Gatti & Misfatti
Nibali&Aru, di qua o di là

di Cristiano Gatti

Sarà proprio una stagione succulenta e particolare: finalmente, si chiu­de qui la grande ipocrisia italiana. Parlando di ciclismo attivo e praticato - che noia questo in­verno di politica elettorale e re­golamentare -, la popolazione sarà finalmente chiamata (obbligata) a schierarsi. O di qui o di là. O uno o l’altro. O Nibali o Aru.

Sinora ci siamo crogiolati nell’idillio sentimentale. Ci siamo barcamenati nel viva tutti. Tifo bifronte. Loro due nella stessa squadra per anni, mai - o quasi - nelle stesse gare, facile la recita del matrimonio felice e della reciproca solidarietà. E noi tutti a vivere di rendita: per Ni­ba­li&Aru, come un uni­co marchio, come una cosa so­la. Come la formula chimica dell’acqua. Il ciclismo italiano sorretto e no­bilitato da questo binomio. Bello, rassicurante, con­fortevole. Ma contro natura. Perché non esiste proprio che un tifoso possa tifare di tifo vero per due miti contemporaneamente. Mai incontrato in vita mia un milanese che tenga per il Milan e per l’Inter, o un romano per La­zio e Roma, o un sabaudo per To­ro e Juve. Mai. Se qualcuno ne conosce, lo segnali subito alla forza pubblica. È sicuramente un tipo pericoloso. Per sé e per gli altri.

Se Dio vuole comunque è finita. Aru è il capitano dell’Astana, Nibali fa il capitano altrove. Final­men­te separati e avversari. Appun­ta­mento al Giro, salvo scaramucce e dispetti in qualche incrocio primaverile. A mag­gio, per noi è finita. Non c’è più spazio per il politicamente corretto alla Veltroni, tengo alla Juve ma anche alla Roma, tengo a Ni­ba­li ma anche ad Aru, tengo ad Aru ma anche a Nibali. Ma che roba è, ma che passione è: si può cambiare moglie, nella vi­ta, ma non ho mai visto nessuno cambiare squadra o campione. Io tengo all’Atalanta, da bambino e da adulto, sicuramente anche da salma, mai mi sognerei di tenere per qualcos’altro. Ci mancherebbe. E sarà bene che se lo metta in testa il tifoso di ciclismo: an­che il più moderato ed ecumenico, anche il più veltroniano dei buonisti, da maggio non riuscirà più a raccontarsela. Quando attaccherà Nibali, quando attaccherà Aru, bisognerà ascoltarsi dentro, emozioni e frequenza cardiaca, per capire finalmente chi davvero ha occupato il nostro cuore.

Era ora. Nel ciclismo, in particolare, sappiamo come funziona il gioco. Il fascino e il divertimento stanno tutti nel più radicato valore che la storia conservi: la Rivalità. Non starò qui a ripeterle tutte come un rosario. Mi limito a ricordare che tutte le epoche più felici del ciclismo sono quelle vissute sull’altalena della Rivalità. Anche quando c’era un campione evidentemente più forte di tutti, puntualmente aveva vicino uno sparring partner - il Mazzinghi di Benvenuti - che le prendeva, ma quante ne dava. E la gente pronta a schierarsi. A dividersi. Per questo o per quello, per il divo o per la spalla. Ma mai per tutti e due.

Sarà un piacere, sarà fi­nalmente un tempo di chiarezza e di spettacolo, poterci dividere di nuovo. Loro due hanno tutto per spaccare la nazione. Tanto per cominciare non si amano e non fanno nul­la per fingere di amarsi. Si stimano e si rispettano, ma come io stimo e ri­spetto l’urologo che controlla la prostata. Nibali sa che Aru può diventare pericoloso, Aru sa che Nibali lo è, ma non per questo si fanno da te­stimoni alle nozze. Entrambi non ve­dono l’ora di mettere sotto, alle spalle, staccatissimo, il ri­vale. Anche umanamente han­no tutto per dividere. Ni­bali è diretto e ruvido, Aru è diplomatico e felpato. Uno è l’esperienza, l’altro è la novità. Uno la certezza, l’altro la speranza. Uno è siculo e uno è sardo. Più tutto il resto, che ciascuno percepisce in base ai propri gusti e alle proprie aspettative.

