EF, DALLE LINGUE AL CICLISMO PER ESSERE I NUMERI UNO NEL MONDO

INCHIESTA | 13/05/2019 | 09:09
di Paolo Broggi

Una storia, a meno che non sia una favola, non ha mai un solo inizio. Perché na­sce da altre storie che si in­trecciano tra di loro. Per la nostra storia, di inizi ne pos­siamo trovare due: un ragazzo dislessico e un manager alle prese con la crisi.

Il primo, Bertil Hult, è un ragazzo svedese che agli inizi degli anni Sessanta visitò l’Inghilterra per la prima volta. Es­sendo dislessico, aveva sempre avu­to problemi a scuola, eppure durante quel viaggio rimase sorpreso da quanto facilmente riuscì ad imparare l’inglese sul posto. Si convinse che i metodi tradizionali di insegnamento, basati sullo studio in classe, non erano sempre i migliori e nel 1965 decise di creare una piccola società che chiamò Europeiska Ferieskolan (Scuo­la di vacanze europea - EF come acronimo) che unisse l’ap­prendimento delle lingue ai viaggi all’estero.

Il secondo, Jonathan Vaughters, è stato un ciclista professionista fino al 2003 e nel 2005 ha iniziato la sua carriera da manager creando l’anno successivo una società, la Slipstream Sports, che in breve è arrivata al top nel ciclismo, disputando nel 2008 il suo primo Giro d’Italia e il suo primo Tour de France. Nella corsa rosa vinse addirittura la tappa di esordio, la cronosquadre di Palermo, portando Christian Vande­vel­de in maglia rosa.

Le due storie si intrecciano sul far dell’estate del 2017. Vaughters è alle prese con una difficoltà pochi mesi prima inaspettata: la Cannondale, sponsor principale del suo team, ha annunciato l’intenzione di non sostenere più la squadra, scegliendo di limitarsi ad un comunque prezioso impegno come fornitore tecnico.

Sono giorni nei quali Vaughters non sa letteralmente a che santo votarsi e lancia un’iniziativa di crowfounding, una raccolta di fondi tra gli appassionati. Obiettivo fissato, due milioni di dollari: ne vengono raccolti 566.620 grazie all’impegno di 4.672 sostenitori. È cir­ca il 28% della cifra fissata ma è un successo clamoroso, perché porta ad una svolta inaspettata.

Già, perché l’iniziativa di Vaughters, che nel frattempo ha inviato una lettera ai suoi corridori lasciandoli liberi di cercarsi una nuova sistemazione e im­pegnandosi comunque ad onorare i contratti in essere per il 2018, non passa inosservata.

«Siamo rimasti colpiti da come il ciclismo sappia unire persone di diversa estrazione in modo pacifico, divertente e amichevole per ottenere straordinarie imprese atletiche. Questa filosofia si al­linea perfettamente con la missione di EF di allargare il mondo attraverso l’educazione e il nostro impegno a riunire culture diverse. Dopo aver saputo della campagna #SaveArgyle e aver assistito all’incredibile reazione da parte dei fan di tutto il mondo ci siamo decisi a questo passo».

Le parole di Edward Hult, figlio di Ber­til e CEO North America di EF Education First, cambiano la storia. Il colosso svedese entra nel ciclismo, mondo che non conosceva, come sponsor della Slipstream, Vaughters salva la squadra e continua la sua avventura. Ma non è tutto qui: nel corso del 2018 EF Education First acquista la Slip­stream Sports, vale a dire la squadra di gestione del team, e ne assicura la continuità affidandola alla direzione di Vaughters e del suo staff di collaboratori ormai collaudato.
Quasi in punta di piedi, EF Education First, che è leader mondiale dell’istruzione internazionale, entra così nel mondo del ciclismo: oggi allinea 27 corridori di 12 nazionalità e questo è un dato di enorme importanza. Con una forte presenza globale in più di 100 Paesi e quasi 50.000 dipendenti, EF offre opportunità a persone di tutte le età e background di esplorare il mondo e di imparare una lingua. La filosofia che sostiene il progetto è semplice: viaggiare e visitare un Paese è una forma di educazione trasformativa, più si conoscono posti nuovi e più si cresce come individui.

E nessun altro sport come il ciclismo è in grado di arrivare a toccare ogni an­golo del mondo: con 240 giorni di gara in ogni continente, i corridori della EF Education First portano il messaggio del loro sponsor in tutti gli angoli del globo. E per implementare ulteriormente la diffusione del messaggio, i cor­ridori del team parteciperanno a eventi di ciclismo amatoriale in tutto il mondo. Combinando agonismo e pe­dalate amatoriali, il team EF Educa­tion First affronterà prove di resistenza, strade asfaltate e viottoli pietrosi, si inerpicherà sui sentieri delle Montagne Rocciose, sui muri del Belgio e alle al­tissime quote dei villaggi del Nepal. Il tutto con le telecamere pronte a do­cumentare tutto per offrire agli ap­pas­sionati di ciclismo una visione senza precedenti del team, della comunità e dello sport.

Ripensando ai giorni difficili del 2017, Jonathan Vaughters riflette: «Questa partnership non sarebbe stata possibile senza il supporto dei fan. Il nostro crowfounding ha mostrato un livello di coinvolgimento tale che ha indotto po­tenziali sponsor a fare un passo avanti. Non si è trattato di semplici numeri ma di qualcosa che è andato oltre perché gli appassionati hanno messo mano al loro portafoglio, assicurandoci un so­stegno concreto. Questo ha dimostrato al mondo che questa squadra è un’entità che le persone amano e sostengono. Non avremmo potuto avere EF Education First al nostro fianco se i fan non si fossero mobilitati come han­no fatto, e aggiungo che abbiamo utilizzato i fondi raccolti per un programma post carriera da offrire ai nostri corridori e per altre iniziative volte alla promozione del ciclismo».

È proprio la scelta operata dai vertici di EF Education First a far riflettere: il colosso mondiale, infatti, dal 1988 è partner dei Giochi Olimpici e Para­lim­pici, segue dirigenti e volontari, sviluppa contenuti digitali per studenti, fornisce programmi di formazione linguistica professionale per i Comitati Orga­niz­zatori della massima competizione planetaria. In altre parole, conoscono bene il mondo e lo sport, ma la loro scelta è caduta proprio sul ciclismo per la sua capacità di portare anno dopo an­no il messaggio dell’azienda in tutto il mondo.

«Il ciclismo è un vero e proprio sport di squadra e di strategia - spiega Philip Hult, figlio di Bertil, nominato presidente del Gruppo quando il papà ha de­ciso di fare un passo indietro -. Tan­to nelle gare di un giorno quanto nei grandi giri di tre settimane, tutta la squadra lavora insieme per inseguire il miglior risultato possibile. Fino ad ora i nostri corridori ci hanno regalato grandi soddisfazioni e sono sicuro che molte altre ne seguiranno».

Dal punto di vista sportivo, l’inizio di stagione della formazione statunitense è stato davvero eccellente: sono arrivati sette successi con sei atleti diversi. A rompere il ghiaccio è stato il britannico David McLay all’Herald Sun Tour su­bito imitato dal canadese Michael Woods, poi il colombiano Daniel Mar­tinez ha vinto il titolo nazionale della crono e la settima tappa della Parigi-Nizza, Sep Vanmarcke ha messo la fir­ma sulla tappa inaugurale del Tour du Haut Var, è arrivata la vittoria nella cronosquadre del Tour Colombia (do­ve purtroppo Rigoberto Uran è ca­du­to procurandosi la frattura di una clavicola) e infine l’apoteosi del successo di Al­berto Bettiol nel Giro delle Fiandre.

Ma proprio come fa con i suoi corsi e la sua proposta formativa, la EF Edu­cation First propone un approccio al ciclismo e allo sport decisamente innovativo: sul sito internet della squadra - www.efprocycling.com - vengono proposti argomenti che hanno la capacità di allargare il mondo degli utenti. Non solo dati statistici su gare e corridori ma anche, per fare qualche esempio, un simpatico cartone animato che spiega il ciclismo e le sue dinamiche, oppure i con­sigli per mitigare gli effetti del jet lag o per preparare gli stessi tortini di riso che i corridori mangiano in corsa.

Ma è anche la filosofia all’interno della squadra ad essere diversa, come racconta il re del Fiandre Bettiol: «Alla EF la gestione della squadra è all’americana, nel senso che non ti impongono nul­la, ti lasciano libero di gestirti come vuoi e alla fine pesano solo i risultati, o meglio ancora il rendimento. A tavola, per esempio, se vuoi puoi trovare ketchup, maionese, burro d’arachidi e Nu­tella. Nessun divieto, tanti consigli e massima libertà. Personalmente sono cresciuto con questa mentalità, mi tro­vo benissimo e tornare in questa squadra, dopo l’esperienza alla BMC, è stato un po’ come tornare a casa».

La storia di Bertil Hult, il ragazzo di­slessico degli anni Sessanta, ha portato alla creazione di quella che è diventata la più grande organizzazione di for­ma­zione del mondo. L’acronimo che allora indicava Europeiska Ferie­sko­lan og­gi è stato modificato in Educa­tion First, ovvero “istruzione in primo pia­no”, con il logo disegnato negli anni No­­vanta da Paul Rand, designer di fa­ma mondiale.

La storia di Jonathan Vaughters è oggi quella di un manager di successo che gestisce una squadra che sta crescendo in maniera esponenziale in corsa e sta im­ponendo al tempo stesso una nuova filosofia di gestione, soprattutto dal punto di vista umano.
Insieme, Bertil, i suoi figli e Jonathan vogliono dare la scalata al mondo an­che in campo ciclistico. Senza proclami né sbandieramenti inutili, ma con umil­tà e dedizione. Come Education First comanda.

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