HACKER RUSSI NEL SITO WADA, ANCHE GLI AMERICANI DOPATI
DOPING | 13/09/2016 | 14:37 È una questione di doping, ma non di ciclismo. Ma è una questione che ci interessa. La dice lunga sulla gestione dell'antidoping, dell'uso politico, su chi è protetto e chi no. È una storia che si ripete. È una brutta storia che mina molto profondamente tutto lo sport. Quello che vi proponiamo qui di seguito è un articolo che è apparso su repubblica.it. Qui ve ne proponiamo solo qualche riga.
Alcuni atleti di punta della squadra statunitense che ha partecipato alle ultime olimpiadi hanno gareggiato a Rio sotto l'effetto di sostanze dopanti. Lo sostiene - documenti alla mano - una crew di hacker, probabilmente russi, che ha bucato il server della Wada, l'agenzia mondiale antidoping, rendendo note alcune carte riservate che testimoniano analiticamente l'assunzione di sostanze proibite: nell'elenco ci sono i nomi più prestigiosi della spedizione Usa, tra questi quello delle sorelle Williams e della campionessa della ginnastica Simon Biles. «Dopo aver studiato analiticamente i database - scrivono, allegando migliaia di documenti con la dicitura "confidential" - abbiamo capito che decine di atleti erano risultati positivi alla vigilia e durante i giochi. I medagliati olimpici di Rio hanno usato regolarmente sostanze illecite giustificate da certificati di approvazione per uso terapeutico. In altre parole, hanno ricevuto la licenza per il doping».
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