GHIGO: «LA RIFORMA DEVE DARE SPAZIO E OPPORTUNITA' A TUTTI»

POLITICA | 12/06/2019 | 07:42

Sulla questione della Riforma, interviene con una decisa presa di posizione Enzo Ghigo, presidente della Lega Ciclismo Professionistico. Ecco le sue parole:


Speriamo che il prossimo direttivo dell’UCI, previsto tra pochi giorni (tra il 18 e 20 giugno), possa tenere conto delle criticità espresse dalla base del nostro movimento. Siamo convinti che i vertici del ciclismo mondiale a cominciare da David Lappartient che oltre a essere il Presidente della Federazione Internazionale è stato anche il Presidente della Federazione Ciclistica Francese e Renato Di Rocco il Presidente della FCI, entrambi profondi conoscitori del ciclismo di base e dell’importanza di un movimento vivace, possano completare e integrare la riforma in un senso che la renda compatibile con il modello di sviluppo che, in oltre cent’anni di vita, ha dato i risultati straordinari.


La Riforma è stata votata dall’UCI lo scorso anno, ma ancora oggi non se ne conoscono i dettagli definitivi. Si sa che verranno probabilmente assegnate due nuove licenze World Tour. Si sa che si ridurrà lo spazio per le squadre Professional, pur aumentandone i costi. Si sa che non sono previste promozioni o retrocessioni. Si sa che anche sul versante organizzativo, con le Pro Series, si sono aumentati i costi e gli impegni, senza garantire nulla in termini di investimenti, sostegno, partecipazione, visibilità.

Diciamo no, come sta facendo il calcio, alla Superlega, al club esclusivo che si sta cercando di costruire, con pochi e ricchi soggetti privilegiati e il nulla sotto di essi. I vertici del calcio italiano hanno votato compatti contro questo modello, persino il Presidente francese Macron è intervenuto criticandone l’impostazione e le conseguenze per lo sport nazionale. Auguriamoci che anche nel ciclismo si sappia comprendere che lo sviluppo dell’alto livello non va fatto a scapito dell’attività nazionale o giovanile.

Diciamo sì a un modello in cui ci sia spazio per tutti, con i grandi eventi e i grandi club che fanno da ambasciatori mondiali del nostro sport, lasciando modo di operare alle attività di sviluppo, ai giovani, alle società e alle strutture organizzative meno opulente, ma piene di tradizione, professionalità e passione.

Con quali atleti si farà il World Tour del futuro se mettiamo in crisi squadre professional, continental e organizzatori?

I nostri consulenti stanno approntando un ricorso contro questa riforma, perché, se non ne cambieranno sostanzialmente i contenuti, saremo i primi danneggiati, anche economicamente. I valori sportivi, che prevedono il merito, devono prevalere su quelli economici.

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COMMENTI
E' una vergogna.
12 giugno 2019 15:19 Bastiano
Il silenzio di quello che è il presidente della FCI e vice presidente UCI, su questo argomento, vitale per il ciclismo italiano, è vergognoso. Più vergognoso di chi non difende il ciclismo italiano, sono quelli che lo hanno votato nella varie sedi regionali.

Governo
12 giugno 2019 16:11 ragno70
Nn ne faccio una questione di colore politico ma dovrebbe anche intervenire il governo oltre la nostra passione parliamo anche di posti di lavoro e di indotto

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