Il mondo di Mathieu Van der Poel

di Francesca Monzone

Un sogno lungo un anno, un sogno iridato che porta dritto verso altri obiettivi e che soprattutto guarda già ad un altro sogno a cinque cerchi che si chiama Pari­gi2024 . Mathieu van der Poel ha conquistato a Glasgow, in Scozia, la ma­glia di campione del mondo a coronamento di un 2023 straordinario, iniziato con il titolo mondiale nel ciclocross a Hoogerheide in Olan­da, non lontano dalla fattoria dove è cresciuto suo pa­dre Adrie. Un anno eccezionale proseguito con vittorie memorabili come la Milano-Sanremo e la Parigi-Roubaix e con il secondo posto a Giro delle Fiandre.
Van der Poel è il ragazzo terribile che ha dovuto imparare dai propri errori per diventare un campione poliedrico dalle mille sfaccettature geniali. Nel 2020, anno del Covid, aveva vinto il Giro delle Fiandre davanti al suo rivale di sempre Wout van Aert e quella vittoria lo aveva portato a sentirsi un su­pereroe e a pensare di poter essere sem­pre superiore agli altri. L’anno successivo, troppo sicuro della propria forza al Giro delle Fian­dre, ha sbagliato sotto­valutan­do Kasper Asgreen, che lo ha sorpreso in volata.
Nello stesso anno c’è stata la Parigi-Roubaix in versione autunnale, la pri­ma per lui, e sul fango che copriva le pietre dell’Inferno del Nord, Mathieu ha attaccato di continuo, mentre Sonny Colbrelli ha aspettato in silenzio alla sua ruota, pronto a prendersi la vittoria. Alle Olimpiadi di Tokyo, ri­mandate di un anno a causa della pandemia, nella gara riservata alle Moun­tain bike, arriva un altro grave errore con la caduta e una forte botta alla schiena che lo condizionerà a lungo.
Mathieu si rialza, sì, ma gli errori non sono finiti e al Mondiale di Wollon­gong, in Australia, mostra tutta la sua fragilità di uomo che agisce di impeto, senza pensare alla conseguenze delle proprie azioni.
La sera della vigilia, in un albergo alle porte di Sydney, questo straordinario talento ha buttato via la possibilità di lottare per la maglia arcobaleno. L’olandese aveva preso una stanza, con la sua compagna Roxanne, su un piano diverso da quello della delegazione olandese e durante la notte delle ragazze minorenni, decidono di infastidire il campione bussando ripetutamente alla sua porta. Arriva la reazione da parte di Van der Poel che viene denunciato e portato in commissariato, dove resterà fino alle luci dell’alba del Mondiale, compromettendo la sua avventura mondiale, chiusa con un mesto ritiro dopo soli 30 chilometri.
Il 2023 per Mathieu è un anno diverso, con una nuova presa di coscienza di­versa per il figlio di Adrie e nipote di Raymond Poulidor, ora pienamente consapevole che la storia di famiglia con lui deve crescere e migliorare.
Suo padre è stato campione del mondo di ciclocross e ha vinto una Liegi-Ba­stogne-Liegi e un Giro delle Fiandre, tra la fine degli anni Ottanta e la metà anni degli anni Novanta. Suo nonno, il mitico Pou Pou, era l’eterno secondo, con sette vittorie di tappa e soprattutto otto podi finali al Tour de France sen­za aver mai indossato la maglia gialla, anche se ha vinto una Vuelta, una Mi­lano-Sanremo e una Freccia Vallone.
Mathieu van der Poel è cresciuto in una scuderia di lusso e ora non è più il figlio o il nipote di qualcuno, ma è diventato il più forte del mondo.
Con il passare dei mesi il prodigio d’Olanda ha cancellato tutte le imperfezioni per arrivare a questa storica stagione 2023 e al doppio titolo iridato di strada e ciclocross. 
Lui che corre con la maglia della Al­pecin Deceuninck ha imparato l’importanza dei numeri che da sempre caratterizzano la sua vita.
Il suo calendario fin da piccolo era diviso in colonne con le gare di ciclocross e mountain bike e solo dopo so­no arrivate le prove su strada.
Anche i suoi successi sono fatti di nu­meri e ad oggi sono 45 quelle ottenute su strada dal ragazzo che ha cominciato vincendo tutto nel ciclocross.
La raccolta delle sue perle più belle inizia nel 2019 quando Ma­thieu conquista l’Amstel Gold Ra­ce, la corsa di casa, e in Olanda diventa eroe a pieno titolo. Il 2021 si apre con la vittoria in solitaria a Strade Bianche, quando Mathieu fa la differenzasullo strappo di Fontebranda nel cuore del centro storico di Siena, staccando Ju­lian Alaphilippe ed Egan Bernal.
A luglio di quello stesso anno arriva il Tour de France e Mathieu deve onorare quel nonno, che in silenzio e un po’ in disparte, ha sempre adorato. La magnifica vittoria sul Mûr-de-Bretagne, nella seconda tappa, gli regala la maglia gialla che, dopo averla dedicata al nonno, terrà sulle spalle per sei giorni.
Nel 2022 vince la Ronde per la seconda volta, scattando a sorpresa e lasciandosi alle spalle Dylan Van Baarle, Va­lentin Madouas e un deluso Tadej Po­ga­car. L’olandese arriva al Giro d’Italia e vince la prima tappa a Budapest, indossando subito la maglia rosa.
Sarà lui uno degli animatori della gara insieme a Biniam Girmay e porterà a termine la corsa rosa, conquistando il premio per la combattività. L’anno si chiude con la delusione al Mondiale e i problemi alla schiena ma il 2023 è all’insegna dei record e se si vuolecontinuare a parlare di numeri, è “il due” a caratterizzare questa stagione che di­venterà memora­bile.
Due sono le maglie iridate conquistate, una nella strada e una nel ciclocross, due sono le Clas­siche Monu­mento con Milano-San­remo e Parigi-Roubaix. Due sono anche i record stabiliti nelle classiche vinte: l’olandese è stato il più veloce sulla salita del Poggio, con 5’38”, cancellando così il record del 1994 di Giorgio Furlan. E con la media di 46,841 km/h ha corso la Roubaix più veloce di sempre.  Quattro sono in­vece le Classiche Monumento che van der Poel ha conquistato fino ad oggi, iniziando nel 2020 con il Giro delle Fiandre, che firmerà anche nel 2022 e poi la doppietta nel 2023 con Sanremo e Roubaix.
Se su strada ha vinto il suo primo mondiale, nel ciclocross le maglie iridate tra gli Élite sono 5 a partire da quella di Tabor nel 2015 fino ad arrivare all’ultima conquistata a Hoo­ge­rhei­de. Sono invece 45 le vittorie conquistate fino ad oggi in carriera su strada, cinque delle quali in questa stagione, così come nel 2022.
Una stagione che non è ancora finita: Mathieu indosserà per la prima volta in uan gara ufficiale la sua maglia iridata il 3 settembre nella Bretagne Classic, poi lo vedremo ancora nel GP Four­mies (10 settembre), nel GP Wallonie (12 settembre), nella Primus Classic (16 settembre) e nel Circuit Franco-Belge (28 settembre) per concludere l’8 ottobre con la Parigi-Tours. Nel frattempo ci sarà anche spazio per la mountain bike per conquistare una maglia da titolare e un buon numero di partenza nella gara di cross country alle prossime Olimpiadi di Parigi. Perché Mathieu non smette di sognare...

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