Rapporti & Relazioni

Il miracolo di Gino nella terra di Fausto

di Gian Paolo Ormezzano

Omegna è una cittadina as­solutamente non bella ma intanto connotata da un fa­scino triste, lacustre e non. Sta sul lago d’Orta, in Piemonte. La provincia una volta era quella di Novara, poi c’è stata una diciamo scissione ed è nato il Verbano-Cusio-Ossola. Il primo nome è quello del lago detto anche Mag­gio­re, che sulla mappa geografica appare, ben più grosso, a destra del lago d’Orta. Il secondo nome - Cusio - è quello classico di Orta. Il terzo nome fa riferimento a Do­mo­dossola e alla sua zona di montagna anche alta (il massiccio del Rosa). Il lago Maggiore ha una sponda piemontese, quella dove c’è la città di Verbania, che fronteggia la sponda lombarda , quella di Luino, zona dei natali di Piero Chiara scrittore o se preferite di Gigi Riva calciatore. Verbania è la città dove è cresciuto al canottaggio, lui figlio di un piemontese verbanese, Giampiero Galeazzi, il gran telecronista del remo mancato da poco. E al Verbano appartiene Quarna di Sotto, paesino di fabbricanti di strumenti musicali in legno, da dove partirono Do­me­ni­co Coppi e Angliolina Boveri per andare a fare i contadini nell’A­lessandrino, a Castellania dove misero al mondo un certo Fausto e un certo Serse ciclisti.

Nella sua parte settentrionale il lago Maggiore o lago Verbano diventa Svizzera, la Svizzera di Locarno. Avete presente il lago di Garda, col suo turismo in tedesco e il suo grande placido distendersi? Beh, l’Orta è altra cosa, turismo straniero scarso, anche se la Svizzera incombe appena al di là di quelle montagne che sembrano quasi nascere dalle acque. Pochi albergoni, pochini al­berghini, villette tipo seconde abitazioni quasi niente. E imbarcaderi spesso nascosti, e sempre acque cu­pe. Omegna poi, a nord, è tanta industria, specie del settore elettrodomestico, con crisi, scioperi, paure ricorrenti. Ma ad Omegna è pure nato Gianni Rodari, che ci fa tutti bambini poeti, basta leggerlo e amarlo e fare segno di sì con la testa.

Sono stato a Omegna per una cerimonia, il premio letterario locale alla Re­si­stenza, così appunto fatta ogni an­no rivivere, assegnato a David Grossmann per il suo libro “Non sparare alla colomba”, secondo classificato il libro “Bartali, una bici contro il fascismo” di Alberto Toscano, la storia della collaborazione di Gino il pio con il movimento partigiano, fra l’altro assumendo con coraggio estremo ri­schi altissimi, come il portare in Vaticano documenti di ebrei lì ri­fugiati, passando in bicicletta, co­me per un allenamento, le linee na­ziste. Storia vecchia riaperta dal­le cure nuove speciali alla memoria di quei fatti di cui Gino mai si arrogò i meriti. Lui d’altronde de­testava ogni forma di esibizionismo. Naturalmente io, sulla scorta di mezzo secolo di bella amicizia con Bartali (per questo ero stato convocato), ho parlato sì dei suoi meriti, ma soprattutto della sua reticenza a pubblicizzarli. Niente di speciale insomma. Ma allora?

Allora il fatto è che ho vissuto momenti intimi stra­ordinari ricordandomi den­tro Bartali, la sua onestà, il suo quasi stizzirsi quando io, torinese coppiano, facevo troppo il piemontese anzi il sabaudo, il bene che comunque mi volle e che trasferì su un suo figlio, Andrea, mancato anzi mancatomi da poco. Davanti a me avevo un bellissimo centinaio di giovani che stavano a sentirmi. Non mi pensavano bollito, mentre magari lo sono un bel po’, grazie anche al lungo mio or­ribile covid. Non solo credevano alle cose belle che ricordavo e trasferivo su di loro, cose fra un grande uomo e un piccolo giornalista, ma anche a tutto il contorno che offrivo, che ammollavo, al “come eravamo” di noi vecchiacci che di solito nei giovani provoca scocciature assortite.
E ho capito in pieno che in fondo quei giovani erano come io sono anzi cerco quasi disperatamente di essere, come sono stati e saranno sempre i giovani, lasciandosi scorrere addosso mode anche cretine, come acqua su tessuto impermeabilizzato. E ho capito in pieno che esiste ancora una “koi­né”, un lessico comune per parlare di certe cose E che bisogna essere ottimisti, e questa è la nuova Re­si­stenza.
E che dovevo in fondo questo a Bartali, e dunque al ciclismo. Così consigliai a tutti una gita a Briançon, poco più di 100 comodi chilometri anche autostradali da Torino, nella Brian­çon dove Bartali  vinse arrivando col Tour, e dove anche Cop­pi lasciò i suoi segni forti. L’ac­ces­so alla città vecchia è anche effettuabile su un ponticello dove ci so­no lapidi che ricordano pure i trionfi al Tour dei ciclisti italiani, e in italiano sta la scritta di riconoscenza a “Bartali il pio”. Penso che alcuni dei giovani di quella mia splendida Omegna andranno a Briançon. Come lo sono del fatto che solo il ciclismo, nello sport, si permette ancora miracoli di questo tipo.

Ps.Fra quei giovani c’erano anche  - proporzione di­rei cinquanta per cento - ragazze quasi tutte belle e per me comunque tutte in possesso di un qualcosa di bello. Penso che tutti, ragazzi e ragazze ognuno con la sua ma­scherina personalizzata ma non stu­pidamente, erano mascherati anzi mascherinizzati ma, stando al­le loro reazioni, nessuno era fasullo, travestito, nascosto. E sono pen­sieri che chissà se esistono fuori dello sport, e chissà se nello sport esistono fuori del ciclismo.

Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Prima medaglia d’oro per l’Australia ai Mondiali di ciclismo su strada di Montreal 2026. A griffarla è stata Felicity Wilson-Haffenden la quale, coprendo i 20, 3 chilometri della cronometro riservata alle donne Under 23 in 27'40" a una media...


Dopo il Gran Premio del Lazio e il Giro di Campania, la classifica della Coppa Italia delle Regioni 2026 registra alcuni movimenti di interesse. Al comando della graduatoria individuale resta incontrastato Giulio Pellizzari (Red Bull - Bora - Hansgrohe), sempre...


La multidisciplina ormai regna sovrana nel ciclismo di oggi, ma a casa nostra la strada resta la disciplina principe del mondo delle due ruote. Non accade così però ovunque nel mondo come dimostra la nazionale neozelandese impegnata alla rassegna iridata...


Dopo le crono elite di ieri, a Montreal 2026 oggi scendono in strada gli Under 23. A proposito di questa categoria vale la pena dare risalto al gesto di grande solidarietà nei confronti di due giovani connazionali di Mads Pedersen....


Quando il dolore ed il ricordo vengono affiancati da gesti concreti assumono un senso ancora più profondo. È per questo che la NSN Cycling Team ha deciso di istituire una borsa di studio dedicata a Finlay Tarling, il diciannovenne ciclista...


Si rinnova anche quest'anno l'appuntamento a Sarezzo con il Trofeo Sergio Andrea Tavana alla memoria, corsa per Allievi organizzata dal Gruppo sportivo Aspiratori Otelli e in programma domenica mattina, 27 settembre, nel centro valtrumplino. La 49a edizione scatterà alle 10...


La Lidl-Trek annunciare l'ingaggio di Igor Arrieta: il corridore spagnolo si unirà alla squadra a partire dalla stagione 2027 con un contratto che lo legherà al team fino al 2029. A soli 23 anni, Arrieta si è già affermato come...


Si tinge d’azzurro il Tour of Poyang Lake 2026. La seconda frazione della più lunga corsa a tappe cinese in calendario ha visto infatti imporsi Riccardo Lucca che, levandosi tutti di ruota nella parte conclusiva dell’ascesa verso Mount Sannai,...


Per chiudere il mese di settembre e aprire l’autunno, e come ultima corsa a tappe della stagione per il Team Polti VisitMalta, ecco la Cro Race. Sei giorni di gara su un terreno vario in Croazia e sette corridori pronti a giocarsi...


Di padre in figlio. Il Campionato del Mondo racconta ancora una volta storie di passaggio generazionale, di ereditarietà non facile da reggere quando hai un genitore che ha vinto addirittura il Tour de France. La cronometro maschile degli under 23...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra