Pista: che entusiasmo per la nascita della Sei Giorni di Cremona

| 06/12/2007 | 00:00
Ha suscitato una vasta eco e grande interesse il dettagliato servizio che abbiamo pubblicato ieri sul progetto di portare a Cremona, in Fiera, lo spettacolo della Sei Giorni ciclistica internazionale. Progetto al quale Claudio Santi, apprezzato e valente organizzatore della Sei Giorni di Fiorenzuola oltre che direttore di quella di Torino, di Città del Messico e di prove di Coppa del Mondo della pista sia in Italia che all’estero, sta lavorando da tempo per avere un’alternativa invernale a quella piacentina. «Ho effettuato un sopralluogo nei padiglioni del quartiere fieristico di Cà de’ Somenzi per valutare le possibilità d’effettuazione - racconta Santi - e ho constatato che il posto è ideale per questo tipo di manifestazioni. Successivamente ho incontrato Patrick Sercu a Rotterdam, al quale ho illustrato il progetto che ha mostrato subito di apprezzare. Ho poi contattato il vice Presidente dell’Unione InternazionaleVelodromi, Frank Boelé, per concordare la data di effettuazione ed avere la disponibilità della pista che viene montata ad Amsterdam e Rotterdam e doveva portare anche a Maastricht, per la Sei Giorni del 17-22 dicembre che è saltata. Avuta la disponibilità della struttura lunedì, con Fulvio Feraboli che è il mio riferimento a Cremona, abbiamo accelerato la fase progettuale dandone notizia anche al vicecindaco Luigi Baldani». Si farà? «Quando partiamo è perché vogliamo andare fino in fondo. Con risultati positivi, s’intende. Inoltre andrà in porto in quanto anche in Fiera credono nel progetto. Già domani l’As Florentia inoltrerà la richiesta di organizzazione all’organismo internazionale». Non si pone in concorrenza con Fiorenzuola? «Assolutamente no - continua l’organizzatore piacentino - perché le due manifestazioni sono complementari per un’offerta di spettacolo ciclistico che si completa e che il movimento italiano merita. Fiorenzuola aprirà il calendario internazionale delle Sei Giorni, che va da marzo a marzo, con la proposta estiva. Cremona, essendo a calendario dall’8 al 16 febbraio dopo la manifestazione di Copenhagen, lo concluderà quale ultima delle manifestazioni invernali». Da chi è partita l’idea? «Da un colloquio che ho avuto con Marco Villa durante la Sei Giorni di Grenoble. Un atleta che ha vinto due campionati del mondo, una medaglia Olimpica ed è sul podio dei plurivincitori italiani delle Sei Giorni,merita di chiudere la carriera agonistica con una manifestazione internazionale, davanti al suo pubblico». Che tipo di Sei Giorni sarà? «Con corridori veri, come Risi, Marvulli, Llaneras e Marco Villa, appunto. Poi non dimentichiamo che a Cremona ci sono due talenti della velocità come Jacopo Guarnieri ed Edoardo Costanzi i quali sono anche ottimi pistard». L’impianto? «Sarà, come ho già detto, la pista in listelli di legno di Franck Boelé. E’ lunga complessivamente 200 metri, come la maggior parte dei velodromo invernali, ma si può adattare alle necessità di montaggio del posto». di Paolo Capelli da La Provincia di Cremona
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