Gatti & Misfatti

Giro Vip

di Cristiano Gatti

Appena cominciato e già così strano. Que­sto 2019 passa alla storia, subito all’inizio, come il primo anno in cui non sentiremo le litanie strazianti di quelli che al Giro non viene nessuno, al Giro mancano i campioni stranieri, il Giro è una corsa provinciale per soli italiani.

Capisco che questa bra­va gente dovrà inventarsi un’altra musica e incidere un altro disco, ma purtroppo c’è poco da fare: per quanto lo si possa rivoltare come un calzino, per quanto gli si voglia fare le pulci, il Giro 2019 sarà un Giro mol­to internazionale, molto prestigioso, molto ben frequentato. Voglio spararla grossa, convinto di non andare molto lontano dalla verità: da molti anni non ne avevamo uno così completo e affollato.

Manca ancora una primavera e molti dettagli possono cambiare, ma nel complesso la certezza c’è già: il meglio (quasi tutto) sarà qui. Persino la Sky, l’ultima Sky, impegnatissima a lasciare il ciclismo (come marchio, non come squadra) con l’ennesimo Tour, comunque manderà in Italia un bel nome. Pare Bernal, e non dico altro: a occhio e cro­ce è il miglior talento di do­mani. Se verrà in Italia per testarsi fino in fondo da capitano, ancora una volta il Giro avrà il compito romantico di fare da giudice severo e im­parziale sull’entità e sulla le­gittimità di tante speranze. Se Bernal uscirà bene dal Giro, Bernal si avvierà a una luminosa carriera. Se andrà in frantumi come cristallo pregiato ma fragilino, molte in­cognite graveranno sul suo futuro. In ogni caso, sarà la sua prova verità. E tutti noi saremo lì curiosi a fargli la radiografia.

Ma a parte questo ca­pitolo carico di fa­scino particolare, resta comunque sul piedestallo un tale monumento al vip da lasciare incantati. L’Italia avrà il suo meglio, cioè Ni­bali, ma anche Aru, che vo­glio aggiungere a tutti i costi perché non possiamo considerarlo perso alla sua età. La Spagna avrà Landa e Val­ver­de. Avremo il vero re universale delle grandi corse a tap­pe, quello sempre in cima de­gli ultimissimi giri, quel Tom Dumoulin che in fondo è nato qui: stavolta, con sessanta chilometri a cronometro, gli hanno pure messo sotto al sedere una catapulta micidiale. Anche per questo, avremo con ancora più onore (per loro) gli Yates e gli Zakarin, corridori molto forti che però sanno di andare ad handicap proprio per via della crono: eppure vengono lo stesso. Da questo punto di vista, occhio invece a Roglic, che questo lato debole non ha di certo, e che a sua volta ha annunciato per tempo di volersi consacrare al Giro.

Siamo ancora alla conta iniziale. Altri si ag­giun­geranno, altri do­vranno cambiare i programmi in corsa. Ma resta in piedi a pieno titolo la sensazione che la corsa più dura del mondo nel paese più bello del mondo potrà stavolta aggiungere al suo slogan una cosa del tipo frequentata dalla gente più aristocratica del mondo. Quest’ultimo, del cast, degli stranieri, era sempre il peccato originale utilizzato dagli italioti (non mi viene la rima) per ridicolizzare il Giro e guardare dal basso il Tour, con inguaribile complesso di inferiorità, come se poi le corse non fossero belle ciascuna a suo modo, come se ad esempio l’anno scorso il duello tra Froome e Dumoulin fosse una mano di scopa tra due arteriosclerotici. Ma a questo punto cade anche l’ultimo pregiudizio: senza se e senza ma, sarà un Giro autorevole e rispettabile, con tutti i sacri crismi della grande cor­sa di livello mondiale. Nessuno potrà più dire e scrivere, alla fine, ha vinto Tizio perché ha corso contro dei mortaccioni. Chi lo vincerà, sarà davvero campione. E chi lo perderà, avrà perso comunque da un campione. E quelli che mancheranno? Non mancheranno a nessuno.

Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
È fuggita sul tratto in pavè che ha caratterizzato l’ultima parte della tappa e Cédrine Kerbaol si è involata in solitaria verso il traguardo di La Coruña. La bretone della EF Education-Oatly ha conquistato così la vittoria nella terza frazione...


Gli organizzatori del Giro d'Italia hanno ufficializzato l'elenco degli iscritti alla corsa rosa numero 109. Di quasi tutte le squadre abbiamo già pubblicato le scelte, ora abbiamo un quadro completo (che può ancora essere modificato in extremis) che ci permette...


Dopo la tappa di ieri, nel finale dela quale è stata protagonista involontaria di una caduta, Eleonora Ciabocco si è sottoposta a diversi controlli e radiografie in ospedale, l'ultima delle quali ha confermato i sospetti del team medico della Picnic...


Il Giro d'Italia 2026 prenderà il via questo venerdì 8 maggio, inaugurando tre settimane di gara su terreni variegati e con molteplici opportunità di successo di tappa. Con un percorso studiato per premiare l'iniziativa e la consapevolezza tattica, la corsa...


La stagione delle classiche è ormai alle spalle e dunque, con crescente entusiasmo, è finalmente arrivata l’ora di volgere lo sguardo sulle grandi corse a tappe concentrandoci in particolar modo sull’imminente Giro d’Italia 109 che questo venerdì prenderà il...


In occasione del Giro d'Italia,  la Bardiani-CSF 7 Saber correrà con una bicicletta speciale: la De Rosa 70 Ogni Maggio, un tributo alla storia e ai valori del ciclismo italiano. De Rosa è partner ufficiale del Giro d’Italia 2026 e...


Ufficializzata anche la formazione della Red Bull Bora Hansgrohe per l’edizione numero 109 del Giro d’Italia. A guidarla saranno Jai Hindley, che la corsa rosa l’ha già vinta, e Giulio Pellizzari, chiamato per la prioma volta ad un ruolo da...


La Decathlon CMA CGM, protagonista di un grande avvio di stagione, punta ora ad un ruolo importante anche sulle strade del Giro d'Italia. È il tecnico Luke Roberts ad iullustrare la formazione scelta per la corsa rosa: «La squadra ha...


La maglia rosa è il simbolo per eccellenza del Giro d'Italia, una delle tre grandi corse a tappe del ciclismo mondiale insieme al Tour de France e alla Vuelta a España. Introdotta nel 1931, deve il suo colore al quotidiano...


Il Team Movistar ha annunciato la sua formazione ufficiale per il primo Grande Giro della stagione, che si svolgerà dall'8 al 31 maggio e, novità assoluta, partirà da Nessebar, in Bulgaria, per poi concludersi, come da tradizione, a Roma. ...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024