Tocca a loro rastrellare il consenso. Da maggio, senza elezioni, l’Italia sportiva del ciclismo torna fi­nalmente ad essere un paese bipolare. Basta con la grande coalizione, con l’ammucchiata facile e confusa. Si torna agli schieramenti contrapposti. Ni­bali e Aru reciteranno la loro parte, in uno scontro di­retto che non possono più evitare, attenuare, mascherare. Ma la parte principale toccherà a noi, finalmente obbligati a uscire dal comodo torpore di un tifo tiepido ed effemminato. Dal viva tutti al viva uno solo, il mio. Che lo si vo­glia o no, fi­nalmente saranno tutti chiamati al passo più im­portante e più scomodo, che si presenta sempre ad ogni incrocio della vita: scegliere.
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
La giornata iridata di Heusden Zolder regala una clamorosa doppietta azzurra: Agata Campana e Matteo Ghirelli conquistano il titolo mondiale juniores, confermando la forza e la profondità del movimento italiano.Dopo l’argento nello Scratch, la trevigiana Agata Campana (BTF Burzoni VO2...


Il Team Guerrini Senaghese si veste con i colori dell’iride. Da Heusden Zolder, in Belgio, arriva la notizia più attesa: Matteo Maggioni è il nuovo campione del mondo della Corsa a Punti juniores su pista. Il lombardo firma una prova...


Mads Pedersen è pronto per la Vuelta di Spagna e non vede l’ora di potersi confrontare con Wout van Aert. Domani il ciclista danese sarà al via della Vuelta di Spagna, una delle competizioni più prestigiose nel calendario del ciclismo...


Jasper “the Master’ Philipsen ha dato una autentica lezione di sprint nella seconda tappa del Renewi Tour, la Blankenberge - Ardooie di 173, 9 km. Il belga della Alpecin Premier Tech ha letteralmente dominato la volata partendo come un proiettile in...


Podio tutto olandese nell'edizione 2026 del Lucien Van Impe. A firmare il successo è stata Charlotte Kool (Fenix-Premier Tech) che in volata ha battuto Lucinda Brand (Lidl - Trek) e  Babette van der Wolf (EF Education-Oatly). La nativa di Blaricum ottiene...


Festa belga sul traguardo della terza tappa del Tour du Limousin-Périgord-Nouvelle-Aquitaine, disputata sulla distanza di 181, 8 kn da Saint-Privat a Égletons: a firmare lo sprint vincente è stato Daan Depuydt della Baloise Verzekeringen-Het Poetsbureau Lions che ha preceduto il...


Lorena Wiebes si è imposta nella seconda tappa del Tour of Britain Women, la seconda vittoria in due giorni di gara in cui si è resa protagonista di uno sprint lunghissimo. L'atleta del Team Sd Worx è partita quando mancavano...


Dopo aver conquistato la prima vittoria della carriera al Tour de Pologne, Louis Barré (Team Visma | Lease a Bike) vince anche al Deutschland Tour anticipando Isaac del Toro (UAE Team Emirates - XRG) e Giulio Ciccone (Lidl - Trek) al...


Jonathan Milan, vincitore ieri della prima tappa del Renewi Tour, è rimasto coinvolto in una maxi caduta di gruppo quando mancavano una 67 chilometri alla conclusione della frazione odierna della corsa belga. Molto staccato dal gruppo principale, il campione italiano...


La Caen la Mer Ouistreham Riva‑Bella – Argentan di 151 km apre il Tour de l’Avenir con una prima frazione vivace, tattica e già selettiva. La maglia gialla finisce sulle spalle del belga Niels Driesen (Lotto Groupe Wanty), impeccabile nello...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra