo standard dall'inizio alla fine. Via, mai e poi mai uno sfidante è arrivato davvero a mettere in pericolo il dominio di Bernal, di questo Bernal convalescente: non i Vlasov e i Bardet, gli Almeida e i Carthy, in fondo neppure lo spavaldo Yates, che senza arrivi scattosi e distanze brevi va sempre regolarmente in barca.

No, inutile arrampicarsi sui vetri: il vincitore è netto e indiscutibile, anche se non è ai livelli dei Pogacar e dei Roglic. Non ancora. Da questo punto di vista, guardando dall'alto, con visione complessiva sull'intera storia secolare, anche questo Giro si chiude con la sensazione che non si tratti di un Girone epocale, proprio no. Meglio dell'ultimo, questo sì. Ma non in termini assoluti: per dire, persino quello di Carapaz contro Roglic e Nibali aveva più spessore e più peso. Questo, in definitiva, ha comunque rivelato un'eccessiva differenza tra il vincitore (con la sua squadra) e il resto della comitiva (con le rispettive squadre). Un gigante tra i nani, questo abbiamo visto: anche se non era un gigante enorme, al confronto con gli altri era comunque un gigante. Non c'è un solo “se” che possa pendere sulla maglia rosa di Bernal. Lo dico libero dal germe del tifo: neppure “se” Caruso avesse contato sull'intera squadra sarebbe verosimilmente salito di un gradino (a parte che “se” l'avesse avuta intera non avremmo Caruso, perchè avrebbe comandato Landa).

E comunque: tutti quanti faremmo bene a ringraziare il Cielo che il Giro d'Italia sia vinto da Bernal. E' il nome più pregiato, la pepita con più carati, una pepita che non ha valore solo in serie B, ma ai vertici mondiali. Bernal prende lustro dal Giro (a 24 anni lo mette già vicino a un Tour, bilancio stratosferico), ma il Giro prende carati da Bernal. Se alla fine ci resta un quarto di nobiltà, lo dobbiamo proprio alla nobiltà di questo vincitore.

Poi ci sono le frattaglie della discussione, legate ai fronzoli e ai dettagli della faccenda. Di questo Giro non bellissimo come un Adone, ma neppure brutto come un rospo, direi un tipo, io mi tengo cara la prima settimana già capace di fare pulizia e chiarezza in classifica, chiamando subito allo scoperto i veri candidati alla rosa, mi tengo stretta l'idea di fare meno cronometro (40 chilometri per me l'ideale), mi tengo strettissime le strade bianche di Campo Felice e di Montalcino, mi tengo stretto ovviamente lo Zoncolan (sempre sperando che un giorno lo affianchino al Mortirolo nella stessa edizione: la scusa della neve non c'è).

Invece butto subito via schifato, per non doverli mai più nemmeno riguardare, i giorni alpini senza le vere Alpi, molte cancellate ancora prima del via per non essere troppo cattivi, le poche rimaste cancellate strada facendo per eccesso di codardia. Io sarò scontato, ma per me un Giro senza Colle dell'Agnello, senza Gavia, senza Stelvio, senza Pordoi, senza Fedaia e senza il resto della compagnia non si può proprio vedere. Tanto meno ricordare.

Mi dicono dalla regia che le vedremo sempre meno, certe scalate, perchè si andrà sempre più sull'agilità e sulla rapidità delle tappe nervosette da 160 chilometri. A me sta bene tutto. Però ricordo, prima che l'ultimo chiuda la porta, di aggiornare almeno lo slogan. “La corsa più dura del mondo nel Paese più bello del mondo” non sta più in piedi. E' una patacca. Bisogna pensarne un altro. Così, sui due piedi, io mi aspetto dai creativi una cosa del tipo: “La corsa più smart del mondo nel Paese più cool del mondo”. Al passo con i tempi. Così moderni, già così decadenti.

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COMMENTI
mancanze
30 maggio 2021 19:29 alerossi
a questo giro, per definirsi bello, mancano due cose: i Km a crono e le grandi salite. l'ideale a crono sarebbe 80-100Km divisi in 3 tappe (inizio, metà giro e non l'ultima ma la 20°, così i velocisti hanno l'interesse a soffrire sulle montagne), così che sulle grandi salite i veri scalatori siano costretti ad attaccare a 50-60Km dall'arrivo.

@alerossi
30 maggio 2021 21:09 max73
Solito commento per fare polemiche... vedo un po' di confusione nel distinguere i velocisti dai cronomen... cosa c'entrano i velocisti con la classifica di un grande giro o con il km a cronometro.... poi sai che divertimento con 100 km di cronometro (avremmo distacchi di parecchi minuti già a metà giro). Altro punto: sono mancate le montagne: forse Zoncola, Giau, Sega di Ala, alpe Susa, Alpe Motta e San Bernardino me li sono sognati.... e lo spettacolo della tappa delle strade bianche dove lo mettiamo. L'ho già scritto se non vi piace il Giro andate a vedere la F1 che vi divertite di più....

max73
30 maggio 2021 22:25 alerossi
non hai capito niente. facendo la crono la 20° tappa alla 21° c'è la volata, così più velocisti resistono fino alla fine. se gli scalatori puri prendono 5 minuti a crono, sono obbligati ad attaccare da lontanissimo alla terza settimana.

Giro 2021
30 maggio 2021 22:30 VincenzoGiroTour88
D'accordo con alerossi. Il parterre non era malvagio ,anzi. Ricordate che si sono fatti male Buchmann, Soler e soprattutto Landa che sembrava in splendida forma...

a mio avviso
30 maggio 2021 22:56 fransoli
giro parzialmente rovinato dai troppi ritiri di gente che in montaga avrebbe potutto dire la sua... la Baharein al completo avrebbe potuto davvere impenseriere Bernal.... il disegno nel complesso non era malvagio, se fossero state fatte tutte le salite previste, ma rimane l'onta del tapponoe mutilato. Alla fine Bernal ha vinto ma non stravinto, nonostante una concorrenza non eccezionale, soprattutto grazie ad una squadra fenomenale ed ha una prima settimane in cui sembrava volare

Percorso assurdo
30 maggio 2021 23:38 pickett
Il Giro deve dare spazio a tutti,non dev'essere il Trofeo dello Scalatore.I francesi si sono resi conto della stupidità della guerra alle cronometro,e hanno cominciato a ravvedersi.Ridateci due belle crono di 40/50 km,il giusto spazio ai velocisti,6 tappe di montagna sono + che sufficienti,se sono disegnate come si deve.

Qualche considerazione sparsa
31 maggio 2021 11:19 Alex85
alla conclusione di questo Giro 2021. Il parterre non sarà al livello di Tour de France ma, secondo me, gli unici nomi davvero grossi in ottica classifica generale che sono mancati sono i due sloveni, Thomas e forse Kruijswijk (e su questi ultimi due la carta d’identità comincia a presentare il conto, rispettivamente 1986 e 1987); Pinot non mi sembra più in grado di competere per il successo finale, esattamente come Bardet, Nibali, Froome e forse anche Quintana… Dumoulin spero che si possa ritrovare come atleta oltre che come uomo. Poi che Soler, Landa, Buchmann, Ciccone, Evenepoel etc. siano stati costretti al ritiro fa parte delle dinamiche di corsa, anche se con alcuni la sfortuna sembra accanirsi in modo particolare. In generale direi che il livello di questo Giro è stato nettamente superiore a quello dello scorso autunno… provocazione: secondo voi i vari Geoghegan Hart, Hindley e Kelderman riusciranno ad ottenere risultati paragonabili a quelli del 2020? Per alcuni lo vedremo tra poche settimane sulle strade di Francia…
Le discussioni su come debbano essere fatti i percorsi sono sempre un ginepraio: posso essere d’accordo con chi dice che le cronometro siano troppe o troppo poche, che le tappe di montagna debbano essere massacranti o esplosive, che i velocisti dovrebbero avere più traguardi e magari la tappa finale, ma a me personalmente la cronometro conclusiva piace perché rende meno scontata la corsa! Estremizzando, o l’UCI mette nero su bianco quanti metri di dislivello devono esserci, quanti km a cronometro, quante volate etc. (anche no, grazie!) oppure si lascia agli organizzatori di stendere il percorso che preferiscono, e allora diventa inevitabile che qualcuno storca il naso… Quando ero un bambino e nei primi anni ’90 seguivo il Giro e il Tour con mio nonno, questi mi diceva sempre “Ha voglia Chiappucci ad attaccare come un matto in montagna che tanto Indurain con tutti quei km a cronometro se lo mangia in un boccone”, e puntualmente andava così: anche dopo, i vari Ullrich, Armstrong, Contador, Evans, Wiggins, Froome, Thomas fino a Roglic e Pogacar hanno dimostrato di essere fortissimi a cronometro oltre che in montagna. Direi che gli unici scalatori “puri” che hanno vinto il Tour nell’ultimo trentennio siano stati Pantani, Sastre, Schleck e Nibali… invece al Giro gli scalatori hanno avuto vita “più facile”, complice un percorso più adatto alle loro caratteristiche e anche al fatto che molti degli atleti suddetti – Armstrong in primis – non hanno quasi mai corso il Giro. Poi dal 2010 anche al Tour hanno progressivamente tolto le cronometro fino all’unica tappa mezza cronoscalata dello scorso anno: e, a mio avviso, è stata un’esagerazione… salvo poi fare marcia indietro nell’edizione di quest’anno. Insomma, trovare l’alchimia giusta è molto difficile e accontentare tutti i palati lo è ancora di più: quello che, secondo me, è mancato in questo Giro 2021 sono state alcune vette “mitiche” vuoi per scelta dell’organizzazione, vuoi per situazioni contigenti (tappa di Cortina orrendamente mutilata); per il resto penso che se ne siano viste di tutti i gusti…

alex85: eccellente analisi
31 maggio 2021 13:39 Claudio ì67
Ottima analisi!

alex85
1 giugno 2021 07:21 kristi
concordo col tuo discorso , ma tanto i vari fenomeni (da tastiera ) del se e del ma , avranno sempre da dire e ridire su questo e quello , sul come e quando , sul chi e il perchè . vorrei dire cari alerossi , pickett e compagnia smanettante che il tifo contro è bello ed anche condivisibile ma non quando iventa monotono , stucchevole e con quellla sensazione che alcuni passino il tempo a trovare il pisello sotto i materassi (come la fiabesca principessa) . godetevi la vita , l impresa e certo le vittorie e soprattutto le sconfitte , i se ed i ma avvelenano l anima

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