L'ORA DEL PASTO. LA STORIA DEL DOLFO

STORIA | 22/12/2017 | 07:08
Quando, al Trofeo Baracchi del 1949, Fiorenzo Magni gli allungò una pastiglia di bicarbonato di sodio, poi nei 78 km della cronocoppie rifilarono oltre due minuti ai secondi, Toni Bevilacqua e Guido De Santi.

Quando, alla Milano-Torino del 1950,
animò una fuga a tre e poi si impose nella volata al Motovelodromo, e il “Corriere della sera” nel titolo spiegò la sua imprevista vittoria con un “Dormono gli assi”.

Quando Vittorio Varale sulla “Stampa” scrisse che era “un novello Balilla”
, Orio Vergani sul “Corriere della sera” lo paragonò a “un romantico cavaliere medievale”, Mario Ferretti su “Sport Illustrato” raccontò come “in fuga da 40 km, pedalava guardando a destra e a sinistra: si capiva che cercava qualcuno. Improvvisamente ha bloccato i freni, è sceso di bicicletta, ha abbracciato una donnetta vestita di nero che era sulla strada forse da ore. Non più di 20 secondi di sosta, poi è ripartito!”, e Attilio Camoriano su “Sport Illustrato” commentò “bravo figliolo questo Grosso. Appena dopo l’arrivo è andato incontro a Minardi, l’ha abbracciato, l’ha baciato e poi gli ha detto: ‘Complimenti, la vittoria te la sei proprio meritata’”.

Adolfo Grosso era un corridore in fuga, un fuggitivo, un evaso dalla povertà e dall’anonimato. Trevigiano di Camalò, nove anni da professionista, una dozzina di vittorie, compresa una tappa del Giro d’Italia nel 1954. Poi la famiglia, il lavoro (la campagna, un bar, poi camionista di autocisterne, un altro bar, una pizzeria anche se lui avrebbe preferito un ristorante, ma i soldi non c’erano), fino alla morte, a 52 anni, mentre era in bici, travolto da un camion.

Ai partecipanti della “Borraccia d’oro 2017” è stato distribuito “Fuori dal gregge”, la biografia di Dolfo (gli amici lo chiamavano così) che Carlo Brovazzo ha scritto nel 2011 per Printing Group (152 pagine, 20 euro). E’ la sua storia, fra interviste a parenti e amici, ricerche su quotidiani e riviste, ritagli di giornali e foto d’archivio. Ogni corridore ha almeno una straordinaria storia da raccontare, ed è la sua. Perché ogni corsa è un’avventura, un romanzo, un’epopea. Anche questa.

Quando, al Giro dell’Appennino del 1952, Grosso andò in fuga e “ammirevole per l’audacia e la spregiudicatezza, doti tanto care alla folla. La fuga non è lunga, ma qualche ricco traguardo a premio consola il bravo veneto”, che è così soddisfatto che più avanti si ritirerà. Quando, al Giro di Catalogna del 1952, conquistò la crono perché “in quest’angolo di Spagna Adolfo si sente a suo agio. Qui parlano in un modo che assomiglia a quello di casa”. Quando, al Giro di Argentina del 1954, vinse in fuga da solo per distacco e la sera fu festeggiato “dalla cittadinanza con un pranzo e una festa con canti e danze. E io immagino quanto si sarà divertito Dolfo che, a detta di chi lo conosceva bene, era un bravissimo ballerino, e non perdeva occasione per cantare nel coro parrocchiale”. Quando, sempre in quel Giro di Argentina del 1954, gli italiani vinsero la cronosquadre, ma 24 ore dopo la giuria corresse l’ordine di arrivo facendo trionfare – strano, no? – proprio gli argentini.

“Fuori dal gregge”, nel suo stile rustico e spontaneo, sa di polenta e vino, di Topolino e Ardea, di cinematografi-teatri trasformati in sale da pugilato, di amori a prima vista che resistevano fino alla morte, di ciclismo in bianco e nero, di una passione che non pretendeva di avere tanti perché. Una passione che Dolfo ereditò dal padre, che “in una corsa aveva staccato tutti, ma all’arrivo, invece di tagliare il traguardo, si è fermato in surplace sulla linea bianca, e ha atteso l’arrivo del secondo per x minuti, e quando quello è stato vicino, con un colpo di reni ha completato l’opera”.

Marco Pastonesi
Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Colpo di scena al termine della prova donne elite dei Campionati Europei di Ciclocross. Marie Schreiber, prima sul traguardo al termine di una tiratissima volata a due con la campionessa del mondo Lucinda Brand, è stata infatti retrocessa...


Aubin Sparfel si prende la corona continentale del Ciclocross. Il portacolori della Decathlon CMA-CGM Team ha conquistato il titolo europeo della categoria Under 23 al termine di una gara intensa e combattuta fino agli ultimi metri. Il talento francese...


Il Ristorante “La Casa dei Gelsi” di Cusinati di Rosà, in provincia di Vicenza, sarà domenica 8 novembre il meraviglioso scenario della 50^ edizione del Ritrovo delle Glorie del Ciclismo Triveneto voluto dall’Associazione che raccoglie i corridori appartenenti alle regioni...


Con la vittoria della belga Lentel Huys hanno preso il via a Zeddam, nei Paesi Bassi, i Campionati Europei di Ciclocross che si concluderanno nella giornata di domani. Il primo titolo continentale assegnato, quello riservato alla categoria donne juniores, è...


Restano in Emilia Romagna i modenesi dell’Ale CX Team che domenica 8 novembre saranno in gara a Casalecchio di Reno nel Bolognese. L’appuntamento è con la settima edizione della gara nazionale Ciclocross d’Autunno, valida come terza e penultima prova del...


Lutto tra le fila del ciclismo marchigiano. È arrivata la triste notizia della scomparsa di Emanuele Senzacqua: tesserato come giudice di gara nel 2006, ha ricoperto l'incarico di ispettore nazionale antidoping, fino a guidare come presidente la commissione regionale giudici...


Tadej Pogacar è il campione più forte del mondo, un dato questo che nessuno può mettere in dubbio. Ma quali sono i suoi valori? Quante ore dorme la notte durante un grande giro? Quanti sono i suoi battiti a riposo?Tutto...


Si sono sfidati molte volte nel corso della stagione e lo faranno ancora questa domenica. Li abbiamo visti confrontarsi alla Strade Bianche, al Tour de France, al GP de Montréal, ai Mondiali e poi a Il Lombardia: Paul Seixas e...


Correre in Italia per diventare un campione del ciclismo. È quello che accadde a Soren Lilholt, ciclista danese di tante belle speranze lanciato, come molti suoi connazionali, da Ivano Fanini. Per Lilholt il trasferimento in Toscana segnò un cambiamento radicale:...


Gulp! Mentre va in scena il Tour du Faso, decana (37ª edizioni) delle corse ciclistiche africane, l’indiscrezione offerta dal solitamente ben informato sito africarising riguarda il calendario del 2027. Già, perché si annuncia una sorprendente, salutare avanzata in termini di...


TBRADIO

-

00:00
00:00
SONDAGGIO
OSCAR TUTTOBICI 2026. SCEGLIETE IL MIGLIOR TECNICO ITALIANO DELL'ANNO
Dodici candidati, tocca a voi assegnare il Gran Premio Fondazione Iseni y Nervi





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra