LE STORIE DEL FIGIO. ROSSI, COPPI E...

STORIA | 02/03/2017 | 07:31
La professione di Gianni Rossi è quella del commercialista con un avviato studio a Tortona e tutti i giorni, nonostante i settant’anni suonati, è sempre in pista nel caratteristico centro dell’antica città, la Derthona dei Romani, alle prese con bilanci, 740, contabilità varie e consimili, tutte cose e argomenti seri, importanti anche se non proprio divertenti e coinvolgenti.
Vive in una bella dimora a Villaromagnano, piccolo centro sulle colline del Tortonese, a sud-est della città, terra di vigneti, e, dove lo sguardo, ad ampio raggio, può spaziare in quelle che sono definite “Le terre di Coppi”. Castellania, luogo di nascita del Campionissimo, e altre località del circondario disposte sulle strade familiari di Coppi, sono comprese nel raggio di una decina di chilometri.

A proposito di Coppi, Gianni Rossi è molto amico della famiglia di Marina e anche di Faustino, i figli del Campionissimo. E’ naturalmente cresciuto nel mito del Campionissimo e ha sempre sostenuto, con passione, convinzione e concretezza – propria della sua professione - le diverse iniziative, sia in campo editoriale, sia con eventi nel territorio e altro ancora, che rinnovano il ricordo di Fausto Coppi – un sentimento mai sopito, sempre vivo e attuale – nelle terre della sua, purtroppo breve, vita.

Quasi a suffragare il titolo di un film, una commedia di Maurizio Ponzi interpretata da Enrico Montesano, Renato Pozzetto e Sabrina Ferilli del 1994 “Anche i commercialisti hanno un’anima”, Gianni Rossi si prospetta e definisce, dalla parte dell’anima, anche come “scrittore per caso” e “affabulatore per indole”.

Per la sua intensa attività collaterale alla professione è inquadrabile nella categoria che si suole definire quella del “mediatore culturale”. Ne può essere un esempio, la pubblicazione che ha curato dell’Ediciclo “Quel Giro d’Italia del Novecento” che narra di un’immaginaria corsa a tappe dove i grandi protagonisti del ciclismo, appunto del Novecento, sono visti gareggiare su percorsi veri, reali, impegnati in questa gara “onirica”, rapportati al rispettivo periodo agonistico. Sono campioni e pure qualche gregario che rispondono ai nomi di Binda, Indurain (rispettivamente Alfredo e Miguel, non i loro fratelli), Pantani, Bahamontes, Coppi, Merckx, Petit Breton, Bugno, Gaul, Anquetil, Francesco Moser e Luigi “Luisin” Malabrocca, storica “maglia nera” del Giro, nato proprio a Tortona nel 1920. I testi di questa, letteralmente, “fantastica corsa”, sono firmati da penne di prestigio come Gianpaolo Ormezzano, Marco Pastonesi, Claudio Gregori, Giuseppe Castelnovi, Beppe Conti, Paolo Broggi, Gianpaolo Porreca, Paolo Facchinetti, Giancarlo Pauletto, Carlo Delfino, Benito Mazzi e altri ancora e del cantante Gian Pieretti. In tema di cantanti è da riferire l’amicizia che lega Gianni Rossi al concittadino e coetaneo Giuliano Illiani, in arte il cantante Donatello, coinvolto sovente in argomenti ciclistici come gli affettuosi filmati che ricordano le figure di Andrea “Sandrino” Carrea, storico gregario e amico di Coppi con Ettore Milano e vero personaggio con tratti umani distintivi, così come il milanese Renzo Zanazzi, sempre affettuosamente collegati a Gianni Rossi, sia in vita, sia ora nel ricordo.

Nella vastissima cerchia degli amici di Gianni Rossi sono compresi Sante “Gianni” Gaiardoni con la moglie, la signora Elsa Quarta, l’oro dell’inseguimento a squadre delle Olimpiadi di Roma 1960 Marino Vigna, Gino Bartalena, già dirigente in importanti aziende del settore ciclo e calda, appassionata, voce narrante dei vari eventi promossi da Rossi nella piacevolissima ambientazione del Circolo di Lettura di Tortona e in altri luoghi.

Le pubblicazioni della carriera parallela di Gianni Rossi, iniziata nel 1986 con la direzione de “L’Ossona”,  periodico di cronaca locale che riprende il nome del torrente che attraversa i colli tortonesi e sfocia nello Scrivia, sono “Leone per mille giorni” del 1986, “Viale degli Olmi” (1997), “Gran Bar Italia) 2001, “Leoni indomabili” 2004, “Breviarie” 2006, “Fausto Coppi: gli anni e le strade” 2009, “Nebbie e tabarri” 2011, “Sbocci e gusci” 2014, con argomenti che variano dallo sport, alla storia locale  e altri vicini alla sua sensibilità.

E’ amico di Andrea Maietti, fine scrittore, biografo di Gianni Brera, di Daniele Dallera, attuale responsabile delle pagine sportive del Corriere della Sera e con radici nel tortonese, dell’ “editor” Gino Cervi e varie altre persone.
E’ il promotore del “Libro dei Libri” curato dal trevigliese Ezio Zanenga, un censimento ragionato delle pubblicazioni e delle immagini con soggetto Fausto Coppi ed è sempre a fianco del giovane Giovanni Ferrari Cuniolo il cui bisnonno era Giovanni Cuniolo, il famoso “Manina”, tortonese D.O.C., primo campione italiano su strada nel 1906, titolo replicato pure nel 1907 e 1908, del Lombardia 1909, grande protagonista del ciclismo pionieristico. E’ l’attuale presidente del “Veloce Club Tortonese 1887-Serse Coppi”, blasonata società organizzatrice della gloriosa Milano-Tortona, ora disputata in circuito.

Con l’amico Amilcare Fossati del Comune di Tortona è sempre alla ricerca di documentazione storica che valorizzi, con il passato, anche il presente dello sport, di tutte le discipline che, nel territorio, hanno avuto molteplici motivi di gloria.
E se è ciclismo ancora meglio, ammette Gianni Rossi, che s’appresta a celebrare e condividere due centenari: quello del Giro d’Italia che quest’anno propone un arrivo a Tortona con la successiva partenza dalla vicina Castellania e, nel 2019, quello della nascita di Fausto Coppi.

Giuseppe Figini

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