Editoriale

di Pier Augusto Stagi

ACCIDIA. Non se ne sono accorti, hanno fatto fatica a ritrovarla e si fa fatica a parlarne, difatti non se ne parla più. Silenzio prima, silenzio durante, silenzio ancora adesso. La morte della giovane Muriel Furrer, la 18enne juniores morta ai mondiali di Zurigo ha dell’incredibile, ma quello che colpisce è il totale silenzio da parte dei più importanti stakeholder, come dicono quelli bravi, compresa la presunta associazione mondiale dei corridori che dovrebbe occuparsi di queste disgrazie, ma se ne guarda bene dal farlo: guai a disturbare il manovratore.
Non una parola durante la rassegna iridata, che era cominciata con il lamento di alcuni corridori professionisti che avevano stigmatizzato alcuni tratti di discesa particolarmente pericolosi. La soluzione da parte degli organizzatori era stata semplicemente geniale: non modificare il percorso o metterlo in sicurezza, ma fare in modo che quei tratti non fossero ripresi e quindi visti in televisione. Nessuna parola o nota, invece, nei giorni successivi alla tragedia di questa povera ragazza, caduta in un tratto dritto e veloce e rimasta agonizzante per quasi un’ora nel bosco senza che nessuno vedesse nulla.
Non invito nessuno alla lotta, ma semplicemente a fare quello per cui questi pseudo rappresentanti dei corridori sono stati eletti: chiedere lumi e rispetto. Fare in modo che ciò che è accaduto non si ripeta mai più. Cercare in ogni caso la verità e le responsabilità, se ce ne sono. Qui, invece, noto solo un sinistro e sospetto silenzio. Temo che non si tratti di mancanza di volontà, ma ancor peggio, di accidia.

LA ZALF SMETTE… SILENZIO. L’annuncio è del 4 settembre scorso: dopo 43 anni - dicasi quarantatré - la Zalf Euromobil Desirée Fior dà il proprio addio alle corse. Quarantatré stagioni costellate da oltre 1.500 successi su strada, più di 140 ragazzi accompagnati al professionismo. Otto titoli mondiali, 3 titoli europei, 30 titoli tricolori, insomma per anni una vera eccellenza, un punto di riferimento per il ciclismo giovanile italiano e regionale. Un esempio per tutti, tanto è vero che per anni i migliori corridori nazionali e non solo, lì, alla corte di Luciano Rui volevano andare. Bastava dire Zalf e avevi detto tutto.
Ora un addio che era nell’aria, ma ugualmente ci rattrista: ci sta. Anche questa, però, è una storia fatta di silenzi: nemmeno un cenno di ringraziamento per quanto fatto dalla famiglia Lucchetta (Gaspare,
Antonio, Fiorenzo e Gian Carlo) e da Egidio Fior in questi 43 anni da parte della Federazione Ciclistica Italiana né tantomeno dal Comitato Regionale Veneto. Dopo quarantatré anni la Zalf Euromobil Desirée Fior smette e la politica non smette di stupirmi.

SILENZIO. In questo caso non regna il silenzio, ma il mugugno. Lo strapotere della Uae Emirates e del suo gioiello Tadej Pogacar crea tensioni in gruppo. La colpa? Vincono troppo: 82 vittorie, anche se non è il record, perché il Team HTC Columbia, nel 2009, arrivò a raccoglierne la bellezza di 85, staccando di ben 41 vittorie il Team Saxo Bank. La HTC Columbia dominò per altre due stagioni, prima di lasciare lo scettro a Patrick Lefevere, che in quanto a vittorie non ha scherzato assolutamente per almeno un decennio. Lo scorso anno è stata la stagione della Jumbo Visma, che ha fatto il triplete di Grandi Giri, come quest’anno è riuscito alla Slovenia, non alla Uae Emirates.

La Visma avrebbe avuto tutte le carte in regola per ripetersi anche quest’anno e contrastare il “dream team” emiratino se solo fosse stata più fortunata e meno bersagliata da rovinose e gravissime cadute che ne hanno condizionato fortemente la stagione. Eppure, nelle segrete stanze nemmeno così tanto segrete, si discute del fatto che la Uae vince troppo, così come Tadej, che quest’anno ha portato a casa 25 successi, come del resto Petacchi nel 2005 o sempre Ale-Jet 21 nel 2004 e 24 nel 2003. Qualcuno obietterà, facendomi notare che il peso delle vittorie del velocista spezzino rispetto a quelle ottenute dal numero uno del ciclismo mondiale è molto diverso. Vero, quelle di Tadej sono quasi tutte pesantissime, però da che mondo e mondo c’è chi domina e vince, e se negli anni scorsi tutto questo andava bene, per quale ragione adesso non dovrebbe valere più? A domanda segue silenzio.

Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Isaac Del Toro ha conquistato il suo primo successo al Tour de France, grazie anche a uno straordinario Tadej Pogacar, che lo ha lanciato verso la vittoria, regalando all’amico e a tutto il Messico, un momento veramente unico.  C'è un'immagine...


Con una volata stupenda che è il suo numero tecnico più apprezzato Lorenzo Magli del Team Hopplà si è imposto sull’inedito traguardo di Vitiano in provincia di Arezzo, sede di partenza ed arrivo del 64° Giro delle Valli Aretine a...


Isaac DEL TORO. 10. Si prende quello che Tadej gli dà. Se lo prende con pieno merito, perché è lì, perché fa quello che gli dice il capitano, perché arriveranno momenti in cui dovrà dare l’anima per Taddeo e un...


Autozai Contri conquista il 2° Trofeo Terra dei Forti - B.I.M. Adige con una splendida doppietta firmata da Marco Pierotto e Manuel Salmaso, protagonisti assoluti sulle strade di Rivoli Veronese al termine di una gara interpretata con personalità. Il percorso...


In grande forma come aveva dimostrato nel Giro della Valdera a tappe il brianzolo Filippo Colella del Team Neri Lucchini Energy ha regolato sul traguardo di via Soffici a Poggio a Caiano otto compagni di fuga rimasti con lui dopo...


Isaac Del Toro vince la sua prima tappa al Tour de France  gentile concessione del suo capitano Tadej Pogacar, che sul traguardo ha allargato per rendere omaggio al suo giovane delfino. E dietro di loro Jonas Vingregaard che ha faticato...


Ha scelto la corsa del Varesotto per conquistare il primo successo stagionale Paolo Favero, varesino di Solbiate Olona, in forza all’Unione Ciclistica Bustese Olonia. E’ sua l’edizione numero 29 del Gran Premio dell’Arno – Coppa d’Argento Comune di Solbiate Arno...


La rassegna tricolore giovanile di Laives (BZ) si chiude nel segno di Matteo Jacopo Gualtieri. Il lombardo, 16 anni, di Monza, portacolori della Salus Seregno De Rosa, conquista il sesto e ultimo titolo italiano in palio, completando una settimana semplicemente...


Davide De Cassan ha vinto la 40sima edizione del Giro del Medio Brenta internazionale UCi di classe 1.2. Il veronese della General Store Essegibi F.lli Curia, 24 anni, si è lasciato alle spalle il francese Dario Giuliano della Polti VisitMalta...


Dopo le classiche più prestigiose del panorama Under, i Mondiali di categoria, le tappe e la classifica generale del Giro d’Italia Next Gen, al Sibiu Tour Lorenzo Mark Finn ha aggiunto un altro importante scalpo al proprio rampante percorso...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra