| 03/10/2007 | 00:00 Vedendo vincere il suo corridore a Stoccarda si è emozionato e oggi, a mente fredda, il team manager della Quick Step, Patrick Lefevere, analizza il successo iridatoi di Paolo Bettini: «La seconda vittoria iridata lo ha reso un eroe: lottando con tenacia ha superato addirittura lo status di miglior corridore dell'ultimo decennio che aveva meritato finora. Il segreto di Paolo è basilare nella professione di corridore e lo differenzia nettamente da altri big: corre da vincente per tutta la stagione, senza interruzioni, da febbraio a ottobre. Domenica scorsa a Stoccarda l'ho visto determinato fin dalle prime pedalate: si è trovato a suo agio malgrado le assurde polemiche dei giorni precedenti, ha corso come se avesse gli occhi anche dietro la testa cancellando ogni difficoltà. In gara sembra un topolino nervoso ma ha sempre la situazione sotto controllo».
Lefevere ha sottolineato l'ulteriore crescita di carattere di Bettini: '«Ha imparato a ragionare da leader otto anni fa, dopo l'infortunio al ginocchio al Giro di Germania del suo capitano Michele Bartoli. Il successo alla Liegi-Bastogne-Liegi del 2000 è stata la prima conferma che sarebbe diventato il campione che voleva essere. Dopo il primo mondiale di Salisburgo, la vittoria al Giro di Lombardia dello scorso anno, a pochi giorni dalla scomparsa improvvisa del fratello Sauro, ha fatto di lui un vero eroe del ciclismo, piu' forte degli eventi dolorosi che la vita riserva''.
Nel futuro di Bettini Lefevere non esclude un grande risultato al Giro d'Italia: «Nel 2008 avrà 34 anni: se frenerà la sua ricerca continua di successi di tappa potra' chiudere nei primi cinque in classifica finale. È solo un problema di concentrazione: convincerlo a non puntare in aprile al Giro delle Fiandre, la grande classica che ancora gli manca, sarà tuttavia un'impresa ardua».
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