Alla fine ha vinto “lui, l’intruso invisibile, il mostro della malattia” ma lei Cinzia Simonelli non ha mai smesso di lottare fino all’ultimo momento. Quando un po’ di tempo addietro le diedero la brutta notizia non perse un minuto iniziò a fare tutto quello che gli veniva richiesto per vincere la sfida.
Un giorno ci incontrammo a una gara a Pontedera, ci chiamò da una parte e ci disse tutto ricordandoci “ho questo male ma non smetterò di lottare e combatterlo fino alla fine”. Cinzia, lo ha fatto, ha superato anche il triste e doloroso momento della scomparsa di sua madre, è rimasta sola con il ciclismo, gli amici e il male che progrediva.
Che bella persona, ci lascia: la conoscemmo come addetta ai lavori nella Lega Ciclismo dell’Uisp, poi nella Federazione Ciclistica Italiana e nel Comitato Regionale Toscana dove ha ricoperto vari ruoli: era apprezzato giudice internazionale e componente del direttivo del Gp Larciano. Aveva il dono della semplicità, della modestia, che ha mantenuto fino all’ultimo, preziosa ed importante nei suoi compiti da svolgere, poi “l’intruso invisibile” l’ha costretta a mollare, ed oggi 5 giugno ha chiuso gli occhi per sempre.
Fa male scrivere di amici che non ci sono più. È doloroso ricordare un tempo che sembrava ieri e invece senza quasi accorgersene è già oggi e soprattutto non ha domani.