Gatti & Misfatti

Rispetto per questa generazione

di Cristiano Gatti

È l’eterna discussione che ci portiamo dietro di generazione in generazione: era meglio prima, no bi­sogna solo guardare avanti e an­ticipare i tempi. Nelle ultime settimane, ho letto con molta curiosità due piacevoli interviste con due dei leader più spigliati ed espliciti dei rispettivi partiti, Moser che rimpiange, Pozzato che guarda solo avanti. Entrambi hanno detto davvero qualcosa. Almeno, dimostrano di avere idee chiare e non le ca­muffano dietro a travestimenti di conformismo e banalità.

Più che altro, sono le con­clusioni estreme dei due movimenti che in qualche modo finiscono per de­ragliare. Non è più possibile di­re una volta c’era più fantasia, c’era più talento, c’era più co­raggio, adesso ci sono soldatini che obbediscono agli ordini via auricolare, se ai miei tempi mi avessero dato la radiolina l’avrei lanciata giù dal primo tornante. Allo stesso modo, non è possibile neppure dire il mondo è cambiato, il mondo corre ve­locissimo, il ciclismo deve ca­pir­lo e adeguarsi per non apparire vecchio e anacronistico, dob­biamo piacere ai giovani a costo di tatuarci e vivere sui social, magari lanciando slogan moderni del tipo “Il ciclismo è fico, wow”.

Se la realtà fosse così semplice, non servirebbero molti sforzi per vi­vere: qualcuno ingrana la retromarcia e torna ai bei tempi, qualcuno ingrana la sesta (anzi, affonda sul pedale del cambio automatico) e sgomma via senza guardarsi attorno, verso chissà dove, magari senza neppure chiedersi dove. Non è così. La storia cammina con i suoi tempi e con i suoi modi, bravo chi riesce a governare i cambiamenti, ad adattarsi con saggezza, senza diventarne schiavo, senza abbassare la testa e chiudere gli occhi, magari consolandosi con la frase di tante mammine d’oggi, “cosa vuoi farci, ormai fanno tutti così”.

Sinceramente, da molto non trovo più così decisivo e appassionante il di­battito. Non ho mai sopportato i seppiati dentro che commentando nelle varie stagioni Bugno, Pantani, Armstrong, Basso, Nibali dovevano sempre arrivare a Coppi e Bartali. Allo stesso modo, questa idea che per forza si debba puntare tutto su informatica e tecnologia, co­municazione e immagine, mo­da e show, arrivando magari a correre seduti tranquillamente su un simulatore, davanti a uno schermo, ciascuno nel sa­lotto di casa, ecco questa idea mi preoccupa tantissimo, perché la trovo alienante e disumana, alla faccia del nuovo e del moderno.

E allora, che fare? Non ho ricette universali come Moser e Pozzato, posso solo dire come faccio io. Sem­plicemente mi tengo stretto e mi godo il periodo attuale, ringraziando il cielo perché in tempi per niente semplici ci ha comunque regalato uno spettacolo grandioso. Parlo di una ge­nerazione disinibita e spregiudicata (in senso buono) che butta a mare tante teorie e tutti i relativi teoremi per darsele ogni volta di santa ragione, che sia la Tirreno-Adriatico o il Gi­ro del Delfinato, il Lombardia o il Fiandre, il Giro o il Tour. Naturalmente conosciamo età e dati anagrafici di questa bella gente: sono i Pogacar, gli Eve­nepoel, i Van Aert, i Van Der Poel, gli Alaphilippe, i Pidcock, ci metto pure i Colbrelli e per sintesi lascio fuori altri, chi più giovane e chi ormai un po’ me­no giovane, comunque volti definiti di questo tempo preciso, del quale sono padroni a modo loro, senza calcoli e senza prudenze, come volessero berselo tutto d’un fiato, per non sprecarne nemmeno una goccia, per non dovere mai conoscere nell’autunno della loro vita un solo rimpianto di occasioni man­cate.

Mi sembra evidente: questa generazione di questo tempo, che non sta mettendo in scena un noioso revival di un’altra epoca e di un altro mondo, ma neppure sta anticipando chissà quali futuristici scenari da ciclometaverso, non ha bisogno di tanti consigli e di tanti aggiustamenti. A me, che sono di un’altra ge­nerazione, piace così com’è, non toccherei proprio niente, non mi ispira rabbiose nostalgie e neppure pulsioni astruse da ufficio marketing, oh yeah. Adesso che hanno ricominciato a modo loro, così come avevano finito l’anno scorso, me li godo a uno a uno, con tanta ammirazione e con tanta stima, imparando nel frattempo a pesare anche nomi ancora in culla del made in Italy, vedi questi Covi, questi Sobrero, che magari presto ci tireranno fuori dallo stato di crisi in cui ci siamo impantanati. E se tutto questo non pia­ce agli anziani perché non c’è il palmer a tracolla, ma neppure piace ai ragazzini perché preferiscono il monopattino elettrico, direi di accettarlo e semplicemente metterlo in conto, perché non si può inventare di tut­to per piacere a tutti, alla fine si fanno asinate e si finisce per non piacere a nessuno.

Detta fuori dai denti, sia al partito Pozzato che al partito Moser: neppure il ciclismo può fermarsi, il tempo e la storia lo cambiano, ma non c’è bisogno di ruvide retromarce o di bulle accelerate. Nell’attesa, c’è il presente. Troppo sottovalutato, troppo tra­scurato, troppo svilito, di que­sti tempi, il presente. Ep­pure merita solo rispetto, il massimo del rispetto. Perché alla fine, dopo tanto macerarsi, si scopre sempre che gli uomini hanno un solo modo per so­pravvivere: stare bene nel presente, senza perdersi un attimo, scoprendo ogni giorno di avere costruito un bel passato e di essere già avviati a un affascinante futuro.

Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Il nuovo pneumatico P ZERO Race TLR SL-R è stato disegnato, sviluppato e realizzato interamente nello stabilimento Pirelli di Bollate (MI), uno stabilimento che in questo 2026 ha ricevuto gradualmente la linea produttiva di altri prodotti destinati al ciclismo. Questa copertura viene realizzata con...


È un archivio vivo, che attende di essere esplorato e rigenerato. È un luogo speciale il Colombo’s Archive, il nuovo spazio che Antonio Colombo ha fortemente voluto e inaugurato martedì scorso a Milano, riunendo e ordinando documenti e prototipi, disegni...


L'argomento cronometro del Tour de France è sempre molto caldo: ne abbiamo parlato anche noi sul numero di settembre di tuttoBICI e poi su queste pagine. Christian Prudhomme, numero uno del Tour de France, ieri ha risposto a molte domande...


Fare una domanda al c.t. Dino Salvoldi (pista maschile in toto e strada Juniores) vuol dire ricevere in cambio una trattazione ampia e "accademica" tema su tema, punto su punto. Preparate quindi il foglio degli appunti e ascoltate il secondo...


Il ciclismo italiano ha una sola regina, indiscussa e indiscutibile; Elisa Longo Borghini vince per la nona volta in carriera la classifica dell'Oscar tuttoBICI Gran Premio Alé Cycling riservato alle Donne Élite. Un record straordinario, destinato a durare per decenni e forse,...


Similitudini tra Tour de France 2026 e 2027? Una domenica dall’arrivo “appuntito” con vista sulle Alpi, anche se il Plateau de Solaison dove si è imposto Remco Evenepoel il 19 luglio scorso è in Alta Savoia, mentre il più noto...


Dieci come le dita delle mani e dieci come le dita dei piedi. Dieci come i comandamenti e dieci come le piaghe, cioè i disastri, che Dio inviò sulla Terra per convincere il faraone d’Egitto a liberare il suo popolo...


UAE Team L’IMAD ha ufficialmente conquistato il primo posto nella classifica mondiale UCI Women’s World Team Ranking 2026, diventando per la prima volta nella sua storia la squadra professionistica femminile di ciclismo numero uno al mondo.Questo risultato rappresenta una...


Triplo arrivo in casa EF Education-EasyPost. La formazione americana ha infatti annunciato l’arrivo di Nicolas Milesi, Iván Ramiro Sosa e Tobias Bayer, andandosi così a rinforzare un po’ in tutti i reparti, visto che l’italiano è un cronoman, il colombiano...


La sua è una vera vita a tappe, fatta di chilometri percorsi e sedi di arrivo e partenza. Per Claudio Chiappucci le sedi di partenza e arrivo sono anche luoghi del cuore e, per questioni letterarie, sono diventati “i luoghi...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra