I FRATELLI ZANATTA PIANGONO PAPA' REMIGIO

LUTTO | 15/03/2017 | 10:50
È morto questa mattina alle 7 all'ospedale di Treviso Remigio Zanatta, papà di Stefano, direttore sportivo della Bardiani Csf, di Gianfranco meccanico della nazionale e di Cinzia, ex atleta e oggi apprezzata e appassionata dirigente del Veloce Club Bianchin.

Remigio era una di quelle figure ciclistiche che riempivano e arricchivano la grande famiglia del ciclismo. Passione e competenza le sue cifre identificatrici. Aveva 81 anni ed è stato un perno insostituibile del ciclismo Veneto. Storico direttore sportivo della Quarella negli anni Settanta e Ottanta, ha seguito da vicino atleti di livello come Roberto Pagnin e Sergio Scremin. È salito anche sull'ammiraglia di team professionistici come la Filcas, per poi approdare alla Arredo House con Giorgio Furlan.

Oggi il ciclismo non solo veneto piange un grande personaggio di sport. E la redazione di tuttoBICI, tuttobiciweb.it e tuttobicitech.it non può che salutarlo con affetto e riconoscenza. Alla sua fantastica famiglia, le nostre più sentite condoglianze.
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COMMENTI
15 marzo 2017 12:34 vecchione
Grande persona, davvero un gentiluomo del ciclismo, di poche parole ma molti fatti. Soprattutto di quello che era il suo ciclismo.
Affettuose condoglianze alla famiglia.

Ruvidissimo
15 marzo 2017 16:03 tonifrigo
Era ruvido e gentile, quando un uomo di ciclismo vecchia maniera come lui incrocia giovani atleti dal grande potenziale, il rispetto fa la propria parte e i giovani ascoltano il ruvidissimo maestro. Ne esce quasi sempre una scuola di campioni. Mastellotto, Fregonese, Pagnin, Scremin hanno combattuto ad armi pari con i mostri di quel tempo, i soldatini sovietici, mettendo loro paura, Erano tutti ragazzi di "Migio". Hanno tenuto banco nella loro generazione, ora lo ricordano con il cuore gonfio. Anche i giovani suiveurs sono cresciuti all'ombra della quercia Zanatta, rampognati quando non scrivevano con cognizione di causa, lodati con un sorriso bertoldesco quando "ci prendevano". Un uomo onesto e forte, nato a Borgo Ruga, dove DOVEVI diventare uomo in fretta e dove la scuola vera era quella della vita. I suoi "ramarri" della Quarella (con il Quinta non cavavi una parola di italiano della Crusca) sono diventati ugualmente uomini....quasi tutti. E alla bici vogliono ancora molto bene. Troppo, a volte.

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