L'ORA DEL PASTO. CICLISTI A MILANO, UNA RACCOLTA E (FORSE) UNA MOSTRA

INIZIATIVE | 29/07/2018 | 07:15
di Marco Pastonesi

Manager e pensionati, mamme e studenti, musicisti e turisti, nonne e messaggeri, donne in gonne e uomini in maglie da corridori.
Pantaloni corti, lunghi, tecnici, jeans. Scarpe da ginnastica, da montagna, da sera, da città. Magliette, giacche a vento, soprabiti, piumini.


Bici da città, da passeggio, da gita, da corsa. Bici del Comune, bici fuori del comune. Bici sdoganate, bici scantinate. Bici con cestino, con parafanghi, con bambino.


E facce. Facce distratte, concentrate, urbane. Facce pensierose, preoccupate, cittadine. Facce infastidite, nervose, metropolitane. Facce perplesse, imbarazzate, city life. Facce impegnate e impiegate, affaccendate e affaticate. Facce milanesi.

Ventimila scatti di ciclisti a Milano. In bianco e nero e a colori, d’inverno e d’estate, ma anche di primavera e d’autunno, di fronte e di fianco, di sorpresa e non, al semaforo e sulle strisce, in Duomo e sul Naviglio, sul marciapiede e sulla pista ciclabile, a San Babila e in Galleria. Li ha fatti (li sta facendo) Giovanni Aloisi, che si fa chiamare Urcalagiovanna, da otto anni gira e ritrae, colleziona, accumula, somma, documenta. Il patrimonio, fotografico e ciclistico, ma anche – mille modi per considerarlo, valutarlo, interpretarlo - umano e sociale, è a disposizione di tutti su Flickr, alla voce “Tutta la città pedala” (il sottotitolo è già una presa di posizione: “ma Ferrara pedala molto di più…”). Si può guardare, studiare, sbirciare, perfino cercare di riconoscere qualche faccia conosciuta, magari addirittura la propria.

Considerazioni, così a occhio: i milanesi in bicicletta sorridono poco o niente e telefonano tanto e troppo, detestano il casco ma sfoggiano gli occhiali, sono connessi (whatsapp, radio, iPod, wifi?) e dunque dissociati, capaci di fumare sigarette e pipe ma anche di respirare attraverso maschere antigas, sembrano sospettosi e forse lo sono, sembrano infelici e forse lo sono, sembrano coraggiosi e certamente lo sono, sono – a loro modo: a pedali - rivoluzionari e chissà se lo sanno, se gli interessa, se li inorgoglisce.

PS Roberto Peja (Upcycle, Milano Bike Cycle…) spiega che “a noi piacerebbe realizzare una mostra della Milano che pedala e allora vi chiediamo di sfogliare l’album su Flickr e se vi riconoscete di mandarci un’email con il vostro nome e cognome all’indirizzo milano.pedala@gmail.com, specificando l'indirizzo della foto (basta fare copia-e-incolla dalla barra del browser, per esempio: https://www.flickr.com/photos/urca/sets/72157624261948379). Poi vi scriveremo noi per dirvi che cosa vorremmo fare con la vostra foto e chiedendovi tutte le opportune autorizzazioni”.

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