Gatti & Misfatti
Fabio Aru che...

di Cristiano Gatti

Forse ci siamo lasciati un po’ andare. Forse ab­biamo un po’ esagerato. Forse abbiamo un po’ ingigantito il nuovo che avanza. Ma abbiamo valide attenuanti: prima del Giro, avevamo le lamette ai polsi. Nel Giro di tre settimane, ci siamo ritrovati fra le mani un futuro, un domani. Quello che avevamo perso, soprattutto: la speranza. È solo per questo, probabilmente, che ci siamo così aggrappati a Fabio Aru.

Fabio Aru che a 24 an­ni, al suo primo Giro da leader, non ha pau­ra di caricarsi sulle spalle la responsabilità del ruolo e va sereno incontro alla prova. Affronta tre settimane di stress e di test senza mai scomporsi, sen­za mai perdere la testa, senza mai sbandare. Neppure nei momenti di difficoltà, soprattutto nei momenti di difficoltà. Questo, più ancora del podio, diventa il segno inequivocabile che è di taglia e di rango giusti. Forse, taglia e rango da campione.

Fabio Aru che resta pur sempre l’unico, in un Giro annacquato, grigio, intossicato, a staccare in salita tutta la concorrenza dell’alta classifica e a vincere per distacco, al modo dei campioni. Certo non lo è ancora, ma questi non sono numeri che riescano alla gente comune. Tanti corridori staccano gli al­tri e arrivano da soli: ma solo quando non interessano più a nessuno, perché nessuno ha paura della loro classifica.

Fabio Aru che si co­strui­sce sull’umiltà, ripetendosi fino alla noia il mantra dei saggi, “ho ancora tutto da imparare”. Io non so se questa cosa gliel’abbiano insegnata semplicemente i suoi genitori, o se l’abbia im­parata al liceo classico leggendo Socrate (il primo passo del­la conoscenza è sapere quanto non si sa). O se valgano l’una e l’altra scuola, i genitori e il classico. In ogni caso, non si intravede il pericolo che questo ragazzo si monti la testa, che perda il senso del reale, che sbarelli e vada a viole. Molto più facile che qualcuno, a un certo punto, gli debba dire: ragazzo, ti sei accorto di quanto sei grande?

Fabio Aru che con gli Ulissi e i Battaglin zittisce noi matusalemme e noi tromboni, monotoni nei nostri giudizi sferzanti sulla gioventù invertebrata, viziata, svalvolata. I nostri pregiduizi sulla gioventù tatuata franano miseramente davanti a questi nuovi modelli di Under 24, che vivono il loro tempo in serenità, senza eccessi alcolici ma anche senza furori bacchettoni, semplicemente cercando di godere la propria età migliore con la passione mi­gliore, che incredibilmente possiamo chiamare fatica. Do­po gli anni del culto per i “personaggi” a tutti i costi, sen­­za pudore e senza vergogna, sopra le righe e fuori di testa, torna di moda il personaggio eccezionale solo perché riesce ad essere normale. Non è poco, bentornata umanità.

Aru che sorride sempre, nella buona e nella cattiva sorte, e pazienza se non si lascia mai andare con qualche sana polemica o con qualche sapido giudizio. Ragazzo dell’isola di Sar­de­gna, fa il paio con l’altro ra­gazzo dell’isola Sicilia, sconvolgendo la storica geografia del ciclismo italiano: Aru e Nibali, l’oggi e il domani, ma­gari anche il dopodomani. Sperando che con questi italiani, il neo-cittì Cassani riesca prima o poi a rifare anche l’Italia.

Fabio Aru che deve an­cora migliorare, pri­ma di tutto a cronometro, perché ormai è assodato e ri­saputo: per vincere i grandi giri bisogna quanto meno di­fendersi nella famigerata specialità. È bene saperlo sempre, prima di farci confondere le idee dai grandi scatti in montagna. Serve tutto, per vincere tutto.

E infine, Fabio Aru che provvidenzialmente, inaspettatemente, mi­racolosamente, è arrivato in un giorno radioso a coprire con il suo talento e la sua fi­gura le miserie e le vergogne di un Giro sfortunato, andato avanti tra caciare e veleni, tra ag­guati e imboscate, tra furbate e gesti dell’ombrello. Sì, dev’essere per questo che for­se abbiamo esagerato, che forse ci siamo lasciati prendere la mano, che forse l’abbiamo persino sovraccaricato. Ma in quel clima, grigio e de­presso, è stato bello così.
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Alessandro Covi ha conquistato una bellissima vittoria al Giro del Veneto grazie a un coraggioso sprint lanciato da lontano sulle rampe che portano al Santuario di Monte Berico.Il ventottenne varesino attendeva da tutta la stagione il primo successo con i...


Appena cinque giorni dopo la partenza ritardata al Lombardia e la protesta portata avanti dai corridori per chiedere a UCI e organizzatori maggior sicurezza in corsa, il gruppo è tornato a fare i conti con la presenza di automobili...


Nell’intervista pubblicata questa mattina sulle pagine di tuttobiciweb dal collega Federico Guido, Juan David Sierra ha annunciato che nel 2027 cambierà squadra. La destinazione non è ancora nota ufficialmente ma, secondo le indiscrezioni che Ciro Scognamiglio della Gazzetta dello Sport...


Non è una novità, visto che Pippo è dall’anno scorso che ha introdotto nelle sue corse questo riconoscimento per i marchi delle biciclette, ma merita ugualmente un plauso. Mettere sullo stesso piano atleta e il suo mezzo di locomozione, la...


Alessandro Covi succede a Isaac del Toro nell’albo d’oro del Giro del Veneto. Il varesino della Jayco Alula festeggia la sua prima vittoria con il team australiano alla conclusione dei 167 chilometri che oggi hanno impegnato il gruppo da Verona a...


Si è conclusa sostanzialmente con una vittoria per distacco la volata che ha deciso l'esito della prima tappa dell'Eneco Tour 2026. A conquistarla, risultando assolutamente inavvicinabile sul rettilineo conclusivo della Ede-Ede di 120 chilometri, è stato Tim Merlier che con tre...


L'Italia vola in finale per l'oro con il quartetto dell'inseguimento maschile e nelle voci dei suoi protagonisti si colgono insieme la soddisfazione per il risultato raggiunto, la fatica per un finale di stagione impegnativo e il desiderio di affrontare la...


La Netcompany INEOS continua il suo progetto di rinovamento della squadra e annuncia per il 2027 l'arrivo del francese Clément Champoussin, vincitore di tappe nei Grandi Giri, cche ha firmato un contratto triennale. Il ventottenne transalpino porta in squadra una...


Comincia con il piede giusto l'avventura mondiale del quartetto maschile dell'inseguimento. Dopo aver fatto segnare il terzo tempo in qualificazione con 3.47.272, il trenino azzurro composto da Francesco Lamon, Jonathan Milan, Alessio Magagnotti e Filippo Ganna ha battuto nettamente la...


La regina è sempre lei, Lorena Wiebes, ma questa volta la fenomenale olandese ha dovuto faticare oltremodo ed è riuscita solo al fotofinish ad avere la meglio sull'irlandese Lara Gillespie e a conquistare il titolo mondiale dello scratch. Wiebes, favoritissima...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra